Paesi Bassi

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03 – 23 Agosto 2017


PRIMA PARTE: SVIZZERA, FRANCIA E LUSSEMBURGO


Il 03 agosto iniziano ufficialmente le nostre vacanze estive. E’ il primo viaggio in Europa con il nostro camperino e siamo super carichi … in tutti i sensi !

La nostra destinazione principale sono i Paesi Bassi, ma non vogliamo percorrere troppi chilometri nello stesso giorno e quindi il nostro itinerario prevede tante piccole tappe, sia all’andata che al ritorno, facendo un piccolo assaggio dei diversi stati che attraversiamo.

Partiamo al mattino presto, superiamo la frontiera a Chiasso senza alcun problema ed entriamo in

Svizzera: Bellinzona e Lucerna

Proseguiamo verso nord ed entriamo in Francia


Francia: Colmar, Strasburgo e Baerenthal

Arriviamo a Colmar nel tardo pomeriggio e ci piazziamo per la notte nell’ Area Camper “Port de Plaisance de Colmar” (attenzione: non accettano ingressi oltre le 17:30) che si trova a Rue du Canal a 1,5 Km dal centro. Essendo già quasi sera, decidiamo di cenare e poi ci incamminiamo verso il cuore della città che raggiungiamo in 15 minuti circa. Arriviamo in Place de l’Ancienne Douane, sede dell’antica dogana (il Koifhus) dove vi sono le tipiche case dell’architettura alsaziana.

Proseguiamo verso la Petit Venice che si trova nell’antico quartiere di Krutenau: luogo più caratteristico della regione, tra canali e antiche case in legno che un tempo servivano da dimora ai pescatori del villaggio. Dopo questo bel giretto, prima di tornare al camper, ci fermiamo in un pub per gustarci un’ottima birra Colmar.

Colmar

La mattina seguente partiamo molto presto ed essendo in anticipo sulla tabella di marcia, decidiamo di fare una tappa in più e fermarci a Strasburgo: sede del Parlamento Europeo. Parcheggiamo lungo una strada e ci dirigiamo direttamente alla Petite France: centro storico dove si trova la favolosa Cattedrale Notre-Dame di Strasburgo. Nel frattempo le bimbe fanno una seconda colazione con degli ottimi goufres alla nutella.

Dopo questa breve sosta, ripartiamo ed entriamo nel Parc Natural Vosges du Nord arrivando a Baerenthal, in mezzo ad un bellissimo bosco, nel Camping Ramstein-Plage : è veramente un bel posticino per rilassarsi! Da qui si possono fare belle e lunghe passeggiate, giri in bicicletta, pesca al lago, piscina, sport … insomma non manca nulla!

Baerenthal

Pranziamo, facciamo un riposino e nel tardo pomeriggio inforchiamo le bici e andiamo in perlustrazione: giriamo attorno al lago, attraversiamo il bosco e arriviamo in centro al paese. Sembra un paese fantasma: non c’è nessuno, o sono tutti in ferie o tutti chiusi in casa! Comunque è molto carino, tutto pulito, in ordine, con costruzioni recenti.

Torniamo in camper per ora di cena: stasera ci tocca un bel barbecue a base di wurstel e salsiccie tipiche francesi che, però, sono un po’ troppo speziate per i nostri gusti. Subito fuori dal campeggio c’è un mini luna park dove, dopo cena, andiamo a divertirci.


Lussemburgo

Al mattino ci svegliamo sul prestino e, dopo aver convinto le bimbe ad alzarsi, facciamo colazione e partiamo proseguendo verso Lussemburgo, dove facciamo solo una piccola sosta giusto per un giretto in centro e per visitare le Casematte. Parcheggiamo nel Parc Glacis Square che è a pagamento dal lunedì al venerdì (€ 0,80/h) mentre il sabato e la domenica è gratuito.

Dopo pranzo inforchiamo le bici e ci dirigiamo verso il centro storico: molto tranquillo e poco trafficato. Andiamo verso le Casemates du Bock e quando siamo nel punto più in alto, ci fermiamo per fare qualche foto al Grund: è il quartiere di Lussemburgo che comprende la parte bassa della città, è attraversato dal fiume Alzette e comprende numerosi edifici pittoreschi e stradine caratteristiche.

Veduta del Grund

Visitiamo le Casemates du Bock (ticket tot. € 18,00): costituiscono il cuore sotterraneo di Lussemburgo, un mondo scavato sotto terra per proteggere la vecchia roccaforte. E’ stato fatto costruire nel 1745 sulle varie fortificazioni e oggi restano tantissime gallerie che coprono oltre 1100 metri quadrati.

All’ interno delle Casematte: dalle diverse aperture si gode di un bellissimo panorama

Torniamo al camper un pochino delusi: la città di Lussemburgo è caratteristica per il quartiere del Grund, ma niente di speciale. Siamo contenti di esserci fermati perchè eravamo di passaggio ma, se dovessimo tornarci appositamente per visitare Lussemburgo, non lo faremmo.

Proseguiamo il nostro percorso verso i Paesi Bassi: per la notte ci fermiamo nel Camping Moulin de Bistain a Cherain in Belgio (eh sì, siamo riusciti anche a fermarci in Belgio!): molto tranquillo in mezzo al bosco, con tutti i servizi.

Camping Moulin de Bistain in Belgio (Cherain)

Al mattino seguente ci svegliamo un po’ infreddoliti (la stufa non si è accesa e ci sono 13 gradi in camper e 8 fuori), ci vestiamo per bene, facciamo una colazione a base di cioccolata in tazza e tisana e ripartiamo verso Maastricht: finalmente siamo nei Paesi Bassi !


SECONDA PARTE: PAESI BASSI

I Paesi Bassi

Maastricht, Thorn e Veldhoven

Maastricht è la città più antica dell’Olanda e nel 1994 è entrata a far parte del network delle più antiche città d’Europa. E’ il capoluogo della regione Limburg.

Parcheggiamo fuori dal centro storico e con le bici in 5 minuti arriviamo in centro: molto tranquillo con pochissima gente in giro anche perchè il lunedì è il giorno di riposo e tutti i negozi sono chiusi.

Ci fermiamo nella piazza principale Vrijthof dove si trovano la Basilica in stile romanico di San Servazio (secondo la tradizione il santo di origine armena Servazio morì a Maastricht nel 384 d. C. e sulla sua tomba fu costruita la chiesa) e la Chiesa di San Giovanni con il campanile rosso. Poi giriamo tra le vie del centro e facciamo un piccolo spuntino con un’ottima frittura di gamberoni.

Maastricht: Piazza Vrijthof

Ripartiamo e in poco meno di mezz’ora arriviamo a Thorn: piccola cittadina molto caratteristica per le sue antiche case tinteggiate di bianco. Tale particolarità risale alla fine del Settecento quando i Francesi occuparono questa cittadina che all’epoca era un principato abitato da religiose nobildonne. Queste lasciarono il villaggio che rimase così abitato dai poveri. I francesi imposero una tassa basata sulle dimensioni delle finestre delle case. Dal momento che non potevano permettersi di pagare tale tassa, i poveri murarono in parte le finestre in modo da ridurne le dimensioni, in seguito le case furono tinteggiate di bianco affinchè non si notasse la differenza tra i mattoni vecchi e quelli nuovi.

Parcheggiamo nel parcheggio a pagamento subito fuori dal centro e andiamo a fare un giretto per le vie di questa deliziosa cittadina. Essendo ora di pranzo, ci fermiamo in un “De Pannekoekenbakker” dove assaggiamo diversi piatti tipici: due insalate miste e due pizze pankake farcite ai funghi e peperoni … veramente buone !

Thorn

Ci spostiamo a Veldhoven direttamente al Camping’t Denneke: veramente delizioso e soprattutto rilassante, su erba, in mezzo ad un bosco, con laghetto di pesca, servizi nuovissimi e molto puliti. Tommy e le bimbe colgono l’occasione per cimentarsi nella pesca, l’unica cosa che abbiamo come esca è della mortadella che però evidentemente non è gradita alle trote del lago e quindi non pescano nulla (da un lato per fortuna!).

Veldhoven: relax al Camping’t Denneke
Prove di pesca !

Verso sera facciamo un giretto in bici per il paese: anche qui un silenzio surreale con pochissime persone in giro. E’ un paese molto ordinato e pulitissimo, quasi perfetto. Nei Paesi Bassi sembra di essere veramente in un altro mondo: le strade sono tenute in maniera impeccabile, autostrade gratuite e larghissime, in ogni paese piccolo o grande che sia, ci sono piste ciclabili e addirittura a volte anche piste pedonali a entrambi i lati delle carreggiate, le persone sono molto silenziose e quando le incontri per strada ti danno sempre il buongiorno o la buonasera; addirittura nei supermercati (affollati di gente) c’è talmente silenzio che parliamo sempre sottovoce … le abitazioni sono perfette con giardini all’inglese tenuti in maniera quasi maniacale: tutto questo anche nelle zone di periferia o di campagna.

Torniamo al camper che sono già quasi le 20:00 ma c’è ancora tanta luce ed il sole non è ancora tramontato. Che meraviglia! Avere tante ore di luce per poter sfruttare tutta la giornata!

Veldhoven
Veldhoven

Eindhoven, Kinderdijk e Rotterdam

Arriviamo a Eindhoven in mattinata e purtroppo spioviggina. Parcheggiamo lungo la strada prima del centro storico e in 10 minuti arriviamo in centro.

La storia di Eindhoven è dominata dallo sviluppo industriale ed è legata principalmente alla Philips. Infatti un altro nome di Eindhoven è Lichstad, che in olandese significa “città della luce”. Frits Philips, che ha amministrato l’azienda per decenni, è stato uno tra gli abitanti più illustri della città ed era molto popolare tra le gente di Eindhoven.

Visto il maltempo decidiamo di visitare subito il Museo della Philips, sperando che nel frattempo smetta di piovere. Carino come museo: oltre alla storia della Philips e all’evoluzione dell’elettricità, è presente una zona arredata nei vari stili degli anni passati fino ai giorni nostri.

Eindhoven: museo della Philips

Altro punto di interesse a Eindhoven è il De Blob: edificio futuristico in piazza 18 Septemberplein. E’ stato progettato dall’architetto italiano Massimiliano Fuksas e al suo interno ospita uno splendido centro commerciale. L’edificio è alto 25 metri, caratterizzato da grandi quantità di vetro e acciaio e, proprio per la sua peculiarità, è diventato uno dei punti di riferimento chiave della città.

Eindhoven: De Blob

Non entriamo nel De Blob, ma preferiamo girovagare tra le bancarelle del mercato nella piazza di fronte, pieno di odori di pesce, fritto, pane … Torniamo al camper e proseguiamo verso Kinderdjik che visiteremo con calma domani.

Ci fermiamo così a Oud Drimmelen all’interno del Parco Nazionale De Biesbosch nel Mini-camping della Famiglia Von Oorschot: siamo nella campagne di Oud Drimmelen ed è semplicemente meraviglioso! Questi sono i luoghi che preferisco, dove regna una gran pace e tranquillità. Tutto sempre in perfetto ordine: facciamo una breve passeggiata e notiamo che ogni casa ha degli animali da cortile (galline, caprette, oche …) e anche lo “stalletto” delle galline è una piccola casetta.

Macchine a pedali tipiche

La mattina seguente partiamo e arriviamo a Kinderdijk: parcheggiamo a Molwnstraat, 2 (GPS: 51.880675 4.628315) e con le bici raggiungiamo il parco dei mulini. Il paesaggio è molto suggestivo, con tutti i mulini in funzione: l’unica cosa che “stona” è la zona industriale costruita proprio il dietro il parco.

In nessuna parte del mondo si trovano tanti mulini a vento come qui: nel 1740 furono costruiti ben 19 imponenti mulini, tutti ben conservati fino ai giorni nostri. Poichè alcune zone dei Paesi Bassi sono sotto il livello del mare e quindi soggetti a continue inondazioni, i mulini sarebbero serviti a scaricare l’acqua in eccesso e a riversarla nel fiume Lek. Un tempo erano le grandi pale del mulino a trasmettere la forza del vento sulle grandi ruote per la raccolta dell’acqua: oggi il lavoro è svolto dai motori di pompaggio.

Kinderdijk

L’ingresso è gratuito, si paga solo per visitare internamente i mulini: noi paghiamo € 27,00 per visitare 2 mulini. Giriamo tutto il parco in bici lungo la pista ciclabile-pedonale e ci fermiamo nei due mulini visitabili internamente ed esternamente. E’ molto interessante la visita in quanto è possibile vedere come vivevano all’inizio del 1900 i mugnai e le loro famiglie e l’interno è adibito a vero e proprio museo con tanto di foto, documenti, mobilio originale e racconti della famiglia che vi ha abitato.

Ingresso del parco dei mulini

Terminato tutto il percorso torniamo al camper e ci spostiamo al City Camping Rotterdam a Rotterdam, Kanalweg 84. Non è il massimo come campeggio (anche per le tariffe), ma per una notte e soprattutto per il nostro barbecue, va benissimo.

La mattina seguente partiamo dal campeggio con le bici verso il centro di Rotterdam (a 2,5 km) . E’ la seconda municipalità dell’Olanda dopo Amsterdam e conta quasi 600 mila abitanti.

Ci fermiamo davanti alla Chiesa di San Lorenzo di Rotterdam (Sint Laurenskerk), uno dei simboli storici della città perchè è l’unica struttura medioevale del 1450 circa, ad essere sopravissuta al bombardamento della seconda guerra mondiale.

Proseguiamo fino alle case cubiche (Kjik Kubus): 38 abitazioni convenzionali sorrette da pali, situate nel quartiere di Blaak vicino al vecchio porto. Sono inclinate di 45 gradi e rappresentano le prime case a forma di cubo mai costruite in Olanda. Sono state progettate nel 1984 da Piet Blom: il progetto della casa rappresenta un albero e tutte le case insieme rappresentano un bosco. L’idea di Blom era quella di creare una specie di villaggio all’interno della città. La maggior parte delle abitazioni è occupata, ma una casa cubica, la casa museo di Lijk-Kubus, è aperta ai visitatori. Noi purtroppo non siamo riusciti a vederla in quanto avremmo dovuto attendere un paio d’ore (orario apertura 11:00).

Rotterdam: Kijk Kubus

Altro punto interessante da non perdere è il Markthal: mercato coperto dalla struttura molto particolare, soprattutto internamente con il soffitto e le pareti completamente decorate. Entriamo e siamo invasi da mille profumi e colori.

Il Markthal di Rotterdam
Markthal

Gouda, Oudewater e Utrecht (Castello di De Haar)

Ci spostiamo in camper a Gouda, famosa per il rinomato formaggio olandese Gouda. La piazza del mercato è il cuore turistico e commerciale della città dove ogni giovedì è presente un bellissimo mercato con tutti i prodotti tipici olandesi. Ovviamente compriamo del formaggio Gouda: buono, ma abituati ai nostri formaggi italiani, non è molto speciale.

In piazza a Gouda

Ripartiamo e ci fermiamo a Oudewater: il paese delle streghe. E’ un piccolo borgo subito fuori Gouda ed è famoso in particolare per la Heksenwaag (la casa della bilancia delle streghe): secoli fa si credeva che una donna per essere strega e usare una scopa, dovesse essere leggerissima, praticamente senzatetto peso; così affinchè si potesse venire assolte dall’accusa di stregoneria, si doveva dimostrare che il peso corrispondeva alle proporzioni del proprio corpo.

In passato furono molte le persone innocenti accusate di stregoneria in tutta Europa e alcune di queste (quelle che potevano permettersi il viaggio), si recavano a Oudewater per farsi pesare ed evitare di essere bruciate sul rogo. Dopo la pesatura, se l’esito era positivo, veniva rilasciato un certificato ufficiale che dichiarava la non attinenza ad essere una strega.

Ci siamo fatti pesare tutti e fortunatamente non siamo stregoni !

Oudewater nella casa delle streghe

Ci spostiamo verso Utrecht dove domani visiteremo il Castello di De Haar. Per la notte ci fermiamo in un paesino a pochi chilometri, Kockengen dove, in mezzo alle campagne troviamo la fattoria Farm Hazenveld, un posto stupendo che ci regala un tramonto spettacolare!

Kockengen: Farm Hazenveld
Il tramonto meraviglioso dalla Farm

Al mattino ci svegliamo con un’arietta bella frizzantina! Visto che il Castello di De Haar apre alle 11:00, ne approfittiamo per fare un bel giro in bicicletta nelle campagne attorno e così arriviamo fino ad Harmelen, a 5 km dal campeggio, attraversando una zona dove ci sono varie fattorie e pascoli di mucche e capre, sempre tutto perfettamente ordinato.

Nelle campagne fino ad Harmelen

Con il camper ci spostiamo di 3 km, arriviamo a Utrecht al Castello di De Haar (Kastell de Haar) e parcheggiamo nel comodo parcheggio di fronte all’ingresso del Castello (€ 4,00 per tutto il giorno). Il castello si trova all’interno di un parco meraviglioso ed è il più grande dell’Olanda: è composto da 30 bagni e 200 stanze (solo alcune sono aperte al pubblico).

Fu costruito attorno al 1400 su un argine creato nel corso dei secoli dal fiume Reno. Appartiene tutt’ora ai discendenti dei Van De Haar. Nel 1482, a seguito delle lotte tra il vescovo e la città di Utrecht, il Castello originario fu distrutto. Venne poi ricostruito ma cadde in rovina per altri due secoli, fino a quando il barone Van Zuylen lo ereditò e finanziò l’intera restaurazione che durò 20 anni (dal 1892 al 1912).

Il castello fu ricostruito in stile neogotico dall’architetto Pierre Cuypers, molto famoso in Olanda. Nel 2000 la famiglia Van Zuylen donò il castello e i suoi 45 ettari di giardini alla fondazione Kasteel de Haar, ma ogni anno nel mese di settembre, gli eredi tornano a soggiornarvi come ospiti e in quel periodo il castello è chiuso al pubblico.

E’ visitabile solo con visita guidata e si può accedere a: retrocucina, cucina, sala principale, sala dei cavalieri, biblioteca e sala da ballo. Anche se non sono molte le stanze visitabili, comunque ne vale la pena: gli interni sono molto belli e decorati (ovviamente stile 1900, tutto abbastanza recente) e merita assolutamente anche una passeggiata nel bellissimo parco, per realizzarlo sono stati ordinati 7000 alberi provenienti da tutta l’ Olanda, sono presenti diversi giochi d’acqua, un giardino in stile Barocco e paesaggi in stile inglese.

Castello di De Haar

Usciamo dal castello che sono già le 14:00 e partiamo verso Amsterdam dove ci piazziamo al Camping Vliegenbos , molto caro (noi abbiamo pagato € 43,00 per una notte con il check-out entro le 11:00 del giorno seguente) con servizi anche un po’ scadenti.

Avevamo in programma di visitare la Casa Museo di Anna Frank, la Piazza Dam, il mercato delle Pulci e il museo della scienza Nemo, ma non riusciamo a far nulla se non vedere la Piazza Dam. Chiediamo, infatti, informazioni alla reception e ci dicono che per visitare la casa museo di Anna Frank, bisognava aver comprato on line mesi prima i biglietti, altrimenti si puo’ accedere solo nel pomeriggio con file di attese di almento 2/3 ore: a malincuore quindi, decidiamo di lasciar perdere.

Ci dirigiamo comunque verso il centro in bici, distante 15 minuti circa, ma appena arriviamo è il CAOS completo! Bici e motocicli che sfrecciano a tutta velocità, pedoni ovunque … insomma siamo riusciti ad arrivare in Piazza Dam sani e salvi per miracolo! Quindi SCONSIGLIO VIVAMENTE di visitare Amsterdam in bici: prendete i mezzi pubblici e andate a piedi!

Amsterdam: Piazza Dam

E’ impensabile continuare, soprattutto per le bambine. Torniamo quindi in campeggio e la mattina seguente proseguiamo con il nostro itinerario, arrivando così a Marken.

Marken, Volendam e Juliana Dorp

Marken è una cittadina separata dalla terraferma in seguito ad una mareggiata che si verificò nel 1164 e restò un’isola situata a 2,5 km dalla costa fino al 1957. Da allora è collegata alla terraferma grazie ad una diga.

Strada verso Marken: allo stesso livello del mare

In origine la popolazione di Marken viveva di pesca, mentre oggi l’economia prevalente è il turismo. La città si compone di due piccoli borghi, con case multi-colore e costruite su pali. Alla fine dell’800 Marken contava 17 villaggi mentre oggi non restano che 7, compreso Monnikenwerf, il centro principale.

Ingresso di Marken

Parcheggiamo subito fuori dal centro e ci incamminiamo all’interno di questa cittadina. Una delle principali attrattive di Marken sono le caratteristiche case di legno che fino al 1931 furono costruite sulle palafitte; sono costruzioni con il tipico frontone verde, blu o rosso con i profili bianchi. La popolazione è in maggioranza protestante ed è una comunità piuttosto chiusa: molti abitanti, durante le feste popolari, indossando ancora i costumi tradizionali. Interessante la visita al Marker Museum: museo delle tradizioni locali, dove appunto si possono vedere anche questi costumi.

Marken
Il porticciolo di Marken

Lasciamo Marken e in meno di mezz’ora arriviamo a Volendam: un altro villaggio di pescatori anche se, come Marken, l’attività principale è senz’altro il turismo. A differenza di Marken, gli abitanti sono cattolici.

Sostiamo, anche per la notte, in un ampio parcheggio libero dove ci sono altri camper, a 10 minuti a piedi dal centro. Con le bici facciamo un giretto al porto, ma a causa di un’acquazzone, siamo costretti a rientrare. Dopo cena, usciamo di nuovo a piedi al porto per vedere il villaggio illuminato di notte: veramente molto carino, con negozietti e ristoranti aperti.

Volendam: il porto

Al mattino ripartiamo verso Den Helder, ma prima ci fermiamo alle dune di Julianadorp, visto che ci passiamo proprio davanti, e ne approfittiamo per rilassarci un po’ e fare un giretto in spiaggia: siamo nel Mare del Nord! Il mare è un po’ mosso, ci bagniamo giusto i piedi mentre qualcuno osa fare anche il bagno.

Le dune di Julianadorp
La spiaggia di Julianadorp

Den Helder, Isola di Texel e Giethoorn

Arriviamo a Den Helder nel tardo pomeriggio e ci piazziamo nell’Area camper Willemsoord sul porto (ottima area economica con tutti i servizi), per trascorrere la notte, in attesa di imbarcarci domani mattina con il traghetto per l’Isola di Texel. Facciamo un giretto per Den Helder, ma è un paese abbastanza triste dove tutti i bar e negozi sono chiusi e non c’è nulla di interessante da visitare.

Al mattino seguente ci alziamo sul prestino e ci spostiamo in bici (5 minuti) al porto di imbarco “Den Helder Staiger Boot” dove carichiamo anche le bici e ci imbarchiamo per l’Isola di Texel (circa 20 minuti di viaggio). In quattro persone più le bici spendiamo andata e ritorno € 20,00.

Ci dirigiamo verso Ecomare dove arriviamo dopo mezz’oretta di pedalate: attraversiamo il Parco Nazionale che costeggia le dune di sabbia. Non riusciamo a vedere il mare e purtroppo non arriviamo neanche fino al faro: nel pomeriggio dobbiamo essere di nuovo in viaggio per proseguire il nostro itinerario.

Ciclabile nell’isola di Texel

Arriviamo quindi a Ecomare dove trascorriamo un paio d’ore.: abbastanza carino e interessante, ma niente di speciale. Sicuramente non abbiamo visto la parte più bella e interessante dell’isola, ma purtroppo il tempo a disposizione non è tantissimo.

Texel
Una delle foche di Ecomare

Tornati al camper proseguiamo verso la famosa cittadina di Giethoorn, attraversando la grande diga Afsluitdjik, molto panoramica con possibilità di fermarsi lungo il percorso e visitare eventualmente il Museo dei Bunker tedeschi (Kazemattenmuseum Kornwerderzan).

E’ lunga più di 30 km ed è stata edificata in cinque anni, dal 1927 al 1932, per proteggere l’entroterra dalle inondazioni causate dalle tempeste del Mare del nord.

La diga può essere tranquillamente percorsa anche dai camper: attenzione alle eventuali raffiche di vento laterali.

Sulla strada della grande diga Asfluitdijk
In direzione Giethoorn

Arrivamo così a Giethoorn: una tra le più famose e caratterstiche cittadine dei Paesi Bassi perchè completamente sull’acqua. Ci piazziamo per la notte nell’Area Camper Passantenhaven Zuidercluft (piazzole su erba, ben curata e tranquilla) che si trova lungo i canali prima di entrare nel centro di Giethoorn.

Dopo cena visitiamo Giethoorn. Questa piccola cittadina con le case sull’acqua collegate tra loro da ponti di legno (se ne contano più di 50), è stata fondata nel 1230 dalla setta dei Flagellanti, un movimento cattolico del Medioevo: sfuggiti alle persecuzioni cercarono un posto in cui nascondersi e per questo costruirono un paese senza strade per accedervi. Qui trovarono un gran numero di corna di capra, morte a seguito di un alluvione: Giethoorn significa, infatti, “corna di capra”. E’ molto carina anche se sembra un po’ troppo finta e turistica.

Giethoorn

Questa è la nostra ultima tappa nei Paesi Bassi e domani iniziamo a scendere verso l’Italia attraversando la Germania e l’Austria.


TERZA PARTE: GERMANIA E AUSTRIA

Germania: Romantische Strasse e Foresta Nera

Austria

La mattina seguente partiamo con direzione casa: le nostre ferie sono giunte al termine. Ci fermiamo per un’ultima sosta a Calalzo di Cadore dove pranziamo e godiamo del panorama delle nostre meravigliose montagne!

Lago di Cadore

I NUMERI DEL NOSTRO VIAGGIO

  • N. 6 STATI ATTRAVERSATI
  • N. 22 GIORNI DI VIAGGIO
  • N. 547 LITRI DI DIESEL CONSUMATI
  • N. 4.277 KM PERCORSI

AREA DOWNLOAD

ATTENZIONE: PREZZI E SERVIZI POTREBBERO NON ESSERE AGGIORNATI. CONSULTARE SEMPRE IL SITO DIRETTO DELLE STRUTTURE NOMINATE.

PROGRAMMA DI VIAGGIO IN FORMATO .PDF

ELENCO AREE CAMPER CON RECENSIONI

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Mi chiamo Monica e amo viaggiare in camper con la mia famiglia. Mi piace scrivere e condividere le mie esperienze di viaggio con altri camperisti e non. Così ho creato il Blog "Pronticampervia", dove sono raccolti tutti i nostri viaggi in Italia e in Europa con itinerari, consigli, curiosità ed elenco aree camper in cui siamo stati. Buona lettura! 😊🚌💚
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4 commenti su “Paesi Bassi

  1. Gran bell’ itinerario complimenti, grazie ad alcuni dettagli mi sono levato dei dubbi sorti durante la pianificazione del viaggio!

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