Appennino emiliano in camper

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31 Maggio – 02 Giugno 2020

Dopo esserci immersi in un mondo “da fiaba” visitando la Rocchetta Mattei (qui sotto puoi leggere l’articolo)

proseguiamo il nostro viaggio verso l’Appennino emiliano.

Dopo quasi 3 ore di viaggio, arriviamo nel pomeriggio al Rifugio Lagdei, nella zona dei Cento Laghi.


Parco dei Cento Laghi: il Rifugio Lagdei e il Lago Santo

Il Parco Naturale dei Cento Laghi è un’area protetta dell’Appennino parmense che si trova tra Corniglio e Monchio delle Corti e comprende una zona di circa 12.600 ettari.

A seconda dell’altitudine della zona, nei boschi si possono ammirare latifoglie a bassa quota, castagneti ad altitudini più elevate, mentre superati dai 1.000 ai 1.700 metri, la zona montana è caratterizzata dalla presenza di faggi e abeti.

L’ acqua è la protagonista indiscussa di questa zona, non a caso il parco è denominato “Cento laghi”, per la presenza di numerosi corsi d’acqua, laghi e paludi.

Arrivare nel tardo pomeriggio di sabato al Rifugio Lagdei (Str. Lagdei – Bosco di Corniglio, Parma) non è proprio il massimo, soprattutto in camper, per la difficoltà di trovare parcheggio. Infatti ci piazziamo alla meglio e, solo verso sera, quando si liberano quasi tutti i parcheggi e rimangono solo camper, ci sistemiamo definitivamente.

Il Rifugio Lagdei

Siamo ad un’altitudine di 1250 metri e l’aria frizzantina si fa sentire. Decidiamo di inoltrarci nel bosco di faggi e conifere nelle immediate vicinanze, approfittandone del bel tempo.

Il Rifugio Lagdei si trova in una piana, circondato da boschi e sentieri che portano verso altri laghi e altri rifugi ad altitudini più elevate.

Si possono scegliere percorsi panoramici, percorsi impegnativi e, per chi è meno amante dei trekking, è presente una seggiovia che porta direttamente al Lago Santo. Insomma, è una meta che offre un’ampia scelta, ideale per grandi e piccini.

Dopo una notte immersa nell’assoluto silenzio e interrotta solo dalla pioggia, al mattino ci svegliamo e attendiamo che smetta di piovere.

Verso le 9, muniti di zaini e impermeabili, decidiamo di affrontare il tempo incerto e di incamminarci verso il Lago Santo. Scegliamo il percorso panoramico che prevede una percorrenza di circa 1 ora.

Il bosco attorno al Lago Santo

In pratica facciamo un percorso ad anello: imbocchiamo il percorso segnalato che si trova lungo la strada prima di arrivare al Rifugio (quindi torniamo indietro rispetto a dove siamo parcheggiati) e arriviamo al Lago Santo e al Rifugio Mariotti attraversando un bellissimo bosco di faggi, larici e abeti, intervallato da sentieri che attraversano una “montagna di sassi”.

Il sentiero tra i sassi
Il Lago Santo

Il lago Santo è un lago di origine glaciale alimentato da tre immissari.

Siamo a 1500 metri di altitudine e, dopo una piccola pausa caffè al rifugio Mariotti, proseguiamo il giro arrivando prima al Lago Padre e poi al bivio Capanna Braiola a 1650 metri.

Da qui proseguiamo seguendo le indicazioni per il Rifugio Lagdei chiudendo il cerchio ad anello dopo un’ora di camminata e arrivando proprio dietro il rifugio.

Nel fratttempo è giunta ora di pranzo e decidiamo mangiare al ristorante del Rifugio Lagdei con i loro ottimi piatti a base di affettati e formaggi locali, polenta con funghi e salsiccia e zuppa alle 27 verdure.


Riserva naturale orientata del fiume Secchia

Nel tardo pomeriggio, dopo un meritato riposo, lasciamo il Rifugio Lagdei e, sulla via del ritorno, ci fermiamo all’ingresso della Riserva naturale orientata del fiume Secchia.

L’intenzione è quella di trascorrere la notte nell’ampio e tranquillo Parcheggio Laghetti Curiel (Via Albone 25 – Campogalliano, Modena) proprio di fronte alla Riserva.

La Riserva si estende per 260 ettari e comprende i comuni di Campogalliano, Modena e Rubiera.

Arriviamo godendo dello spettacolare tramonto sulla Riserva e, attraversando il piccolo parco pubblico, terminiamo la serata con un bel gelato a “La Baracchina”.

Tramonto sulla Riserva

Ma la notte si prevede turbolenta… verso le undici infatti siamo disturbati dal continuo traffico sulla strada. Ci meravigliamo di ciò visto che in questa zona non c’è assolutamente nulla e siamo anche lontani da centri abitati. Sbirciamo fuori e vediamo che si aggirano diverse macchine nel parcheggio con a bordo uomini soli e con facce alquanto sospette, a voi le conclusioni! Anche l’altro e unico camper presente nel parcheggio insieme a noi, evidentemente si accorge di questi strani movimenti e se ne va.

Ovviamente seguiamo il suo esempio e ci spostiamo anche noi verso il centro abitato distante 10 minuti in un tranquillo parcheggio, dove trascorriamo una notte tranquilla.

Il mattino seguente torniamo al Parcheggio dei Laghetti Curiel. Di giorno è assolutamente tranquillo e soprattutto comodo per fare un giro a piedi o in bici all’interno della Riserva.

Così inforchiamo le bici e seguiamo il sentiero che costeggia la Riserva fino ad arrivare alle casse di espansione, realizzate per controllare le piene del fiume Secchia.

Nel sentiero lungo la Riserva
Le casse di espansione della Riserva

E’ un bel percorso, rilassante, a contatto con la natura ed è ottimale per il birdwatching.

Dopo un’oretta di girovagare in mezzo alla Riserva, torniamo al camper e lasciamo questa zona, ma prima ci fermiamo all’ Acetaia De Petri per far rifornimento dell’ottimo Aceto Balsamico di Modena D.O.P. che anni fa avevamo già acquistato presso un’altra acetaia della zona di Modena.

Il signor Maurizio ci accoglie con molta disponibilità e gentilezza.

Dopo averci spiegato la storia della loro acetaia e il procedimento per realizzare l’aceto balsamico, ci offre un assaggio del loro aceto balsamico di Modena D.O.P invecchiato di 12 anni. Ovviamente non possiamo non acquistarlo!


Parco Regionale dei Sassi di Roccamalatina

Ritorniamo sull’Appennino modenese e arriviamo nel tardo pomeriggio nel Parco Regionale dei Sassi di Roccamalatina che già conosciamo per altri week-end trascorsi in completo relax.

Al centro di questo bel paesaggio di prati, viti, ciliegi, castagneti e boschi, si ergono le guglie arenacee dei Sassi. Alte oltre 70 metri, ospitarono fin da tempi antichissimi vari insediamenti fortificati.

La formazione dei Sassi risale a 25 milioni di anni fa, dove in questo ex ambiente marino, ripetute frane hanno deposto grandi quantitavi di materiali e sedimenti trasformati poi in roccia.

I Sassi di Rocca Malatina

Nella zona dove siamo soliti fermarci, non sono presenti aree soste attrezzate, ma solo parcheggi liberi dove è consentita la sosta anche di notte. E’ poco conosciuta perchè non segnalata nemmeno in varie App per camperisti, ma ogni volta che arriviamo, siamo sempre in compagnia di qualche camper.

Arrivando da Roccamalatina, si prosegue per Via Sassi e prima di arrivare al Ristorante “Il faro”, sulla destra si trova un ampio spiazzo in piano con area pic nic.

Parcheggi libero in Via Sassi

Parcheggiamo sul lato verso il campo di grano perchè, conoscendo già il posto, sappiamo che da qui il tramonto che ci verrà regalato la sera sarà impagabile!

Mentre le ragazze si rilassano, noi ci incamminiamo verso il Ristorante “Il faro” distante dieci minuti a piedi. Da qui si ha la possibilità di ammirare i Sassi in tutta la loro imponenza.

Dal ristorante è possibile proseguire sulla sinistra arrivando così a Pieve di Trebbio, oppure svoltare a destra verso Rocca di Sotto.

Rocca di Sotto è costituita da poche case in pietra e dal centro visite. Da qui è possibile salire in cima al Sasso della Croce a oltre 500 metri di altezza e ammirare tutto il paesaggio circostante.

Rocca di Sotto

Gli scorsi anni per due volte siamo saliti in cima al Sasso della Croce, ma ad oggi (2 giugno 2020), causa Covid-19 il percorso è chiuso.

Ad ogni modo, si tratta di un sentiero attrezzato in salita che necessita di un cammino di 15-20 minuti.

E’ alla portata di tutti grazie alla presenza di gradini scavati nella roccia, funi e scale a pioli in ferro che agevolano la salita, ma è comunque importante prestare attenzione (soprattutto con i bambini) ed è categorico avere scarpe chiuse e comode.

In cima al Sasso della Croce (foto del 2017)

Oltre al Sasso della Croce, nel Parco sono segnalati diversi itinerari per passeggiate e trekking all’interno del bosco adatti a tutti.

Dopo una notte immersi nel silenzio, la mattina seguente arriviamo a Pieve di Trebbio a piedi, passando dal Ristorante “il Faro” e proseguendo nel sentiero di sinistra.

Arriviamo al piccolo borgo caratterizzato dalla semplice chiesetta antica risalente al 1163 dedicata a San Giovanni Battista. All’interno sono presenti sculture di un certo rilievo artistico che purtroppo non possiamo ammirare perchè la Chiesa è chiusa.

Il complesso è costituito oltre che dalla chiesa, anche da un battistero ottagonale, da un cimitero e da un’altra abitazione forse per il presbitero.

Chiesa della Pieve di Trebbio

Terminata la passeggiata, torniamo al camper dove terminiamo la mattinata rilassandoci ancora un po’ prima di rientrare verso casa.


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Appennino emiliano in camper
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Appennino emiliano in camper
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Un week-end immerso nella natura nell'Appennino emiliano: dai trekking nella zona dei Cento laghi sopra Parma, alle ciclovie nella Riserva Naturale del Secchia terminando con le rilassanti passeggiate nel Parco dei Sassi di Roccamalatina.
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Mi chiamo Monica e amo viaggiare in camper con la mia famiglia. Mi piace scrivere e condividere le mie esperienze di viaggio con altri camperisti e non. Così ho creato il Blog "Pronticampervia", dove sono raccolti tutti i nostri viaggi in Italia e in Europa con itinerari, consigli, curiosità ed elenco aree camper in cui siamo stati. Buona lettura! 😊🚌💚
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