Vienna a Capodanno

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27 – 31 Dicembre 2018

… Prima di partire …

  • per attraversare l’Austria è necessario munirsi dell’apposito bollino ambientale, che è bene avere quando si entra in alcune città onde evitare contravvenzioni (consultare il sito www.bollinoambientale.it);
  • prima di entrare in Austria è necessario comprare la Vignetta per il pedaggio autostradale (si può acquistare nell’ultimo autogrill prima della frontiera);
  • durante il periodo natalizio è bene prenotare con anticipo aree camper e/o campeggi onde evitare di trovarsi costretti a pernottare in campeggi con prezzi decisamente alti (come è capitato a noi);
  • è bene comprare, prima di entrare in Austria, un eventuale adattatore per le bombole del gas, in quanto le loro non sono compatibili con le nostre e non si riesce neanche a travare l’adattatore;
  • è consigliabile acquistare la Vien Card (disponibile presso le strutture ricettive) per usufruire di tutti i mezzi pubblici, soprattutto per chi si ferma qualche giorno a Vienna.

Questo Capodanno abbiamo deciso di trascorrerlo a Vienna, approffittando ovviamente per visitare questa affascinante città e fermarci in qualche tipico mercatino di Natale.

Trento

Prima di raggiungere Vienna,infatti, facciamo tappa a Trento (Parcheggio Zuffo, gratuito con comoda navetta per il centro storico) dove i mercatini di Natale sono i protagonisti indiscussi di Piazza Cesare Battisti. Dopo qualche acquisto natalizio e uno spuntino tipico a base di tortel di patate, salsiccia e formaggio (ottimo) accompagnato da un buon vin brulè, torniamo al camper dove trascorriamo una notte tranquilla.


Salisburgo: il Castello di Hellbrunn

Il giorno seguente arriviamo a Salisburgo: abbiamo già visitato il centro storico (vedi “Salisburgo e dintorni”) e quindi, avendo poco tempo a disposizione, decidiamo di non fermarci in centro ma arriviamo direttamente al Castello di Hellbrunn.

L’arcivescovo-principe Marcus Sitticus, diede incarico di costruire una residenza estiva in stile italiano ai piedi del monte Hellbrunn, a pochi chilometri da Salisburgo. Il castello di Hellbrunn è famoso soprattutto per i giochi d’acqua dei giardini del palazzo ideati dall’arcivescovo, il quale amava sottoporre i propri ospiti a continui giochi e scherzi proprio a base di nascosti getti d’acqua.

Abbiamo visitato il Castello e il suo parco in estate e ne vale veramente la pena, soprattutto per la guida spiritosa e simpatica che aziona i giochi d’acqua a insaputa dei visitatori. In inverno ovviamente è chiuso, ma merita una visita per l’atmosfera natalizia e i meravigliosi mercatini di Natale (aperti solo fino al 24 dicembre).

Parcheggio presso il Castello di Hellbrunn

Pensavamo fossero ancora aperti, invece delusione … tutto già smontato, così abbiamo ripiegato per lo Zoo di Salisburgo, molto carino e ben organizzato con ampi spazi per gli animali.

Zoo di Helbrunn

A Salisburgo è presente una comoda area camper Reisemobilstellplatz Salzburg con fermata bus per il centro storico: è necessario, però, prenotare con qualche mese di anticipo durante le festività.

Dovendo proseguire verso Vienna, ci siamo fermati in un parcheggio libero a Amstetten (a 1 ora e mezza da Vienna).


Vienna

La mattina seguente arriviamo a Vienna al Camping Wien : prezzi abbastanza alti, ma purtroppo non abbiamo altre alternative non avendo prenotato per tempo l’area camper!

Comunque è presente una comoda fermata bus di fronte al campeggio. Presso la reception è possibile comprare la Vien Card (che consiglio per chi si ferma più giorni), per utilizzare tutti i mezzi pubblici: noi acquistiamo quella valida 72 h e spendiamo € 58,00 in totale (2 adulti e 2 bambini).

Camping Wien

Vienna in inverno e durante le festività natalize, è davvero magica e affascinante: luci, colori, profumi e musica in ogni piazza e via ti riempono di gioia e calore (anche se le temperature sono alquanto basse!).

In questi 3 giorni abbiamo visitato le principali attrazioni con discrete file (consiglio, per chi può, di prenotare in anticipo di biglietti salta fila).

  • Opera di Vienna – Staatsoper Wiener: è il più celebre teatro di Vienna inaugurato nel 1869. Si trova lungo il viale del Ring ed è senza dubbio uno dei teatri lirici più rinomati del mondo. Durante la seconda guerra mondiale il palazzo dell’Opera fu completamente distrutto, la ricostruzione durò circa 6 anni e la riapertura fu festeggiata nel 1955 con la messa in scena dell’opera “Fidelius” di Ludwig van Beethoven. Abbiamo acquistato direttamente i biglietti in loco, prenotando l’orario per la visita guidata in italiana. Nel frattempo, abbiamo girovagato nei mercatini dislocati nelle varie piazze e, dopo un’ora di fila, finalmente siamo entrati. Il teatro in sè me lo aspettavo molto più grande, ma le decorazioni dell’ Opera sono incantevoli e il retro del palcoscenico è immenso, con diverse scene pronte che, attraverso meccanismi automatici, si muovono al bisogno.
Interno dell’Opera di Vienna
  • Graben: è la passeggiata dello shopping di Vienna che prosegue nel Kohlmarkt. Al centro della piazza, la colonna della peste (Pestsaule), in stile barocco che fu eretta come ringraziamento della fine della peste del 1679 su commissione dell’imperatore Leopoldo I.
Graben – la via dello shopping
La statua della peste nel Graben

Per quanto riguarda il percorso culturale della Principessa Sissi, abbiamo acquistato direttamente presso il Castello di Schonbrunn, il Ticket Sisi che da’ accesso al Castello di Schonbrunn, al Museo del Mobile ed a Hofburg dove sono siti gli appartamenti imperiali e il Museo di Sisi. Anche in questo caso, durante le festività, preparatevi a lunghe code di attesa.

Ma chi era la “Principessa Sisi” ?

Il suo vero nome era Elisabetta Amalia Eugenia e nacque nel 1837 a Monaco di Baviera, dal duca Massimiliano Giuseppe in Baviera e da Ludovica di Baviera.

La madre si occupava personalmente dell’educazione dei figli, trascorrevano parte dell’ anno in una tenuta di campagna, e Elisabetta crebbe libera e spensierata lontana dagli obblighi che imponeva la corte.  A quattordici anni Elisabetta si innamorò per la prima volta di un ragazzo che lavorava come scuderio nel palazzo, questi non fu ritenuto adatto a lei e così fu allontanato. Morì poco dopo e Elisabetta si chiuse in se stessa, sconvolta dal dolore. 

La zia di Elisabetta era l’ arciduchessa Sofia, che aveva pensato di far sposare il figlio, l’ imperatore Francesco Giuseppe d’ Austria, con una sorella maggiore di Elisabetta, Elena. I due giovani dovevano conoscersi e la madre pensò di portare a Vienna anche Elisabetta per distrarla un po’ . Francesco Giuseppe, però, mostrò di preferire Elisabetta, che aveva 16 anni,  e fu deciso il fidanzamento e il matrimonio tra i cugini. Elisabetta, così, dovette ricevere un’ educazione intensiva, poiché la sua preparazione non era adeguata al futuro ruolo di imperatrice.

La vita di corte non era facile per Elisabetta, soprattutto le rigide regole a cui doveva sottostare. Cominciò, così, a manifestare dei sintomi di malessere fisico. Entrò molto in contrasto con la suocera, che voleva trasformarla in una nuora perfetta, e che pretese anche di occuparsi della crescita e dell’ educazione delle sue due prime figlie, Sofia e Gisella.

Elisabetta però pretese che le bambine la seguissero durante i viaggi ufficiali che fece con il marito nelle province dell’ impero, Italia e Ungheria. Qui si rese conto dell’ ostilità del popolo nei confronti del potere regnante. Durante il viaggio in Ungheria però la figlia Sofia di ammalò e morì a due anni di età. Elisabetta, si sentì talmente in colpa che rinunciò a educare l’ altra figlia Gisella.

Nel 1858 nacque l’ erede al trono, Rodolfo. La salute dell’ imperatrice intanto peggiorava, tosse, inappetenza, febbre. Nel frattempo l’ impero  perse il Lombardo-Veneto dopo la battaglia di Solferino. Un gran numero di feriti fu portato in Austria e l’imperatrice stessa organizzò un ospedale militare nel castello di Laxenburg.

Elisabetta  aveva una cura eccessiva per il suo corpo; si sottoponeva a drastiche cure dimagranti, faceva ginnastica e passeggiate di ore, per indossare il corpetto impiegava anche un’ ora. A causa di disturbi polmonari le fu consigliato di cambiare clima e lei fuggì a Madeira, lontana dall’ odiata corte. Il marito aveva cominciato ad avere altre donne.

Nel 1867 fu incoronata regina d’ Ungheria, dove si trasferì. Qui nel 1968 nacque l’ultima figlia, Maria Valeria, la prediletta da Elisabetta, che si occupò personalmente della sua educazione. Nel 1889 un’altra tragedia: il figlio Rodolfo  si suicidò, dopo aver ucciso l’ amante. Nel settembre 1898 l’imperatrice si recò in incognito a Ginevra e, mentre stava facendo una passeggiata sul lungolago per andare a prendere il battello per Montreux, fu avvicinata dall’anarchico italiano Luigi Lucheni che teneva una coltello nascosto sotto un mazzo di fiori.

Con un unico colpo la pugnalò al petto per poi fuggire anche se fu catturato poco dopo. L’ imperatrice sentì solo il colpo, ma a causa dello stretto corpetto, non si accorse della ferita. Raggiunse a piedi il battello ma poi si accasciò  pallidissima.  Il battello tornò indietro, e Elisabetta fu portata in albergo dove morì un’ ora dopo senza aver preso conoscenza a causa di una emorragia interna causa dalla coltellata. 

Castello di Schonbrunn
  • Castello di Schonbrunn: è uno dei più importanti monumenti austriaci, dal 1996 è entrato a far parte del patrimonio culturale dell’umanità dell’UNESCO. Siamo rimasti colpiti dalla bellezza di questo castello. In origine non era altro che una vasta area ricoperta da fitti boschi ricchi di selvaggina.

Nel 1569 l’imperatore Massimiliano II acquistò il terreno e lo trasformò in una riserva di caccia, dove fece costruire una piccola casetta di caccia. Seguirono diverse distruzioni durante la guerra contro i turchi, finchè un architetto elaborò il progetto di un castello ma a causa delle guerre di successione in Austria, i lavori si bloccarono più volte.

Con l’imperatrice Maria Teresa il castello, in stile rococò, fu portato a termine nel 1744 circa. La seconda guerra modiale danneggiò l’intero complesso fu gravemente daneggiato, ma venne restaurato perfettamente.

Il Castello di Schönbrunn rimase disabitato dopo la morte di Maria Teresa nel 1780, e fu riutilizzato come residenza estiva soltanto ai primi dell’Ottocento, durante il regno dell’imperatore Francesco II/I.

L’imperatore Francesco Giuseppe (marito della Principessa Sissi) nacque nel 1830 nella Reggia di Schönbrunn e vi trascorse qui i suoi ultimi anni di vita. Nel 1848 ascese al trono e scelse subito Schönbrunn come sua residenza preferita, dove trascorse gran parte della vita.

In occasione delle nozze con Elisabetta (la principessa Sissi) nel 1854, vennero svolti diversi lavori di restauro: l’appartamento di Elisabetta comprendeva svariate camere, raggruppate attorno al Salotto dell’imperatrice, dove riceveva i suoi ospiti personali.

Nella Sala degli Specchi della Reggia di Schönbrunn, Mozart suonava all’età di sei anni. Nel castello ci sono 1.441 stanze e saloni, di cui però solo 390 erano abitati dalla famiglia reale, oppure utilizzati a scopo di rappresentanza. Oggi circa 190 stanze sono aperte al pubblico.

Per visitare il Castello, si può scegliere tra il Tour Imperiale (percorso breve che comprende le 22 stanze imperiali), il Gran Tour (percorso lungo che comprende 40 stanze: oltre alle 22 stanze imperiali di Francesco Giuseppe ed Elisabetta, è possbile visitare le sale del ‘700 di Maria Teresa) oppure il Ticket Sisi che comprende il Grand Tour del Castello + il Museo del Mobile + Hofburg.

Il parco del Castello di Schonbrunn
  • Hofburg: era il Palazzo imperiale e rappresentava il centro del potere, nonchè la residenza, degli Asburgo.

E’ possibile visitare con il tour, quelle che erano le camere della famiglia imperiale, dove abitarono Francesco Giuseppe ed Elisabetta con i figli, la grande sala delle udienze e la camera delle conferenze. Tutto in stile Rococò, tra stufe in maiolica, lampadari in cristallo e mobili in stile Impero e Luigi XV. Con lo stesso biglietto, si possono visitare anche il Museo di Sissi e il Museo delle Argenterie. Nonostante avessimo già il biglietto, comunque attendiamo un’ora prima di entrare, a causa del gran afflusso di persone. Lo stile di Hofburg è lo stesso di Schonbrunn, ma comunque interessante, soprattutto il Museo di Sissi e delle Argenterie.

Hofburg

Il Museo di Sissi rappresenta molti aspetti della sua vita privata e della sua vanità. Tra gli oggetti esposti c’è la ricostruzione del suo abito indossato per la vigilia delle nozze e quello del giorno dell’incoronazione a Regina d’Ungheria.

  • Rathausplatz: è la piazza del Municipio.

Costruito tra il 1872 e 1883 in stile neogotico, è un edificio imponente ed è la sede ufficiale del Sindaco e ove si tengono le sedute del Senato e del Parlamento. Consultando il sito web, è possibile prenotare anche visite guidate, tranne i giorni festivi e i giorni delle sedute. Durante tutte le feste natalizie, la piazza ospita i mercatini di Natale.

Rathausplatz e i mercatini di Natale
  • Stephansdom: il Duomo di Santo Stefano è il simbolo di Vienna. In stile gotico, costruito nel XII secolo, con 4 torri e 13 campane (la più famosa è la Pummerin, è visitabile anche con visite guidate.
Stephansdom: il Duomo di Vienna
  • Naschmarkt: è il più grande mercato di Vienna. Impossibile non trascorrere qualche ora in questa meraviglia del gusto: bancarelle, negozi e ristoranti, non manca nulla! Ne approfittiamo e acquistiamo diversi prodotti tipici per il nostro cenone di capodanno in camper, compresa un’ottima Sacher torta.
Mercato di Vienna

Hundertwasserhaus: caratteristico quartiere “colorato” di Vienna.

Il nome significa “Casa di Hundertwasser”: Friedensreich Hundertwasser è un’artista architetto che nel 1986 per infondere allegria e gioia, costruì 50 appartamenti destinati alle persone meno abbienti della città, usando linee morbide.

In tutto il complesso non vi sono infatti spigoli vivi e le facciate sono dipinte a colori vivaci. Queste case sono diventate una vera e propria attrazione turistica e attirano ogni anno migliaia di turisti.La Hundertwasserhaus di Vienna reca la firma inconfondibile dell’artista Friedensreich Hundertwasser, pseudonimo di Friedrich Stowasser.

Hundertwasser

Carino e coloratissimo è l’Hundertwasser Village, situato proprio di fronte. È l’unico centro commerciale realizzato dall’artista costruito nel 1990 e comprende una piccola piazza, un bar e numerosi negozi nello stile tipico di Hundertwasser.

Hundertwasser Village
  • Prater: è il parco giochi di Vienna con giostre per tutti i gusti, aperto anche di sera.
Prater

Capodanno in centro a Vienna

La nostra serata di Capodanno inizia con un mini cenone in camper gustando le prelibatezze che abbiamo acquistato al Naschmarkt. Verso le 21:30 con i mezzi pubblici raggiungiamo il centro e seguiamo il Silversterpfad: il percorso di Capodanno.

La sera di Capodanno in tutte le piazze del centro di Vienna ci sono street-food, palchi con concertini, musiche e luci. Partiamo dalla Piazza dell’Opera, dove su un maxischermo viene proiettato il ballo di fine anno.

Piazza dell’Opera di Vienna (Staatsoper) durante la serata di capodanno

Proseguiamo poi verso il Graben, pieno di gente e allegria dove ascoltiamo nelle piazze i diversi concertini con musica di ogni tipo.

Il Graben la notte di Capodanno

Arriviamo così al Rathausplatz dove, anche qui, è in corso un concerto con intrattenimento in attesa della mezzanotte.

Viale verso Rathausplatz

Il punto più panoramico per vedere i fuochi artificiali è il Prater, così ci diregiamo lì (per fortuna in largo anticipo) e ci rendiamo subito conto che non è proprio l’ideale per noi. Infatti, appena scesi con la metro alla fermata del Prater, ci troviamo in mezzo ad una folla di giovani ubriachi e gente sospetta, con la polizia continuamente in allerta. Preoccupati soprattutto per il ritorno, decidiamo di tornare velocemente, prima della mezzanotte, a Rathausplatz.

Giusto in tempo … dopo pochi minuti scocca la mezzonotte e, anche se lo spettacolo pirotecnico non è speciale come al Prater, ci godiamo i fuochi e brindiamo al nuovo Anno.

Appena terminato lo spettacolo pirotecnico velocemente lasciamo Rathausplatz, onde evitare di farmi sommergere da tutta la folla.

Per il rientro al campeggio, decidiamo di prendere un taxi, anche perchè non tutti i mezzi pubblici sono in funzione: con solo € 23,00 totali raggiungiamo il campeggio e finalmente andiamo a dormire, stanchi ma felici!


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ELENCO AREE CAMPER CON RECENSIONI

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Mi chiamo Monica e amo viaggiare in camper con la mia famiglia. Mi piace scrivere e condividere le mie esperienze di viaggio con altri camperisti e non. Così ho creato il Blog "Pronticampervia", dove sono raccolti tutti i nostri viaggi in Italia e in Europa con itinerari, consigli, curiosità ed elenco aree camper in cui siamo stati. Buona lettura! 😊🚌💚
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