Norvegia centro-sud

04 – 28 Agosto 2021

PREPARARSI AL VIAGGIO

  • per attraversare l’Austria e la Germania è necessario munirsi dell’apposito Bollino Ambientale, onde evitare contravvenzioni (consultare il sito www.bollinoambientale.it);
  • prima di entrare in Austria comprare la Vignetta per il pedaggio autostradale presso l’ultimo autogrill prima della frontiera o in alternativa on-line, al sito https://www.asfinag.at/en/toll/vignette/faq-vignette/ almeno 18 giorni prima della partenza;
  • in Germania, in Danimarca e in Norvegia le autostrade sono gratuite, si paga il pedaggio solo in alcuni ponti, passaggi stradali e nelle tratte con i traghetti;
  • le strade sono semplicemente perfette;
  • è importante rispettare i limiti di velocità e pagare i parcheggi o le aree a pagamento per non rischiare contravvenzioni molto salate;
  • per i traghetti brevi tra un fiordo e l’altro, il personale a bordo rileva la targa dell’automezzo e, a distanza di qualche mese, arriva al vostro indirizzo la fattura con i corrispettivi da pagare o, in alternativa, ci si può registrare a questo sito https://www.epcplc.com/ per consentire l’addebito diretto su carta;
  • in Norvegia la valuta è la corona norvegese, ma si usa pochissimo contante, sono abituati a pagare tutto con carta di credito e/o bancomat, anche se può essere utile avere un po’ di contante per pagare i prodotti che si trovano nei vari chioschetti “non presieduti” (ne parlerò nell’articolo);
  • in Norvegia il costo della vita è molto elevato rispetto all’Italia, sia per i generi alimentari che per il carburante, conviene quindi partire con scorte alimentari o rifornirsi in Germania prima di entrare in Danimarca o Norvegia;
  • quasi tutti i punti di interesse (parchi, musei, chiese antiche) sono aperti dalle 10:00/11:00 alle 16:00/18:00, mentre i supermercati o piccoli market sono aperti dalle 7:00 alle 20:00/23:00 (anche nei piccoli paesi);
  • in agosto le giornate sono lunghissime: il sole tramonta verso le 22:30;
  • è consigliabile avere sempre a portata di mano impermeabili o ombrelli in quanto agosto è un mese abbastanza piovoso;
  • in Norvegia la pesca è consentita senza alcun permesso nel mare e nei fiordi, mentre nei fiumi e nei laghi è necessario avere il permesso; così come è consentita la libera raccolta di funghi e mirtilli (i boschi ne sono tappezzati);
  • per quanto riguarda le temperature, fino a Trondheim (il punto più a nord che abbiamo raggiunto) oscillano dai 5°C ai 20°C;
  • la Norvegia è il paradiso dei camperisti, soprattutto per coloro che amano sostare in “libera” che è ben tollerata ovunque: attenzione però a rispettare i divieti ove sono segnalati.

TRE GIORNI PER RAGGIUNGERE LA META

Finalmente il grande giorno è arrivato e uno dei viaggi dei nostri sogni sta per cominciare! Il camper è super carico di vestiti, scorte alimentari e carburante; gli animaletti e la casa lasciati in custodia agli insostituibili suoceri; la Certificazione Verde Covid19 con ciclo vaccinale completo l’abbiamo; il programma di viaggio e le mappe sono a bordo; non ci resta che salutare i nostri cari, mettere in moto e…

Pronti…Camper…Via!!!

In tarda serata raggiungiamo la prima tappa che per noi sarà solo come sosta notte, ma per gli amanti di gioielli può essere molto interessante anche una visita. Si tratta infatti del Parcheggio presso il Museo degli Swarovski di Wattens in Austria, tranquillo, gratuito ma senza servizi.

Il mattino seguente ci mettiamo di nuovo in marcia, pronti per attraversare la Germania e i vari rallentamenti causa lavori in corso. Nel tardo pomeriggio giungiamo a Magdeburgo dove purtroppo piove e quindi usciamo giusto per mangiare qualcosa di veloce e torniamo al camper. Sostiamo per la notte nel Parcheggio Messeplatz Max Wille, anche questo gratuito ma senza servizi.

Il terzo giorno è quello in cui viaggiamo di più, praticamente dalle 8 del mattino fino a tarda notte, con una sosta pranzo di un’oretta e mezza.

Attraversare Amburgo in questo periodo è un vero delirio, abbiamo perso più di 2 ore tra code e rallentamenti ma, finalmente, alle 23:00 arriviamo a Hirtshals, la punta nord della Danimarca, dove domani mattina prenderemo il traghetto per la Norvegia.

Dormiamo nel Parcheggio gratuito a Kystvejen 17, fronte mare e a due passi dal piccolo centro di questo grazioso paese. Il mattino seguente ci svegliamo di buon’ora.

Il paese è avvolto da una nebbiolina che pian piano si alza per lasciar spazio ai vivaci colori delle tipiche case danesi. Siamo gli unici, insieme a qualche altra anima solitaria, a gironzolare tra le viuzze in cerca di una pasticceria, dove compriamo alcuni dolcetti per gustarci una colazione alla “danese”… a dir poco squisita!

Alle 10:00 ci imbarchiamo dopo aver superato i controlli con documenti e Certificazione Verde Covid19 e alle 12:30 sbarchiamo a Kristiansand, dove nuovamente presentiamo tutti i documenti per poter uscire dal porto.


Finalmente inizia il nostro viaggio alla scoperta della Norvegia!

CENNI SULLA NORVEGIA

Gli antichi abitanti della Norvegia furono i Vichinghi che combatterono tra loro per diversi secoli per la scelta di un unico re. Ciò avvenne verso il 900 con l’elezione di re Harald I. Con le loro lunghe navi di legno, le famose drakkar, iniziarono ad affacciarsi sulle coste di vari paesi dell’Europa come l’Irlanda, l’Inghilterra, la Francia e l’Italia (in Sicilia) dove, con saccheggi e incendi, fondarono nuove colonie.

I Vichinghi erano un popolo pagano ma, proprio durante la colonizzazione dell’Inghilterra, entrarono per la prima volta in contatto con il Cristianesimo, iniziando così un lungo processo di cristianizzazione della Norvegia che portò a persecuzioni verso i pagani, nonchè alla distruzione dei loro templi.

Diversi energici re si susseguirono al trono dopo Harald I, tra cui re Haakon e re Olav. Dal XIV secolo la Norvegia perse la sua indipendenza ed entrò a far parte del regno della Danimarca e del regno di Svezia. Durante l’unione con questi stati, però nessun re norvegese la governò.

Solo nel 1905 riuscì a riottenere la sua indipendenza e, tramite un referendum popolare, dovette scegliere tra Monarchia o Repubblica. Vinse la monarchia e venne eletto re Haakon VII, il figlio secondogenito del re di Danimarca.

Le drakkar, antiche navi vichinghe. Situata nel Museo all’aperto “Viking Valley” a Gudvangen

Con lo scoppio della seconda guerra mondiale, la Norvegia dichiarò la sua neutralità ma Hitler, che era interessato al ferro svedese trasportato in Germania attraverso il territorio norvegese, occupò il paese per continuare così i suoi traffici.

Con l’avanzata e la minaccia dei tedeschi, il governo norvegese e la famiglia reale si ritirarono, prima a nord di Oslo, poi sempre più in alto fino a Tromso.

Nel giugno 1940 il re Haakon fuggì in Inghilterra mentre in Norvegia si formò un movimento, a cui aderirono tutti i ceti sociali, per contrastare gli invasori. Seguirono molti tumulti e circa 1500 studenti furono arrestati e deportati in Germania.

Nel 1944 cambiarono le sorti della guerra: arrivarono i russi che occuparono Kirkenes e avanzarono pian piano finchè, il 7 maggio 1945, i tedeschi si arresero. A ottobre dello stesso anno, si svolsero le elezioni dove vinsero i laburisti.

Oggi la forma di governo è la Monarchia Costituzionale e Harald V è il re attuale dal 1991. Il referendum popolare del 1994 bocciò la decisione di aderire all’Unione Europea principalmente per motivi economico-commerciali. Da un lato i contadini temevano la concorrenza dei prodotti agricoli degli altri paesi e dall’altro la categoria ittica non voleva permettere un’eventuale occupazione delle acque norvegesi.

La moneta è la corona norvegese. La lingua ufficiale è il norvegese che è diviso in due forme scritte: il bokmal e il nynorsk (entrambe insegnate a scuola). La seconda lingua parlata è l’inglese. La religione prevalente è il Cristianesimo luterano.

La Norvegia vive principalmente di pesca, agricoltura e allevamento. Dispone anche di grandi giacimenti di petrolio e il sottosuolo è ricco di minerali come zinco, rame, ferro e carbone.


NORVEGIA PRIMA PARTE: I FIORDI E LE CASCATE

I fiordi norvegesi sono una delle principali meraviglie di questo paese e ce ne sono veramente tanti, più di mille.

La parola “fiordo” deriva proprio dal norvegese “fjord” (porto) ed è un braccio di mare che inonda, per diversi chilometri, le antiche valli glaciali o fluviali scavate in mezzo alle montagne.

I fiordi principali per dimensioni e bellezza, sono:

  • Sognefjord
  • Geirangerfjord
  • Lysefiord
  • Trollfjord
  • Nærøyfjord
  • Nordfjord

La maggior parte di questi siamo riusciti ad attraversarli, ma vi assicuro che anche i fiordi più piccoli e meno conosciuti dove abbiamo avuto la fortuna di fermarci (come Erfjord), hanno un fascino incredibile.

Flekkefjord e Stavanger

La nostra prima notte norvegese, la trascorriamo a Flekkefjord presso l’Area Camper “Flekkefjord Bobilcamp”, situata di fronte al fiordo. Flekkefjord è una piccola cittadina con meno di 10.000 abitanti ed è uno tra i punti più apprezzati della costa sud, proprio per la sua conformità e tranquillità.

Non ci sono attrazioni particolari da visitare, ma può essere una sosta molto piacevole per rilassarsi dopo il lungo viaggio. Un giretto per le vie del centro storico merita davvero. Una particolarità che non avevamo mai visto prima, sono le bandierine triangolari di vari colori appese tra i muri delle case, realizzate all’uncinetto. Di simil fattura abbiamo notato in diverse località, lungo la strada, anche i tronchi degli alberi, rivestiti con una coperta handmade tutta decorata e colorata.

Area camper – Flekkefjoird Bobilcamp
Il centro di Flekkefjord
Il porticciolo di Flekkefjord

Il giorno seguente raggiungiamo Stavanger, una delle città più vecchie della Norvegia.

Venne dichiarata città e sede vescovile tra il 1122 e il 1128. Un grosso incendio nel 1271 distrusse gran parte degli edifici, inclusa la chiesa. Si procedette immediatamenta alla ricostruzione e iniziò una lenta crescita per la città, anche dal punto di vista demografico. Tuttavia nel XVII secolo, con la presenza della peste prima e altri due grossi incendi dopo, la città ebbe un lungo periodo di crisi. Solo nel XIX secolo ci fu una rinascita grazie all’industria della pesca delle aringhe.

Durante la seconda guerra mondiale, il 9 aprile 1940 in poche ore i tedeschi la invasero. Per rallentarne l’avanzata, gli Alleati bombardarono Stavanger e quando le truppe tedesche si ritirarono, si bonificò l’intera regione dalle mine presenti.

Nel 1969 vi fu la vera rinascita di Stavanger in quanto, con la scoperta di un giacimento di petrolio a 180 km dalla costa, venne scelta come base per le estrazioni di petrolio dal Mare del Nord. Il boom petrolifero ha favorito lo sviluppo di Stavanger sotto diversi aspetti ed oggi è una città molto ricca e molto cara.

Il centro colorato di Stavanger

Sostiamo per un paio d’ore nel Parcheggio a pagamento situato a Skansegata 21, di fronte al porticciolo e a due passi dal centro storico, che è la vera peculiarità di questa cittadina.

Le case dipinte con vivaci colori, i fiori appesi ai lampioni e le bandierine colorate che sventolano, rallegrano il centro anche quando la giornata è un po’ piovigginosa come oggi.

Passeggiamo lungo la via principale tra negozi, souvenirs, ristoranti, bar e raggiungiamo la Cattedrale, in stile gotico, costruita all’inizio del XII secolo per volere di Reinaldo, il primo vescovo di Stavanger. A causa dei diversi incendi che purtroppo hanno colpito la città, ha subìto diverse ristrutturazioni.

Lysefjord: il Preikestolen

Per la notte ci spostiamo nella tranquilla cittadina di Jorpeland nell’Area camper “Jorpeland Gjestehan” sul porticciolo. Ci rilassiamo e dopo cena, passeggiando tra le vie del paese, ci appare uno splendido arcobaleno doppio. Trascorriamo una notte immersa nel silenzio e al mattino seguente siamo pronti e carichi per affrontare la salita al famoso Preikestolen, distante solo pochi chilometri.

Dall’area camper del porticciolo di Jorpeland

Il Preikestolen , chiamato anche “Pulpit Rock” , è una roccia di granito alta 604 metri che termina a strapiombo sul Lysefjord. Si è formata a seguito dello scioglimento dei ghiacci circa 10.000 anni fa e sembra tagliata a metà con un coltello. Dall’alto questa spaacatura è ben visibile.

Verso le 9:30 circa arriviamo all’ampio Parcheggio a Preikestolvegen 521 – Jørpeland (a pagamento, circa € 25,00/giorno non frazionabile), da cui parte l’escursione di 8 km totali fra andata e ritorno. E’ consigliabile indossare scarponcini da trekking.

Una tra le ripide “scalinate”

Il percorso è quasi completamente su lastre di roccia e pietre disposte a formare una ripida scalinata. La prima parte è più impegnativa, ma tranquillamente fattibile anche per i meno allenati. La seconda parte, invece, è meno ripida e il sentiero si apre costeggiando diversi laghetti. Arrivati in cima, è bene prestare molta attenzione soprattutto con i bambini, in quanto non è presente alcun tipo di recinzione e protezione. Vi consiglio di portare acqua e t-shirt di ricambio, oltre ad un pile o una felpa che servirà quando vi fermerete.

Dopo un’oretta e mezza raggiungiamo la meta e lo spettacolo è indescrivibile! Le foto e i video non riescono a rendere bene l’idea dello spazio e del senso di infinito che ci circonda.

Erfjord: la piccola cittadina di Halandsosen e il Museo all’aperto dei Mulini

Lasciamo il Preikestolen e torniamo sulla E13 verso le cascate che raggiungeremo domani.

Ci fermiamo per la notte nei pressi di Erfjord, nell’Area camper Ryfylkevegen ad Halandsosen, una piccola borgata molto carina e piacevole dove sostare: poche case, il piccolo porto, un “Joker” (catena di minimarket norvegesi), una chiesetta e l’area camper direttamente sul fiordo.

Rimaniamo colpiti dal fatto che quest’area camper non è presieduta da nessuno e, soprattutto, non ci sono sbarre per accedervi, nè tantomeno parchimetri. All’ingresso è presente una capannina con due cassette postali dove si effettua il check-in e il pagamento in modo autonomo. Una cassetta, infatti, contiene i moduli in carta copiativa da prelevare e compilare con i propri dati, mentre nell’altra cassetta si inserisce il modulo originario compilato (tenendo per se la copia da esporre nel camper) insieme ai soldi (10 NOK o €10,00). In alternativa è possibile pagare con l’App “Vipps”, molto simile al nostro Satispay.

Halandsosen a Erfjord
Area camper a Erfjord

La mattina seguente ripartiamo e, lungo la strada verso Latefossen, ci fermiamo a Suldalsosen dove è indicato un Museo all’aperto. Si tratta del Ryfylkemuseet di Kolbeinstveit: una ricostruzione di un antico borgo di piccoli mulini. Tramite un sistema di canalizzazione dell’acqua, si sfruttava la sua caduta per azionare le macine dei cereali. E’ presente un ampio spiazzo a lato della strada dove fermarsi. Seguendo le indicazioni, si giunge dopo pochi metri, al Museo non presieduto e di libero accesso.

Museo all’aperto a Suldalsosen
Hardangerfjord: le cascate Latefossen e Voringfossen

Arriviamo alle Cascate Latefossen e fortunatamente riusciamo a parcheggiare. Queste cascate, infatti, si trovano lungo la strada E13 ed è presente solo un piccolo parcheggio di fronte al negozietto di souvenir. Scendiamo, scattiamo velocemente qualche foto e ripartiamo per lasciar posto ad altri.

Cascate Latefossen

Lungo la strada, incontriamo uno dei tanti chioschetti dove i norvegesi vendono i prodotti della loro terra: mirtilli, lamponi, fragole, succo di mele e di mirtilli. Anche questi non sono presieduti da nessuno: prendi e paghi lasciando i soldi nella cassetta oppure utilizzando l’App “Vipps”. Abbiamo così un’ulteriore conferma del gran senso di civiltà e di rispetto che caratterizzano questo popolo.

Uno dei tanti “Chioschetti dell’onestà” (chiamati così da noi)

In serata sostiamo al Camping Lofthus, nell’omonima cittadina. E’ un bel campeggio, con ampi spazi, pulito e provvisto di tutti i servizi, immerso nella natura con una vista spettacolare sull’Hardangerfjord e sulle montagne innevate dell’Hardangervidda.

Camping Lofthus

In Norvegia sono presenti moltissime cascate, tra le più famose ne scegliamo solo alcune perchè, altirmenti, non riusciremmo a visitare le altre meraviglie di questo paese. Nella nostra lista non poteva comunque mancare Voringfossen, la più grande e famosa della Norvegia, distante poco più di un’ora da Lofthus. E’ presente un ampio parcheggio gratuito da dove parte il breve percorso per raggiungere la passerella sospesa nel vuoto.

Voringfossen: la parte alta

Progettata dall’architetto Carl-Viggo Hølmebakk, è formata da 99 gradini che collegano i due lati della valle e permette di passeggiare sopra alla cascata osservandola da punti diversi. E qui è possibile ammirare il vertiginoso salto di ben 145 metri che compie!

La passerella di 99 gradini
Aurlandsfjord e Nærøyfjord: la Viking Valley, Flam e Stegastein

Proseguiamo verso nord e più saliamo, più le giornate si allungano, con il sole che tramonta verso le 22:30. Seppur maciniamo tanti chilometri ogni giorno, curva dopo curva è una sorpresa continua e non ci stanchiamo mai di viaggiare e di scoprire questi fantastici luoghi.

Prossima tappa prevista Flam ma, durante il tragitto ci fermiamo in un altro Museo all’aperto, la “Viking Valley” a Gudvangen nel Nærøyfjord (uno dei due rami del Sognefjord, il più grande fiordo norvegese, dove in questo viaggio non riusciamo a fermarci in quanto percorriamo la parte più interna della costa).

Il Museo è aperto dalle 10 alle 18 e l’ingresso è a pagamento (200Nok a persona e 98Nok i ragazzi fino a 15 anni). Non è molto grande e in meno di un’oretta si riesce a visitare in piena autonomia. E’ una fedele ricostruzione di come vivevano i vichinghi più di 1000 anni fa nei loro villaggi, dalle capanne, al cibo che cucinavano e alle attività che svolgevano. Sono presenti diverse guide “vichinghe” vestite a tema a cui chiedere informazioni e curiosità dell’epoca. E’ presente anche la copia di una “Drakkar”, antica nave vichinga ed è possibile divertirsi al tiro con l’arco o al lancio dell’ascia.

Viking Valley

Dopo essere tornati indietro nel tempo, torniamo alla realtà, partiamo e puntiamo verso Flam, una tappa molto frequentata dai turisti ma che, sinceramente, a noi non ha particolarmente entusiasmato. E’ un piccolo villaggio di circa 500 abitanti situato sull’Aurlandsfjord che, alla fine del XIX secolo, è diventato un punto di riferimento per il turismo, soprattutto per le navi da crociera provenienti dal Regno Unito e dalla Germania e ciò ha reso necessario la costruzione di una serie di hotel.

Flam

Flam è conosciuta soprattutto per la Flamsbana, la stazione con la linea ferrovia più ripida d’Europa che collega Flam a Myrdal (867 mt di altitudine). Il suo tragitto, lungo 20 km, dicono sia spettacolare mostrando ai viaggiatori ripide montagne e imponenti cascate. Addirittura il National Geographic Traveler e il Lonely Planet lo hanno definito uno dei 10 migliori viaggi in treno al mondo!

Un po’ indecisi sul da farsi, alla fine optiamo per non farlo, un po’ per il costo (in 4 avremmo speso circa € 200,00) e un po’ perchè, viaggiando in camper, abbiamo già la possiblità di vedere questi meravigliosi paesaggi. La Flamsbana, infatti, è un tour indicato soprattutto per coloro che arrivano in Norvegia con una crociera e non hanno quindi modo di addentrarsi tra fiordi e montagne.

Per il resto, Flam non è un vero paese ma si sviluppa attorno al porto, con negozi per turisti, hotel e ristoranti.

Oltre alla Flamsbana, l’unico punto di interesse che invece abbiamo visitato è il piccolo birrificio Aegir, nato nel 2007 e considerato il migliore di tutta la Norvegia. L’interno è molto particolare e ben arredato ed è possibile visitare il birrificio con una guida che spiega tutto il meccanismo di produzione. Ovviamente non potevamo non gustarci una buona e fresca birra!

Il Birrificio Aegir
L’interno del birrificio

Per farsi un giretto tra i negozi di Flam, si può sostare nel comodo e ampio parcheggio gratuito all’ingresso del paese ma, attenzione, non è possibile fermarsi di notte.

Così lasciamo Flam e dopo circa 5 km chilometri lungo la strada E16 direzione Stegastein, troviamo un punto sosta gratuito (senza servizi) dove ci fermiamo per la notte. Trascorriamo la serata in compagnia di una simpatica coppia di tedeschi con marshmallows, grappe e tante chiacchiere.

Il punto sosta lungo la E16 subito dopo Flam

Dopo una notte non proprio silenziosa a causa della vicinanza alla statale, ripartiamo e, arrivati ad Aurlandsvangen, saliamo i tornanti che arrivano al punto panoramico di Stegastein. Da qui, tramite una passerella a sbalzo, si puo’ ammirare il fiordo di Aurlandsfjord in tutta la sua bellezza.

La passerella sospesa sul Stegastein Viewpoint
Aurlandsfjord
Borgund Stavkirke, Nordfjord e Geirangerfjord

Continuamo sulla E16 verso Borgund dove si trova una delle chiese più antiche della Norvegia.

Lungo i 50 km che percorriamo, si apre un paesaggio surreale che sembra non avere nulla a che vedere con la parte della Norvegia vista fino ad ora. Una lunga strada solitaria, dove incontriamo più pecore che auto, taglia la vallata di muschi, licheni e massi sparsi in qua e in là, intervallati da specchi d’acqua e piccoli laghetti.

Quando vediamo una gran distesa di neve, il nostro entusiasmo ci obbliga a fermarci e, nonostante le fresche temperature, scendiamo così come siamo vestiti (un po’ leggerini) e corriamo a toccarla! Sembra veramente di essere fuori dal mondo. Immersi in un assoluto silenzio si ode solo ogni tanto il verso di qualche rapace e il soffio del vento.

Raggiungiamo Borgund, nella contea Vestland, dove si trova la Stavkirke, un’antica chiesa di legno risalente al XII secolo. In tutta la Norvegia ne furono costruite un migliaio e, di queste, ne sono rimaste solo 28. Questa è la meglio preservata e fu utilizzata come Chiesa fino al 1868 quando, al suo fianco, ne venne costruita una nuova. Dal 1877 il suo scopo è puramente turistico.

Il retro della Borgund Stavkirke

E’ presente un ampio parcheggio di fronte all’edificio che funge da Museo e biglietteria dove acquistare i biglietti per entrare nella Chiesa, proprio di fronte a questa struttura.

All’interno una ragazza è disponibile a fornire alcune informazioni sull’antico edificio e ci spiega che in origine queste chiese non erano dotate di finestre e altre aperture, se non una piccola porta per accedervi. Il buio favoriva maggiormente la preghiera e la meditazione. L’edificio è costituito da una navata, da un coro e un abside. Il pavimento e le panche lungo la parete della navate, sono in un buono stato di conservazione. E’ presente un altare in pietra e una fonte battesimale, entrambi medioevali. All’esterno, una specie di galleria percorre tutto il perimetro della Chiesa.

Il fronte della Stavkirke

Lungo la strada per raggiungere Nordfjorded, dove ci fermeremo per la notte, ci fermiamo per ammirare un lembo di ghiacciaio del Parco Nazionale Josteldasbreen.

Arriviamo in serata nel Parcheggio del porticciolo di Nordfjorded, piccola e graziosa cittadina, dell’omonimo fiordo, con le tipiche case bianche norvegesi.

Lungo la strada verso Nordfjorded
Nordfjorded

Il mattino seguente puntiamo verso uno dei fiordi più belli, Geirangerfjord seguendo le indicazioni per Stryn e Dalsnibba. Questo è uno dei rilievi montuosi più gettonati per via dell’ottimo panorama di cui si può godere dalla sua sommità. In questo tratto di strada, il paesaggio cambia radicalmente assumendo colori autunnali e temperature decisamente più fresche.

A una ventina di chilometri prima di Geiranger, si può imboccare la strada per raggiungere il Dalsnibba. Purtroppo il tempo non è clemente, oltre ad essere una giornata piovosa, una fitta nebbia ci avvolge ed è altamente rischioso avventurarsi sui ripidi tornanti che conducono in vetta, dove comunque non riusciremmo a vedere nulla.

Così siamo costretti a rinunciare e arriviamo a Geiranger, sviluppato sull’insenatura del Geirangerfjord. Questo fiordo è entrato a far parte del Patrimonio dell’Unesco. Durante il periodo estivo è uno dei porti più frequentati della Norvegia dal punto di vista turistico, non a caso sono presenti diversi hotel e campeggi. Oltre al vicino Dalsnibba, un altro punto di grande interesse sono le famose cascate Seven Sisters Waterfall, che si possono ammirare prenotando un’escursione.

La Chiesetta di Geiranger

Non avendo necessità di utilizzare i servizi, sostiamo (anche per la notte) nel Parcheggio gratuito adiacente al campeggio, di fronte al supermercato Joker.


NORVEGIA SECONDA PARTE: LE STRADE PANORAMICHE

Road 63 e Trollstigen

Da Geiranger proseguiamo lungo la Road 63 (chiamata anche Golden Route), una strada panoramica lunga 106 chilometri che va da Langvatnet ad Andalsnes. Ci fermiamo dopo pochi chilometri, a Ornesvingen, per una breve sosta, da dove si può ammirare uno splendido panorama su tutto il fiordo.

Proseguendo, un’altra sosta è d’obbligo a Gudbrandsjuvet, una gola larga 5 metri e profonda 25 attraversata dal fiume Valldola.

Road 63

Procediamo lentamente per goderci il meraviglioso paesaggio di questa strada panoramica e, nel primo pomeriggio, giungiamo finalmente nell’altopiano della Trollstigen, a 700 mt di altitudine dove è presente un ampio parcheggio.

Il parcheggio sull’altopiano della Trollstigen

La Trollstigen, aperta solo da maggio a ottobre, è un tratto della Road 63 inaugurata il 31 luglio 1936 da Haakon VII (primo re della Norvegia quando, nel 1905, si è separata dalla Svezia) dopo 8 anni dall’inizio della sua costruzione.

E’ una strada che, con i suoi 11 tornanti e con una pendenza del 12%, si arrampica sulle ripide pendici della meravigliosa Valldalen. Nel 2005 vennero ampliati i tornanti e nel 2012 fu realizzato anche un museo.

Parcheggiamo e percorriamo a piedi tutta la piattaforma in metallo che si affaccia sulla montagna. Da qui è possibile ammirare i tornanti che formano il serpentone che dovremo affrontare in discesa, oltre alla spettacolare cascata Stigfossen alta 320 metri che cade sul fianco della montagna.

Trollstigen

Scendiamo lentamente, con prudenza, gli 11 tornanti e dopo pochi chilometri vediamo il bellissimo Trollstigen Camping dove però ci fermiamo solo per gustarci un gustoso (e costoso) gelato e comprare qualche piccolo Trolls portafortuna. Qui puoi leggere la leggenda di queste creature magiche e misteriose che, fin dai tempi antichi, “popolano” la Norvegia.

Giungiamo al termine della Road 63 in prossimità di Andalsnes e ci fermiamo per la notte nella vicina Vestnes dove sono presenti 2 aree camper, entrambe su asfalto e a pagamento: la Bobilparkering sulla E39-1770 di nuova costruzione, a pagamento con luce e carico acqua e la Bobilparkering Småbåthavn – Sjøgata 41 con luce, carico, scarico e docce.

Molde: la città delle rose

Il mattino seguente, ci imbarchiamo su un traghetto veloce per Molde, nota anche come “città delle rose” per via della ricca vegetazione e del clima mite che permette la crescita delle rose e di altre piante che, in altri luoghi alla stessa altitudine, non crescono più.

Questa cittadina sul mare, non è rinomata solo per le sue rose, ma anche per la musica Jazz (a fine luglio, infatti, si tiene l’annuale festival).

Nell’aprile 1940, durante l’invasione tedesca in Norvegia, il re Haakon VII e i membri del governo, fuggirono da Oslo e si rifugiarono a Molde, che divenne così per 7 giorni (dal 22 al 29 aprile) capitale norvegese. In passato due grandi incendi hanno bruciato parte della città, uno nel 1916 e uno nel 1940 causato proprio dal bombardamento tedesco.

A parte la Cattedrale e il Romsdal Museum, un museo etnologico all’aperto dove si trovano una cinquantina di edifici trasferiti dalla valle di Romsdal, non vi è nulla di particolare da visitare, ma è comunque piacevole fare una sosta in questa città.

Le rose di Molde
Lungomare di Molde – Sullo sfondo un hotel e centro congressi

Sopra Molde, a pochi chilometri di distanza, vala la pena di salire sul Verden (punto panoramico). La strada in un tratto diventa sterrata e un po’ ripida, ma con prudenza si riesce tranquillamente a percorrere e il panorama da lassù è meraviglioso. Poco prima di arrivare nel punto più in alto, è presente un laghetto con una bella area pic-nic.

Il Verden di Molde
L’Atlantic Road

Dopo una sosta rilassante sopra le colline di Molde, ci prestiamo ad affrontare la strada più sorprendente della Norvegia, la panoramica Atlantic Road (Strada Atlantica). Lunga circa 86 chilometri, si trova nel tratto della Fv64 e mette in collegamento Molde e Kristiansund. Attraversa le isolette del Vestlandet e nel suo percorso si percorrono ben 8 ponti rendendo questa strada la più straordinaria al mondo.

Atlantic Road

Inizialmente il progetto prevedeva la costruzione di una linea ferroviaria, ma venne abbandonata l’idea e il 1°agosto 1983 iniziò la costruzione della strada. Dopo 6 anni, durante i quali sul cantiere si abbatterono 12 uragani, terminarono i lavori. Il costo finale fu di 122 milioni di corone norvegesi (circa14 milioni di euro) che fu ripagato in minima parte dai pedaggi e il resto dal governo. Nel momento in cui fu recuperato l’investimento, vennero eliminati i pedaggi e così il 26 giugno 1999 alle 15:00, divenne una strada gratuita. 

Il ponte Storseisundet sull’Atlantic Road

Il tratto più significativo dell’Atlantic Road, divenuto simbolo dell’opera, è lo Storseisundet, il ponte che sovrasta un’isola più alta delle altre. Per questo motivo la strada si innalza come un ripido pendio per poi scendere a picco. E’ molto pericoloso attraversarla nei periodi autunnali quando sono frequenti forti venti e tempeste oceaniche che provocano onde molto alte. 

Nel 2009 l’Atlantic Road è stata dichiarata bene culturale della Norvegia.

Atlantic Road

Superato il punto più spettacolare dell’Atlantic Road, trascorriamo la notte “into the wild”, in un punto tanto magico quanto isolato!

Ecco come l’abbiamo trovato. In prossimità di Karvag all’ingresso del paese, ci fermiamo nell’area sosta gratuita con carico e scarico, ma non ci soddisfa in quanto si trova proprio sulla strada e preferiamo cercare un posticino più tranquillo. Guardando su Google Maps, notiamo un piccolo spiazzo raggiungibile da una stradina. Così ci avventuriamo nei boschi di Karvag e ci troviamo in questo posto stupendo immerso nel silenzio, dove trascorriamo una notte tranquillissima.

“Into the wild” a Karvag

NORVEGIA TERZA PARTE: DA TRONDHEIM A OSLO ATTRAVERSO LE RONDANE

Trondheim

Ci separano solo 4 ore di viaggio per arrivare a Trondheim, la nostra tappa per domani. Così ce la prendiamo con calma e, dopo una tappa a Kristiansund, dove non c’è nulla di interessante, ci fermiamo lungo la strada E39 in diversi punti panoramici approfittando della bella giornata di sole per scattare qualche foto e per rilassarci.

Lungo la E39 direzione Trondheim

Nel tardo pomeriggio arriviamo al “Camping Valsoya”, un bel campeggio con tutti i servizi di fronte al Valsoyfjorden dove è possibile anche pescare. Per i più avventurosi, nei pressi del campeggio è presente il Climbing Park. La sera ci godiamo un tramonto stupendo.

Camping Valsoya

Arriviamo in mattinata a Trondheim e riusciamo tranquillamente a parcheggiare vicino al centro. La giornata purtroppo non è delle migliori ma riusciamo comunque a visitare la città.

Trondheim si trova nella contea di Trondelag ed è la più settentrionale delle grandi città norvegesi. Fu fondata nel 997 dal re vichingo Olaf I di Norvegia, con il nome di Kaupangen che diventò presto Nidaros dall’antico nome dell’isolotto che si trova di fronte a Trondheim (oggi Munkholmen, isola dei monaci).

Quest’isola è famosa per le “teste impalate” di Olaf. Quando arrivò nelle terre di Trondheim, infatti, tagliò la teste a tre suoi rivali e le fece impalare sull’isola. Tutti coloro che entravano nel fiordo per nave dovevano, come forma di rispetto verso Olaf, fermarsi a insultare e a maledire ad alta voce le tre teste.

Così l’isolotto fu chiamato Nidarholm (cioè “isola delle maledizioni”) ed in seguito il nome passò prima al fiume, poi alla città che venne così chiamata Nidaros (“foce delle maledizioni”). Solo nel tardo Medioevo il nome della città cambiò in Trondheim a seguito della dominazione danese.

Per quanto riguarda l’isolotto, fu utilizzato come luogo di esecuzione di pene capitali, poi come monastero benedettino, come prigione ed infine sede di un edificio doganale.

La città subì numerosi incendi, il più distruttivo dei quali fu quello del 1681 che la rase al suolo. Venne ricostruita con ampi viali per evitare che successivi incendi si propagassero facilmente.

La nostra prima tappa è la Torvet, l’ampia e semplice piazza principale, dove si trova il monumento di Olav Triggvason, il fondatore della città.

Torvet a Trondheim e il monumento di Olav

Di fianco alla Piazza si trova la Stiftsgarden, la residenza reale situata in posizione centrale sull’arteria principale della città. E’ costituita da 140 camere ed è il più grande edificio in legno del nord Europa utlizzato dai reali dal 1800.

Fu costruita nel 1774 per Cecilie Scholler, la ricca vedova di un mercante di Trondheim, che viaggiò molto all’estero e raramente utilizzò la residenza dove, invece, risiedette suo genero. Dopo la sua morte, fu ereditata da suo figlio (nipote della Scholler) che vi rimase finchè non venne venduto allo Stato nel 1800. Agli inizi del 1900 divenne sede reale diTrondheim.

Stiftsgarden – Residenza Reale

La Cattedrale di Nidaros è il simbolo della città. Costruita nel 1070 sopra la tomba del santo patrono della Norvegia, Sant’Olav, subì molte ristrutturazioni a causa dei diversi incendi che la danneggiarono. Il restauro più importante fu quello del 1869 che le diede l’attuale stile gotico-romanico. Dagli inizi del 1800 è stata utilizzata come sede per le incoronazioni dei re di Norvegia. L’ultima incoronazione avvenne nel 1904, due anni dopo una legge stabilì che queste dovessero avvenire nella capitale Oslo.

Oggi la Cattedrale è meta di numerosi pellegrinaggi ed è la meta turistica principale di Trondheim. L’ingresso è a pagamento e nel complesso della Cattedrale sono compresi anche il palazzo dell’Arcivescovo, la cripta con i gioielli della corona norvegese e due musei.

Cattedrale di Nidaros

L’altra attrazione turistica di Trondheim è il Bakklandet, il quartiere storico che si affaccia sul lato est del fiume Nidelva tra il ponte e la città vecchia Gamle Bybro. E’ un villaggio costituito da piccole case colorate in legno (diventati piccoli negozi, caffè e ristoranti) e stradine strette.

Bakklandet

Sopra alla città vecchia, in posizione dominante, si trova la Fortezza di Kristinasen, costruita dopo l’incendio del 1681 sia per proteggere la città dagli attacchi da est, che per controllarla. Nel 1691 venne cinta da mura che furono ulteriormente circondate da una palafitta continua.

Durante la Grande Guerrra del Nord nel 1718, gli svedesi invasero la città e la fortezza ebbe un ruolo importantissimo. Non riuscendo ad assediarla, gli svedesi furono, infatti, respinti finchè il freddo e la fame ridusse drasticamente il loro numero. La fortezza fu dismessa nel 1816 e nel novembre del 1905 si svolsero i festeggiamenti per l’elezione del principe Carlo di Danimarca a re di Norvegia (re Haakon VII). Durante la seconda guerra mondiale, con l’occupazione tedesca, la fortezza fu anche utilizzata come luogo di esecuzione di un gran numero di patrioti norvegesi.

Fortezza di Kristiansen
Roros e Folldal: gli antichi centri minerari

Lasciamo Trondheim, il punto più a nord del nostro itinerario, e iniziamo a scendere verso sud passando dall’interno della Norvegia. La strada che percorriamo attraversa una riserva naturale con uno splendido paesaggio già autunnale, abitato dalle renne che per due volte abbiamo la fortuna di incontrare.

Dopo una sosta pranzo immersi nel silenzio di questa riserva, giungiamo nel primo pomeriggio a Roros, un antico centro minerario le cui origini risalgono al 1530. Inserito nel 1980 tra i Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO, oltre alle sue minierie di rame, è caratterizzato da circa 80 case di legno, a uno o due piani, con le facciate annerite che le conferiscono un aspetto medioevale. Un incendio nel 1679 , provocato dalle truppe svedesi, distrusse parte della cittadina che fu poi ricostruita, lasciando molte facciate intatte benché annerite dai fumi dei roghi.

Il centro di Roros e la sua Kirke

Le miniere sono state sfruttate per 333 anni, fino al 1977 e vi lavoravano non soltanto i norvegesi, ma anche i danesi e gli svedesi. La vecchia fonderia è stata trasformata nel Museo Olav’s Mine, aperto al pubblico, dove vengono illustrati i processi di fusione e lavorazione del rame.

Le miniere

Ma Roros è famoso anche per essere stato il set di alcune scene invernali di Pippi Calzelunghe. Nei negozietti del centro, infatti, si trovano peluches e gadget di Pippi e degli altri protagonisti della serie svedese.

Flanderborg gate a Roros, una delle strade dove sono state girate alcune scene di Pippi Calzelunghe

Dopo aver trascorso qualche ora in questo paesino che sembra far parte di un’altra epoca, ripartiamo con direzione Folldal, un altro importante centro minerario. Essendo già pomeriggio inoltrato e non avendo modo di visitare le miniere in quanto già chiuse, cerchiamo un posticino per la notte rimandando a domani questa tappa.

Ci fermiamo così a pochi chilometri dopo Folldal, nell’Area picnic sull’ RV29 a Fylkesveg 291 nei pressi di Dalholen, di fronte al fiume. Trascorriamo una piacevolissima serata, accendendo un piccolo falò già preparato da qualcuno prima di noi e mangiando marshmallows attorno al fuoco.

L’area picnic sulla RV29 dopo Folldal

Al mattino seguente, con molta calma, torniamo a Folldal per visitare le antiche miniere, operative dal 1748 al 1993.

Nel 1745 un contadino, infatti, scoprì la presenza del rame nel sottosuolo e tre anni dopo fu concessa una licenza per estrarre il minerale. Il primo periodo minerario durò fino al 1878 anno in cui, a causa dei costi elevati di trasporto e del basso prezzo dei minerali estratti, cessò l’attività di estrazione.

La miniera rimase inattiva fino al 1906 quando, un giovane ingegnere, Worm Lund, sostenuto anche da fondi britannici, fondò la “Folldal Copper & Sulphur” e fece redigere nuove mappe delle miniere. Iniziò così un periodo di espansione e sviluppo del sito, con la costruzione di una centrale elettrica, funivie, officine, lavanderie e bagni per i minatori, diventando una vera e propria comunità.

Ma le rigide condizioni di lavoro, causarono una serie di scioperi dei dipendenti. Il più lungo fu quello che iniziò nel 1929 e terminò nel 1931 quando, a seguito di duri conflitti, Worm Lund dovette andarsene. Dopo 7 anni, la “Folldal Copper & Sulphur” fallì e una nuova società gestita da norvegesi prese il suo posto, la “Folldal Verk”.

Nel 1941 la miniera principale era vuota ma continuava la sua attività con il minerale estratto dalle piccole miniere della zona che veniva poi trasportato in quella principale tramite funivie. Le operazioni minerarie terminarono completamente nel 1993, dopo 245 anni di attività, quando si esaurirono tutte le risorse estraibili.

La visita prevede un percorso all’interno della miniera con un trenino e una guida che spiega la storia della miniera e di come vivevano i minatori in quell’ambiente. Il tragitto prevede una sosta in una grande stanza scavata all’interno della miniera, utilizzata anche durante la seconda guerra mondiale, come rifugio per donne e bambini.

Il Parco delle Rondane, Lillehammer e il Lago Myosa
Strada turistica FV27

Dopo questa interessante visita, proseguiamo sulla Strada turistica FV27 che attraversa il Parco delle Rondane, il primo parco nazionale della Norvegia istituito il 21 dicembre 1962.

Si trova in una zona montana dove, oltre alle betulle, sono presenti tappeti di muschi, eriche e licheni. Le cime più alte sono invece completamente rocciose. All’interno del parco si trovano dieci vette che raggiungono i 2000 metri di altezza.

In questa zona si incontrano molte case con i tetti erbosi, una caratteristica delle case norvegesi. Questo tipo di copertura risale ad un’antica tradizione radicata nei paesi Scandinavi per ripararsi dall’intenso freddo dei mesi invernali. Il manto erboso, infatti, costituisce un ottimo isolante termico. Questa tradizione durò fino al XVIII secolo, quando i tetti iniziarono ad essere rivestiti con le tegole, anche se l’originario non andò completamente perduto. All’inizio del secolo scorso, il governo norvegese fece di tutto per mantenere ed incentivare questa tradizione, mirando anche ad un discorso ecologico. Oggi è diventata pratica molto diffusa in tutta la Norvegia soprattutto per i rifugi, per le case vacanze e per i musei a cielo aperto che ripropongono una fedele ricostruzione dei villaggi norvegesi.

I caratteristici tetti erbosi

Lasciamo questo paradiso sperduto e torniamo alla “civiltà” arrivando a Lillehammer che si trova sulla punta settentrionale del Lago Myosa, il lago più grande di tutta la Norvegia.

Lillehammer è una delle principali stazioni sciistiche norvegese con ottime piste per lo sci da fondo e dozzine di piste da discesa, oltre al trampolino di salto e una pista da bob. Non a caso nel 1994 ha ospitato i Giochi Olimpici invernali.

Verso Lillehammer

Noi parcheggiamo per un’oretta nei pressi del centro storico, in alternativa è presente il grande parcheggio “Kristins Hall” dove, però, non è possibile sostare durante la notte. Passeggiamo lungo la Storgata, la zona pedonale del centro storico animato da colorati e vivaci negozi.

Il viale principale del centro di Lillehammer

Ci spostiamo poi verso l’altra attrazione turistica di Lillihammer, il Museo di Maihaugen, uno dei più grandi centri culturali in Norvegia (nei mesi estivi da giugno ad agosto è aperto dalle 10 alle 17, nei mesi più invernali dalle 11 alle 16).

Ideato e progettato da Anders Sandvig, questo museo etnografico a cielo aperto, comprende oltre 200 edifici provenienti da diverse zone della regione, tra cui la Stavkirke di Garmo, case e negozi tradizionali, un museo postale e 27 edifici della fattoria Bjørnstad. Diviso in tre sezioni, rurale, storica e residenziale, è un museo molto interessante e ben organizzato.

Una parte della sezione rurale del Museo

La Garmo Stavkirke è una delle chiese più visitate in Norvegia. Originariamente si trovava nel villaggio di Garmo in Lom e fu costruita nel 1150 sopra una precedente chiesa risalente al 1021 ad opera del capo dei vichinghi. Quando nel 1879 venne costruita una nuova chiesa, la Garmo Stavkirke venne demolita e i suoi materiali venduti all’asta. Nel 1920 venne eretta nuovamente all’interno del Museo ma non si sa quanto materiale originario sia stato utilizzato per la ricostruzione.

La Garmo Stavkirke
L’interno della Garmo Stavkirke

Dopo mezza giornata trascorsa al museo, lasciamo Lillehammer e ci fermiamo ad Hamar, un’altra cittadina situata sul Lago Myosa, dove all’interno dell’Hedmark museum, si trovano i resti di un’antica cattedrale medievale (la Domkirkeodden ). Ciò che rende particolare questa cattedrale, è anche l’enorme struttura di vetro costruita su di essa per preservarla dalle intemperie.

In pietra calcarea, la Cattedrale è stata costruita nel 1152 circa ed è in stile romanico-gotico. E’ stata la sede vescovile norvegese fino al 1536, anno in cui è stata trasferita ad Oslo. Così la Cattedrale ha iniziato a perdere la sua importanza, deteriorandosi man mano ed è stata quasi completamente distrutta nel 1567 dall’esercito svedese durante la guerra dei sette anni. Nel 1998 è stata realizzata la struttura in acciaio e vetro per proteggere e conservare ciò che è riuscito a salvarsi (solo qualche arco). Purtroppo non riusciamo ad entrare nella Cattedrale per un matrimonio civile in corso.

Domkirkeodden

Continuamo a scendere verso sud, direzione Oslo e per la notte ci fermiamo in un Parcheggio libero situato sulla punta meridionale del Lago Myosa.

Parcheggio fronte lago
Lago Myosa
Oslo: la capitale silenziosa

Arriviamo a Oslo in mattinata e, considerando che non impiegheremo più di mezza giornata per visitarla, decidiamo di sostare in uno dei parcheggi nei pressi del Parco Vigeland. E’ un parcheggio misto auto, molto affollato di domenica. Per chi desidera soffermarsi di più, è presente un’area camper con servizi a circa 5 chilometri dal centro, a Drammensveien 164.

Oslo, situata sull’omonimo fiordo, è la capitale della Norvegia da quando il re Haakon V salì al trono nel 1300 e costruì la fortezza di Akershus. Un secolo dopo, però, la Norvegia divenne provincia della Danimarca e, di conseguenza, Oslo perse la sua importanza divenendo un semplice centro amministrativo.

Nel 1624 Oslo venne distrutta da un incendio e fu ricostruita, vicino alla fortezza, dal re Cristiano IV che così le diede il nome di Christiana. Seguì un periodo di forte sviluppo commerciale e culturale, tornando ad essere la capitale della Norvegia quando questa, agli inizi del 1800, si rese indipendente dalla Danimarca. Nel 1925 fu ripristinato il nome originale di Oslo e nel 1952 ospitò i Giochi Olimpici invernali.

E’ una bella e calda giornata di sole e Oslo, come d’altronde tutte le cittadine della Novegia, è ben organizzata con le piste ciclabili, così optiamo per visitarla in bicicletta, seguendo questo itinerario lungo le principali attrazioni turistiche.

Nonostante sia domenica, rimaniamo meravigliati dal poco traffico e dal silenzio che ci circonda nonostante siamo in una capitale. La maggior parte dei norvegesi, infatti, si muove a piedi o con monopattini elettrici e molte auto sono elettriche. Un altro aspetto che amiamo molto di questo paese, è proprio l’attenzione verso le risorse rinnovabili e il rispetto per l’ambiente.

  • Parco Vigeland (Vigelansparken)
Vigelandsparken – sullo sfondo il Monolite

E’ lo splendido parco di Oslo che prende il nome dallo scultore norvegese Gustav Vigeland che, nel 1921, ha donato tutte le sue opere al comune in cambio di uno studio-abitazione all’interno del parco (Vigelandmuseet) e dei mezzi per proseguire la sua attività. Quando morì nel 1943 le sue ceneri vennero poste all’interno del museo, come lui stesso aveva richiesto.

Il Parco è un vero e proprio museo a cielo aperto dove si possono ammirare le 212 sculture di Vigeland che rappresentano le varie forme ed espressioni dell’umanità: famiglia, amore, vecchiaia, fatica, odio, ecc…

L’opera principale, il Monolite, si trova al centro del Parco sopra ad una collinetta ed è formato da 121 statue raffiguranti figure umane intrecciate tra loro che rappresentano le generazioni che si susseguono e che sorreggono quelle precedenti. E’ alto 17 metri, appoggiato su un piedistallo a gradini ed è circondato da un gruppo di statue che ripercorrono i diversi momenti del ciclo vitale dell’uomo.

Di fronte al Monolite, scendendo dalla collina, si trova il Ponte che divide in due il parco e che contiene 58 statue di bronzo raffiguranti sempre i concetti astratti della vita dell’uomo.

La scultura che chiude il ciclo vitale, è la ruota della vita (Livshjulet) e si trova nella parte finale del viale centrale. Quest’opera riassume tutte le altre sculture e rappresenta l’eternità.

All’interno del parco si trovano anche due musei: il Vigelandmuseet, dove si trova lo studio di Gustav Vigeland e i suoi strumenti di lavoro, e l’Oslo Museum dove di possono ammirare diverse collezioni di dipinti.

  • Palazzo Reale (Slottet)

Costruito nella prima metà dell’Ottocento come residenza del re Carlo III di Norvegia, oggi viene usato come residenza ufficiale per la monarchia norvegese. Il Palazzo reale, con 173 stanze, si presenta esternamente con forme semplici e lineari, ma gli interni sono in stile barocco e rococò con sfarzosi e ricchi particolari.

Una delle principali attrattive della residenza è il cambio della guardia tutti i giorni alle 13:30. L’ingresso al Palazzo è a pagamento e sono possibili visite guidate in inglese.

  • Cattedrale (Oslo Domkirke)

La Cattedrale di Oslo è stata costruita alla fine del 1600 ed ha subìto diversi interventi di ristrutturazione nell’Ottocento, nel Novecento e infine nel 2006. Le particolarità di questa Chiesa Luterana, sono le elaborate vetrate e i soffitti dipinti che raffigurano l’Ultima Cena e la Crocifissione. L’ingresso è libero.

  • Fortezza di Akershus (Festning)

La fortezza è un castello medioevale costruito dal re Haakon V verso la fine del 1200, in posizione strategica sul lato orientale del porto, per proteggere Oslo. Ha resistito a diversi attacchi e, durante la seconda guerra mondiale, diversi norvegesi che facevano parte della resistenza, vi vennero uccisi. Nella fortezza sono stati sepolti anche diversi re norvegesi, tra cui lo stesso Haakon V, Olaf V e la principessa Marta di Svezia. All’interno della fortezza vi sono due musei: il Museo della difesa, dedicato alla storia militare norvegese e il Museo della resistenza, dedicato alla storia della resistenza norvegese durante l’occupazione nazista. L’ingresso è libero.

  • Municipio (Oslo radhus)

E’ la sede del comune di Oslo dove lavorano 450 persone, tra politici e dipendenti. E’ stato eretto nel 1933 dal re Haakon VI. Dal 1990, il 10 dicembre di ogni anno, qui viene svolta la cerimonia della consegna per il Premio Nobel per la Pace.

Ha una struttura sobria che però lo contraddistingue dagli altri edfiici di Oslo, per la colorazione marrone e le due torre rettangoli che si possono vedere da diversi punti della città. Internamente, invece, sembra una vera e propria galleria d’arte, con le pareti della hall principale decorate da murales che rappresentano la storia e la cultura della Norvegia.

Fredrikstad: la nostra ultima tappa in Norvegia

In serata arriviamo in quella che sarà la nostra ultima tappa in Norvegia (per questo viaggio): Fredrikstad, la città fortificata meglio conservata di tutto il nord Europa.

Parcheggiamo nei pressi della città vecchia (Gamble) a Torsnesveien (gratuito dalle 18 in poi) e trascorriamo la serata al vicino minigolf, carino e ben strutturato, dove ci divertiamo moltissimo. Dopo cena, passeggiamo tra le vie, ormai deserte, della Gamble che ci affascina molto.

La via principale di Fredrikstad Gamble

Fredrikstad venne costruita nel 1567 da Federico II, dopo che un incendio distrusse la vicina città di Sarpsborg, che fu in seguito ricostruita. La moderna cittadina si sviluppa lungo la parte occidentale del fiume Glomma, mentre la città vecchia, sulla sponda orientale, è circondata da un fossato a forma di stella che la rende unica. Nell’antico centro storico sembra di viaggiare indietro nel tempo tra le case in legno, i negozietti di artigianato, la piccola chiesa e un molino a vento.

Una delle antiche porte di accesso alla Gamble
Il fossato lungo le mura di Fredrerikstad

Il giorno seguente lasciamo Fredrikstad e, con essa, la Norvegia dopo quasi venti giorni di permanenza che abbiamo trascorso assaporando ogni aspetto di questo meraviglioso paese. Anche se ci sono state più giornate piovose e nuvolose che giornate di sole, l’abbiamo amata e apprezzata tantissimo, perchè i suoi paesaggi e la sua natura sono comunque stupendi anche con la pioggia.

Per chi pensa che i norvegesi siano persone fredde e depresse, vi garantisco che non lo sono affatto: sempre con il sorriso e sempre disponibili ad aiutarti non appena ti vedono in difficoltà. Il loro ritmo di vita è più rilassato, meno stressato e soprattutto meno caotico del nostro, sicuramente perchè la loro densità è molto inferiore rispetto a quella di altri paesi, ma penso soprattutto per il loro stile di vita e per il gran senso di civiltà e di rispetto che hanno verso le altre persone.

Da Fredrikstad, scendiamo lungo la costa svedese facendo tappa a Malmoo (qui puoi leggere l’articolo) e proseguendo verso la Danimarca, dove ci fermiamo a Odense (la città di Andersen), per poi rientrare in Italia due giorni dopo.

Alcuni momenti del nostro viaggio ripresi con il Drone

I NUMERI DEL NOSTRO VIAGGIO

  • 24 giorni e 23 notti
  • 7.067 km
  • 841 litri di diesel
  • 6 notti trascorse in aree camper/campeggi a pagamento
  • 17 notti in libera o aree camper gratuite

AREA DOWNLOAD

ATTENZIONE: PREZZI E SERVIZI POTREBBERO NON ESSERE AGGIORNATI. CONSULTARE SEMPRE IL SITO DIRETTO DELLE STRUTTURE NOMINATE.

PROGRAMMA DI VIAGGIO IN FORMATO PDF

ELENCO AREE CAMPER NORVEGIA CON RECENSIONI

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Mi chiamo Monica e amo viaggiare in camper con la mia famiglia. Mi piace scrivere e condividere le mie esperienze di viaggio con altri camperisti e non. Così ho creato il Blog "Pronticampervia", dove sono raccolti tutti i nostri viaggi in Italia e in Europa con itinerari, consigli, curiosità ed elenco aree camper in cui siamo stati. Buona lettura! 😊🚌💚
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