Puglia, Abruzzo e Umbria: una settimana tra mare e monti

19 – 27 Giugno 2021

Partenza un po’ turbolenta questa volta, io con febbre alta causa post vaccino Covid19 e il nostro Spirit con problemi ad una gomma che ci costringe a fermarci per sostituirla e successivamente a farla riparare per due volte . Ma tutto si risolve per il meglio e alla fine trascorriamo una splendida settimana tra Puglia, Abruzzo e Umbria.

Puglia: il Gargano un mix di spiagge, isole, borghi e foreste.

Peschici

Andiamo con ordine: primo giorno arrivo a Peschici, sulla punta nord del Gargano, dove ci fermiamo per tre notti presso l’Area camper “Baia di Peschici”, un’ottima area camper con tutti i servizi, collegata al Campeggio Bellariva e praticamente fronte mare. In dieci minuti si raggiunge il centro storico, sviluppato su un promontorio roccioso a strapiombo verso il mare che domina dall’alto tutta la baia.

L’aspetto inconfondibile di Peschici, letteralmente “suolo sabbioso”, è dato sicuramente dalle case bianche tinteggiate con calce, tipicamente in stile mediterraneo.

Questo pittoresco borgo è sorto probabilmente nel 970 durante il dominio degli Schiavoni, il popolo che, guidato da Ottone I, liberò il Gargano dai Saraceni. Fino al X secolo, infatti, vi furono numerose incursioni sia da parte di pirati che di Saraceni e nell’ XI secolo i Normanni fecero costruire a Peschici, in posizione strategica con scopo difensivo, l’imponente castello. Questo venne poi ulteriormente rinforzato da Federico II, che fece aggiungere una torre, chiamata “rocca imperiale”.

Peschici e Baia di Peschici

Il primo giorno lo trascorriamo tranquillamente nella spiaggia “Baia di Peschici” di fronte all’area camper: è una bella e lunga spiaggia di sabbia fine e l’acqua, nonostante il mare sia un po’ mosso con fondo sabbioso, è comunque limpidissima. Un’altra bella spiaggetta subito prima di Baia di Peschici, è la “Baia Jalillo”.

La sera, al tramonto, una passeggiata in paese è d’obbligo: dall’alto si può ammirare uno splendido panorama su tutta la baia. Il borgo si illumina e, lungo i vicoli, i piccoli negozietti espongono i loro prodotti tipici e artigianali.

Il giorno seguente noleggiamo, per mezza giornata, un gommone presso il piccolo porticciolo di Peschici che rimane subito dopo la spiaggia “Baia di Peschici”. Raggiungiamo in questo modo Cala del Turco, verso Vieste, dove l’acqua è splendida. Lungo la costa si possono ammirare le numerose grotte e il famoso “Trabucco di Mimì” a San Nicola, vincitore del programma “4 Ristoranti”.

Cala del Turco

Isole Tremiti

Da Peschici, così come da Vieste, è possibile raggiungere le Isole Tremiti e trascorrere una giornata in questo meraviglioso paradiso naturale. Così prenotiamo il traghetto presso l’agenzia N.L.Adriatica che si trova nel porto di Peschici. E’ possibile prenotare solo il traghetto a/r per le Isole oppure il pacchetto completo che comprende anche il giro delle isole con sosta bagno.

La mattina seguente, ci imbarchiamo verso le 09:45 (con 30 minuti di ritardo) per le Isole. La durata del viaggio è di circa 1 ora e mezza e si sbarca nell’Isola di San Nicola, una delle quattro isole principali. L’arcipelago delle Tremiti, dette anche “Diomedee”, è formato infatti da San Domino, San Nicola, Caprara (o Capraia), Pianosa e il piccolo isolotto del Cretaccio.

Sbarco Isola di San Nicola

Il nome “Diomedee” deriva da un’antica leggenda secondo la quale l’acheo Diomede gettò in mare tre grandi massi che aveva portato con sé dalla guerra di Troia e che riemersero sotto forma di isole.

I compagni di Diomede vennero trasformati dalla dea Afrodite in uccelli, le famose diomedee, che durante le notti senza luna piangono il loro comandante scomparso.

Dal punto di vista storico, invece, le isole furono colonizzate dai Greci e dai Romani. Nell’XI secolo i monaci benedettini di Montecassino, le scelsero come luogo dove costruire l’Abbazia di S.Maria a Mare che, imponente e maestosa, si erge sul promontorio roccioso dell’Isola di San Nicola.

Verso la fine del 1700 le Tremiti divennero colonia penale e durante il periodo fascista, confino di polizia. Dagli anni ’50 ha avuto inizio un grande sviluppo turistico.

Sbarcati sull’Isola di San Nicola, ci imbarchiamo nuovamente per il tour dell’arcipelago della durata di un’oretta. Sinceramente, più che il giro delle isole, per chi ne ha la possibilità, consiglio di noleggiare una barca o un gommone ed esplorare in autonomia le varie calette. Direttamente nel porticciolo di San Nicola, è presente il servizio di noleggio.

L’Isola di San Nicola è la sede comunale delle Isole Tremiti e qui si trovano i monumenti più significativi dell’arcipelago, tra cui l’Abbazia. San Domino invece è la più grande e la più abitata. Qui sono presenti le principali strutture ricettive e ville private, tra cui quella di Lucio Dalla. Caprara (o Capraia), chiamata così per l’antica presenza di capre, oggi è completamente disabitata . Pianosa e il Cretaccio, anch’esse disabitate sono, rispettivamente, un pianoro e uno scoglio roccioso.

Il tour dell’arcipelago prevede il giro delle isole con ingresso in una grotta, sosta sopra la statua immersa di Padre Pio e sosta bagno di 15 minuti. Al termine del giro, ci si può fermare a San Nicola oppure sbarcare a San Domino. Compreso nel prezzo, la possibilità di spostarsi tra le due isole con il traghetto veloce che parte ogni ora (la durata dello spostamento è di 5 minuti).

Noi scegliamo di andare a San Domino, dove pranziamo in un bel ristorantino con terrazza fronte mare. Raggiungiamo la parte alta dell’isola dove, oltre ad un bel panorama sull’Isola di San Nicola, ci sono solo abitazioni e villaggi turistici.

Veduta Isola San Nicola da San Domino
Isola di San Nicola

Lasciamo San Domino e torniamo a San Nicola per visitare il piccolo borgo. Sono le tre del pomeriggio e i 42 gradi si fanno sentire, ma non demordiamo e raggiungiamo la parte alta dell’isola dove il panorama è mozzafiato.

Entriamo nell’Abbazia e rimaniamo alquanto delusi e sconcertati dal degrado e abbandono delle struttura. Ci sono evidenti tracce di inizio lavori di ristrutturazione, ma sembra sia stato tutto lasciato a metà. E’ un vero peccato.

Isola del Cretaccio vista da San Nicola
Abbazia S.Maria a Mare di San Nicola

Alle 16:35 ci imbarchiamo per tornare verso Peschici dove arriviamo alle 18:00 circa. Ultima serata a Peschici… non possiamo non tornare in paese per rinfrescarci con una squisita granita!


Vieste

Arriviamo a Vieste nel Camping “Apeneste” che si trova di fronte a Pizzomunno. Abbiamo scelto questo campeggio proprio per la vicinanza al centro storico e alla spiaggia. Nel pomeriggio andiamo nella spiaggia di sabbia fine di fronte al campeggio, la “Scialara”. E’ una bella spiaggia, molto adatta ai bambini per l’acqua bassa.

Dalla spiaggia della Scialara si può ammirare il Castello svevo che si trova proprio sopra la rupe a strapiombo sul mare. La costruzione del Castello iniziò nell’XI secolo come fortificazione della città. Durante le lotte tra il Papato e Federico II nel 1240 il castello, così come la città, subirono molti danni. Motivo per cui Federico II decise di ricostruire il Castello insieme ad un progetto di fortificazione costiera. Nel Cinquecento subì diversi assalti da parte dei saraceni e quindi venne nuovamente riedificato e assunse l’aspetto attuale. Oggi non è visitabile in quanto sede militare.

Spiaggia della Scialara a Pizzomunno

In serata ci incamminiamo verso il centro storico di Vieste, più grande rispetto a Peschici ma sempre caratteristico per le tipiche case tinteggiate di bianco e i vivaci vicoli “colorati” di fiori, luci e souvenir.

Anche Vieste, ha una leggenda riguardante le sue origini. Si narra che finito il diluvio universale, Noè decise di trascorrere il resto della sua vita sulle coste del Gargano. Qui morì sua moglie Vesta e così Noè fondò la città con il nome della sua amata.

Secondo fonti storiche, invece, durante il dominio dei greci, questa zona si chiamava “Apeneste” che significa “isolato-rifugio”. Tale nome deriva dal fatto che i greci consideravano questo posto come un rifugio temporaneo quando trascorrevano i lunghi inverni lontano dalle loro famiglie. Questa nostalgia per la famiglia lontanta, portarono i greci a venerare molto di più la loro dea del focolare “Estia”. Questo culto si diffuse molto tra le popolazioni locali ed, in seguito, anche i romani cominciarono a venararla chiamandola “Veste”. Da qui il nome della città Vieste.

Per le coppie innamorate, da fare assolutamente a Vieste, in salita o in discesa, è la “scalinata dell’amore” che collega la parte alta del centro storico di Vieste con quella più bassa. Sui gradini è riportato il testo della canzone “La Leggenda di Pizzomunno e Cristalda” di Max Gazzè presentata al Festival di Sanremo nel 2018. Questa canzone narra la leggenda del Pizzomunno.
Si dice che percorrendo la scala insieme alla persona amata si rimarrà uniti per sempre…

La scalinata dell’amore

Ma cosa narra la leggenda di Pizzomunno? Il Pizzomunno è il gigantesco monolite in pietra calcarea alto 25 metri situato nella spiaggia della Scialara. Si racconta che un giovane pescatore di nome Pizzomunno si innamorò di Cristalda, una fanciulla bellissima con i lunghi capelli dorati che ricambiò il suo amore. Pizzomunno ogni giorno affrontava il mare con la sua barca e si imbatteva sempre nelle sirene che emergevano dall’acqua per convincerlo a diventare il loro amante in cambio dell’immortalità.

Il giovane era talmente innamorato della sua Cristalda che puntualmente rifiutava l’offerta delle sirene le quali divennero gelose. Una delle tante sere in cui i due giovani si trovavano sulla spiaggia, emersero dall’acqua e rapirono Cristalda trascinandola nelle acque profonde.Pizzomunno la rincorse invano e, il giorno seguente, i pescatori trovarono il giovane pietrificato dal dolore nel bianco scoglio che oggi porta il suo nome.

Il Pizzomunno

Da non perdere a Vieste il tour delle baie e delle grotte marine: baia dei Campi, grotta dei due occhi, grotta delle sirene, baia di Pugnochiuso, grotta dei sogni, baia di Vignanotica fino a baia delle Zagare.

Anni fa avevamo già provato l’esperienza del tour guidato, quindi quest’anno optiamo per farlo in autonomia. Noleggiamo un gommone per mezza giornata da “Nautica Vieste” e iniziamo il nostro tour lungo la costa da Vieste fino alle Zagare, addentrandoci dove possibile in alcune grotte e fermandoci per il bagno nelle baie più particolari. Purtroppo il mare è mosso e quindi non si riescono ad ammirare i fondali nel loro massimo splendore, ma comunque è sempre una bellissima esperienza.

E’ arrivato il momento di lasciare anche Vieste, come ultima sera ceniamo in un bel ristorantino che si affaccia sul mare, gustando alcuni dei loro piatti tipici: melanzane ripiene, seppia ripiena e pizza pugliese. Una passeggiata lungo le mura e un’ottima granita con frutta fresca per concludere la serata.


La Foresta Umbra

Partiamo alla ricerca di un po’ di fresco e ci addentriamo nella riserva naturale della Foresta Umbra, raggiungendo gli 800 metri di altitudine. Di fresco ne troviamo poco, ma in compenso il bellissimo paesaggio naturalistico che si apre davanti a noi, ci rinfresca l’anima.

La Foresta Umbra si trova nella zona centro-orientale del Parco Nazionale del Gargano e il suo nome deriva da cupa, ombrosa. E’ entrata a far parte del Patrimonio dell’Unesco dal 2017 ed è caratterizzata principalmente dalla presenza di faggi nelle zone più basse, lecci e cerri in quelle più alte.

Il bosco dei daini

Parcheggiamo lungo la strada di fronte al piccolo Museo Naturalistico che funge anche da Centro Visitatori, dove è possibile reperire informazioni sulla flora e fauna della foresta e sui vari sentieri da percorrere in mezzo al bosco. Sono numerosi, infatti, i percorsi tracciati con tabelloni espositivi.

Parcheggio lungo la strada nei pressi del Museo Naturalistico

Nei pressi del Museo Naturalistico si trova l’area recintata dei daini, dove è possibile avvicinarli e accarezzarli, e il laghetto Falascone, immerso nel verde e abitato da tanti pesci e tartarughe.

Laghetto Falascone

Proseguendo lungo la strada dopo il Museo Naturalistico, nei pressi del “Ristorante Elda”, è presente una bell’area di parcheggio dove è possibile sostare anche di notte. Non sono presenti servizi.

Ripartiamo e lasciamo definitivamente la Puglia puntando verso nord. Abbiamo ancora qualche giorno a disposizione prima del rientro, così decidiamo di tornare a Campo Imperatore e a Castelluccio di Norcia, dove siamo stati anche ad agosto dell’anno scorso. Prima però altre due nuove tappe…


Abruzzo: borghi, laghi e arrosticini.

Santo Stefano di Sessanio

Prima di raggiungere Campo Imperatore, ci fermiamo a Santo Stefano di Sessanio, uno dei Borghi più Belli d’Italia in provincia dell’Aquila all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

Ci fermiamo nell’area di parcheggio gratuito in Via Dè Contra, a 5 minuti dal centro storico e a fondo erboso. Saliamo, quindi, verso il borgo per una breve visita.

Santo Stefano di Sessanio è un borgo medioevale che nel 1994 è stato acquistato in gran parte da un imprenditore milanese, Daniele Kihlgren. Con un progetto di recupero conservativo, ha realizzato un albergo diffuso ed ha attirato l’interesse della stampa nazionale ed internazionale.

Il terremoto del 6 aprile 2009 ha colpito anche Santo Stefano di Sessanio abbattendo la Torre Medicea, poi ricostruita, e alcune abitazioni che oggi portano ancora il segno di quel terribile evento. Dopo il terremoto sono rimasti poco più di 100 abitanti nel borgo.

Si accede al borgo dalla Porta Medicea su cui è ancora visibile lo stemma della grande famiglia dei Medici che portò il borgo al suo massimo splendore grazie al commercio della lana “carfagna”, una lana nera usata per le divise dei militari e per i sai dei monaci.

Camminando per il borgo ci si incanta ad osservare gli archi ben curati, i camminamenti coperti dove sono presenti negozietti che vendono souvenir e prodotti tipici, gli edifici ornati di bifore e i vicoli. Non mancano enoteche e ristorantini dove degustare i loro piatti più prestigiosi.

Arriviamo nella parte più alta del borgo dove si erge la Torre medicea, alta 20 metri. Risalente al XIV secolo, probabilmente esisteva già prima dell’arrivo della famiglia dei Medici. Sorta con funzione di avvistamento e a pianta cilindrica, è crollata quasi completamente con il terremoto del 2009. Il materiale del crollo è stato recuperato e conservato, questo ha permesso una ricostruzione fedele a quella originale. Finalmente ad aprile 2021, il termine dei lavori di restauro ha permesso di togliere definitivamente le impalcature e riaprire la torre, simbolo del borgo.


Campo Imperatore e Monte Camicia

In serata arriviamo a Campo Imperatore, una delle nostre mete preferite, insieme alla Piana di Castelluccio, del centro Italia.

Arriviamo giusto in tempo per far scorpacciata di arrosticini prima della chiusura del “Ristoro Giuliani”. Trascorriamo una piacevole serata ascoltando le avventure di un gruppo di ragazzi romagnoli come noi, insieme al titolare del ristoro.

A Campo Imperatore siamo già stati ad agosto dell’anno scorso; questa volta, però, ci avventuriamo sul Monte Camicia… Nell’articolo qui sotto riportato, potete leggere tutte le informazioni riguardanti questo piccolo paradiso.


Lago di Campotosto

Prima di lasciare l’Abruzzo, ci fermiamo per una notte al Lago di Campotosto, il più grande lago artificiale della regione.

Ci sono diversi punti sosta liberi attorno al lago dove è possibile fermarsi. Noi ci siamo fermati a Mascione nel parcheggio gratuito presso “La Chioscheria”, Strada Comunale Ponte delle Stecche. Posizione spettacolare fronte lago, molto tranquilla anche di notte.

Parcheggio gratuito presso “La Chioscheria” a Mascioni

Il lago fu creato tra gli anni ’30 e ’40 con la costruzione di tre dighe. Lo scopo era quello di utilizzare le acque per il funzionamento delle centrali idroelettriche della Valle del Vomano.

Ci troviamo a circa 1.300 metri di altitudine e la temperatura è perfetta! Le acque del lago sono limpidissime ed ovviamente è balneabile. E’ frequentato molto anche dai ciclisti, sicuramente ne vale la pena fare un giro in bicicletta o un trekking, cosa che ci siamo ripromessi di fare quando potremo tornare.

Purtroppo non possiamo fermarci a lungo perchè ci sono solo rimasti un paio di giorni a disposizione e vorremmo fermarci alla Piana di Castelluccio per vedere la fioritura.


Umbria

La Piana di Castelluccio e la fioritura

Siamo stati già a Norcia e a Castelluccio di Norcia l’anno scorso ad agosto e ci siamo sempre ripromessi di tornare durante il periodo della fioritura. Non potevamo quindi non cogliere l’occasione di fermarci proprio in questi giorni!

Questo è l’articolo dell’anno scorso integrato con le foto di quest’anno con la bellissima fioritura.


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Mi chiamo Monica e amo viaggiare in camper con la mia famiglia. Mi piace scrivere e condividere le mie esperienze di viaggio con altri camperisti e non. Così ho creato il Blog "Pronticampervia", dove sono raccolti tutti i nostri viaggi in Italia e in Europa con itinerari, consigli, curiosità ed elenco aree camper in cui siamo stati. Buona lettura! 😊🚌💚
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