Parigi e Disneyland in camper

  • 26 Dicembre 2021 – 02 Gennaio 2022

Prima di partire

parigi e disneyland in camper

  • premunirsi del BOLLINO AMBIENTALE, obbligatorio per entrare a Parigi e in alcune città della Francia nelle zone ZCR (zone a circolazione limitata). Si può acquistare prima di partire direttamente in questo sito https://www.certificat-air.gouv.fr/it/ (circa una settimana per la spedizione);
  • le autostrade funzionano come in Italia, non ci sono vignette da acquistare, ma si paga direttamente al casello (tariffe più elevate delle nostre);
  • in questo periodo invernale è bene essere attrezzati per fronteggiare neve e ghiaccio;
  • nel periodo delle festività natalizie, consiglio di prenotare con largo anticipo il campeggio a Parigi, l’ingresso ai musei, la salita alla Torre Eiffel e ovviamente l’ingresso al Parco Disneyland;
  • se visitate Parigi in più giorni è consigliabile acquistare il “Pass Paris Visité”, l’abbonamento per utilizzare tutti i mezzi pubblici divisi per giorni e zone;
  • attenzione ai borseggiatori, soprattutto nella zona degli Champs-Elysées e nelle metro, meglio premunirsi di borselli a tracolla antiscippio.

I primi di dicembre abbiamo deciso: il regalo di Natale per le nostre ragazze sarebbe stato Disneyland! E così, cambio di programma (l’idea iniziale erano Torino e Lago di Garda): avremmo visitato per tre giorni Parigi, trascorso una giornata intera al famosissimo Parco dei divertimenti e festeggiato Capodanno in un borgo medioevale francese.

Dopo aver raccolto varie informazioni su internet ci affrettiamo a prenotare, come prima cosa, il campeggio. La nostra scelta cade su “Camping de Paris”, il più vicino al centro di Parigi, comodamente raggiungibile con i mezzi pubblici. I prezzi sono abbastanza elevati, ma d’altronde siamo in alta stagione e non ci sono molte altre alternative più economiche.

Avendo solo due giorni a disposizione per visitare Parigi, preparo un itinerario dettagliato che include le attrazioni di nostro maggiore interesse e prenoto immediatamente la visita al Museo del Louvre, la salita sulla Tour Eiffel e ovviamente l’ingresso a Disneyland. In questo periodo di Covid è comunque obbligatoria la prenotazione anticipata per contingentare gli ingressi.

Dopo una bella giornata di Natale in famiglia che, come da nostra tradizione, prevede abbuffata di tortellini in brodo, la mattina di Santo Stefano accendiamo il nostro Spirit e Pronti…Camper…Via verso Parigi!

Sosta a Chambéry

Partire il 26 dicembre è stata un’ottima scelta per l’assenza di camion e di traffico in generale. Attraversiamo il Traforo del Frejus pagando sia l’andata che il ritorno (che deve avvenire entro sette giorni) e nel pomeriggio arriviamo a Chambéry, dove sostiamo durante la notte nell’area sosta gratuita a Rue Costa de Beauregard.


Poco prima di cena facciamo una passeggiata nel centro storico, poco distante dal parcheggio, che sinceramente non ci ha particolarmente colpito. Forse anche a causa del buio, della poca illuminazione dei vicoli, che rendono questa cittadina medioevale molto tetra e cupa.

Chambéry, dominata nel XIII secolo dalla famiglia dei Savoia, è stata capitale dell’omonimo ducato prima dell’annessione alla Francia nel 1860. Passeggiando tra le vie del centro, merita sicuramente attraversare Rue Boigne, dove si può ammirare la Fontana degli Elefanti. Si tratta del monumento più famoso di Chambéry, eretto nel 1838 per rendere omaggio al Generale de Boigne e alle sue vittorie in India. Alto più di 17 metri, è formato dalla sovrapposizione di una fontana, costituita da quattro elefanti, una colonna e una statua.

La Cattedrale Saint-François-de-Sales è il principale luogo di culto cattolico di Chambéry. Costruita nel XV secolo dai francescani, fu consacrata nel 1488, divenne cattedrale nel 1779 e dal 1906 fu considerato monumento storico. In stile gotico, l’interno è caratterizzato dai numerosi dipinti che ricoprono le pareti e le volte della cattedrale, dall’organo imponente e dalla copia della Sacra Sindone esposta dal 2010.

La Cattedrale di Chambery
La Cattedrale di Chambery

L’altro monumento che contraddistingue Chambéry, è certamente il Castello dei Duchi di Savoia. Costruito nell’XI secolo, è stato più volte restaurato. Fino al 1860 è stata la residenza dei Duchi di Savoia, in seguito, fino al 1890, ha ospitato la prefettura e il consiglio provinciale.

Una parte del castello oggi è sede di un museo permanente riguardante la storia del castello e della famiglia dei Savoia, mentre il resto è accessibile solo con visita guidata. L’ingresso al museo è libero ma, sinceramente, non è particolarmente interessante.

Castello dei Duchi di Savoia
Castello dei Duchi di Savoia

Parigi in camper

Dopo una notte tranquilla, ripartiamo ed eccoci finalmente a Parigi, la famosa “Ville Lumiere” (“città delle luci”)! E’ chiamata così per due motivi. In senso letterale è stata una delle prime città europee a far funzionare l’illuminazione stradale con il gas e, in senso metaforico, la parola “luci” si riferisce al periodo dell’Illuminismo, che ha portato la luce della conoscenza, grazie ai suoi filosofi, scienziati, intellettuali e artisti.

Dove abbiamo sostato a Parigi

Arriviamo a metà pomeriggio al “Camping de Paris“, situato nei pressi del parco Bois de Boulogne, nella parte ovest della città.

All’ingresso, un ragazzo della reception ci indica di fermarci con il camper poco più avanti in attesa del check-in. Purtroppo non ci accorgiamo di un piccolo e inutile spartitraffico in mezzo alla corsia e ci saliamo sopra con il camper. Oltre al sobbalzo che causa la caduta e conseguente rottura in mille pezzi di tre bottigliette di grappe, sentiamo una botta incredibile. Pensiamo al peggio ma in realtà, per fortuna, si è spaccato soltanto il gradino esterno.

Mi metto in fila per il check-in mentre Tommaso e le ragazze raccolgono il vetro e puliscono il pavimento tutto appiccicato. Non vi dico il profumo di grappa agli agrumi che ha invaso il camper per diversi giorni! Risolto questo piccolo inconveniente, raggiungiamo la nostra piazzola, abbastanza ampia e molto comoda per la vicinanza ai servizi igienici.

Camping de Paris
Camping de Paris

Il campeggio, è dotato di tutti i servizi: docce calde libere, camper service, corrente elettrica, sanitari, lavatrici, minimarket, piccolo ristorante/pizzeria e noleggio biciclette.

E’ presente inoltre la navetta a pagamento che si ferma proprio di fronte all’ingresso del campeggio e che arriva in 10 minuti alla metro di Port Maillot. I biglietti costano € 2,00/cad. a corsa e gli orari sono esposti alla reception. Durante questo periodo natalizio, passa ogni mezz’ora dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 21:30. Per noi è stato un po’ deludente come servizio in quanto avremmo preferito arrivare in centro al mattino presto, così come il pomeriggio abbiamo dovuto attendere le 17 per rientrare.

Un’altro aspetto negativo è l’illuminazione del campeggio: completamente al buio di sera. E’ bene portarsi una torcia per non rischiare di inciampare o perdersi. Per quanto riguarda le tariffe, sono abbastanza elevate, ma si sà che nelle capitali i prezzi sono sempre sopra alla norma.

Avendo solo due giorni per visitare Parigi, cerchiamo di ottimizzare i tempi organizzando gli itinerari in questo modo.

Primo giorno: Arco di Trionfo e Champs-Elysées

Essendo ancora presto per cenare e avendo bisogno di sgranchirci un po’ le gambe dopo il lungo viaggio di oggi, decidiamo di prendere la navetta per Port Maillot da dove, a piedi, in meno di venti minuti raggiungiamo l’Arco di Trionfo che si erge maestoso in mezzo a Place Charles de Gaulle e separa Avenue de La Grande Armée dagli Champs-Elysées.

Voluto da Napoleone Bonaparte nel 1806 per onorare la sua Grande Armée dopo la vittoria ad Austerlitz, l’Arco di Trionfo, con i suoi 50 metri di altezza e 45 di larghezza, è il più grande che sia mai stato costruito.

I lavori per la sua realizzazione terminarono 30 anni dopo, nel 1836. I bassorilievi presenti nelle due colonne, raffigurono la partenza degli eserciti francesi e il loro ritorno. Sotto l’arco sono passate le ceneri di Napoleone durante il tragitto verso Les Invalides (dove sono riposte) e vi marciò il generale Charles de Gaulle con gli Alleati vittoriosi che liberarono i francesi durante la seconda guerra mondiale.

Arco di Trionfo Parigi
L’ Arco di Trionfo visto da Avenue de la Grande Armée

Dopo aver scattato qualche foto da Avenue de la Grande Armée, raggiungiamo il passaggio pedonale sotterraneo che ci conduce sotto Place Charles de Gaulle. Da qui è possibile, tramite una scalinata, raggiungere la sommità dell’ Arco e godere della vista spettacolare degli Champs-Elysées illuminati durante le festività natalizie. Purtroppo, vista la lunga processione di persone in fila ed essendo in un ambiente chiuso, preferiamo evitare assembramenti e proseguiamo oltre.

Quando usciamo dal passaggio sotterraneo, ci troviamo sugli Champs-Elysées spettacolarmente illuminati e incredibilmente affollati. Sinceramente credavamo fossero chiusi al traffico, invece tra il caos delle macchine che suonano il clacson continuamente e il bagno di folla che freneticamente si muove in ogni direzione, rimaniamo un attimo disorientati.

Gli Champs-Elysées inizialmente non erano altro che una distesa di campi. Nel 1616 Maria de’ Medici vi fece costruire un lungo viale alberato che nel secolo successivo, con la regina Maria Antonietta, divenne una via della moda. Verso il 1830 si iniziò la sua vera trasformazione con l’installazione dei lampioni a gas, ampi marciapiedi, fontane, parchi curati e ristoranti. Durante la prima guerra mondiale le truppe russe devastarono i viali piantando le loro tende e ci vollero due anni per riparare i danni.

Lunghi quasi 2 chilometri, arrivano fino a Place de la Concorde, di fronte ai Jardin de Tuileries. Oggi sono occupati da cinema, mutinazionali, negozi di lusso, café e ristoranti. Ne percorriamo solo una parte, soffermandoci ogni tanto ad ammirare le vetrine dei negozi, poi torniamo indietro a Port Maillot dove prendiamo la navetta per il campeggio. Siamo un po’ frastonati e le ragazze demoralizzate, sia per la stanchezza del viaggio, sia perchè spaventate da tutto quel caos. Le tranquilliziamo dicendo che hanno visto il punto più affollato di Parigi e sicuramente il resto che visiteremo non sarà così.

Champs-Elysées
Champs-Elysées

Secondo giorno: da Notre Dame alla Tour Eiffel

La mattina seguente alle 9 saliamo sulla navetta verso Port Maillot dove, nella metro, acquistiamo l’abbonamento valido per due giorni su tutti i mezzi pubblici in centro a Parigi. Spendiamo (in quattro adulti) circa € 80,00 e sicuramente è conveniente considerando tutte le metro che prenderemo.

Mappa di Parigi alla mano, illustriamo alle ragazze le tappe previste per la giornata e gli spieghiamo come capire quale metro prendere. Gli proponiamo di guidarci loro durante gli spostamenti in modo da imparare a muoversi con i mezzi pubblici in una grande città.

Riteniamo che questo sia un aspetto fondamentale per la loro età e soprattutto perchè vivendo lontano dalla città, non sono abituate ad utilizzarli. Accettano volentieri, quasi come un gioco, la nostra proposta e devo dire che se la sono cavata egregiamente!

Ecco le nostre tappe di oggi:

Ile del Cité è una delle due isole sulla Senna ed è considerato il cuore storico di Parigi. Il primo insediamento, infatti, è sorto proprio qui ad opera del popolo dei Parisii. Nel 53 a.C. arrivarono i romani che le diedero il nome di Lutezia. In quest’isola sono presenti alcuni tra i monumenti più belli e famosi della città.

Notre Dame

La Cattedrale di Notre Dame, è il simbolo di Parigi. E’ stata costruita a partire dal 1163, sulle rovine di un tempio gallo-romano, una chiesa del IV secolo e una basilica del VI secolo. In stile gotico, la cattedrale è stata restaurata più volte ed è Patrimonio dell’Umanità dell’ UNESCO dal 1991. Purtroppo l’incendio del 15 aprile del 2019 ha provocato il crollo del tetto e, ad oggi, non è ancora possibile accedervi per i lavori di restauro in corso.

Notre Dame de Paris
Notre Dame de Paris
Sainte Chapelle e la Concergerie

La Sainte Chapelle, è considerata uno splendido esempio di stile gotico e un capolavoro artistico per le splendide vetrate a mosaico. E’ stata costruita in soli sei anni, dal 1242 al 1248, per volere di Luigi IX, con lo scopo di accogliere le reliquie della Passione di Cristo, composte dalla Corona di Spine e da un pezzo della Santa Croce. Acquistando le relique, che costarono il triplo della costruzione della chiesa, il prestigio di Parigi crebbe a livello mondiale. La visita è a pagamento dalle 9 alle 17 o dalle 9 alle 19, a seconda del periodo.

La Concergerie, faceva parte del Palazzo Reale fino al 1378, prima di diventare il centro del sistema giudiziario. Quando, infatti, Carlo V spostò la sede della residenza reale al Louvre, nominò un concierge (ossia un portiere) come suo rappresentante e tutto il complesso divenne una prigione. Durante la Rivoluzione francese, qui vennero condannate e giustiziate 2700 persone. La visita è a pagamento tutti i giorni dalle 9:30 alle 18:00.

Il quartiere latino e il Pantheon

Il quartiere Latino è il centro universitario di Parigi. Il suo nome deriva dal fatto che, durante il Medioevo, l’istruzione universitaria avveniva solo in lungua latina. Assolutamente da non perdere in questa zona, sono:

  • la Chiesa di St. Séverin, è una delle chiese gotiche più antiche di Parigi e sorge nel luogo di un oratorio del VI secolo, dove era solito pregare l’eremita san Severino. L’interno della chiesa è a cinque navate con cappelle laterali e l’abside è decorato da splendide vetrate colorate in mosaico. L’ingresso è libero.
Interno Chiesa St.Séverin
Interno Chiesa St.Séverin
  • La Chiesa di St. Etienne-du-Mont, si trova nei pressi del Pantheon. Non è tra le più famose di Parigi, ma ci ha molto colpito per l’interno così monumentale, soprattutto per la presenza del particolare pontile (jubé) che separa la navata dal coro. In una delle cappelle sono custodite le reliquie di Sainte-Geneviéve. Secondo una leggenda, la santa compì il miracolo di aver ridato la vista alla madre lavandole gli occhi con l’acqua benedetta. L’ingresso è libero.
Esterno chiesa St.Etienne-du-Mont
Esterno chiesa St.Etienne-du-Mont
Interno chiesa St.Etienne-du-Mont
Interno chiesa St.Etienne-du-Mont
  • Il Pantheon, è il tempio degli uomini illustri. La costruzione iniziò nel 1764 per volere di Luigi XV, ma fu completata solo nel 1790 quando però tutti gli ordini monastici furono aboliti. Così venne dichiarato Tempio alla Nazione e vi furono sepolti scrittori e filosofi come Voltaire e Jean-Jacques Rousseau. Nel 1885 fu trasformato in mausoleo per gli eroi francesi. All’interno è possibile ammirare il grande pendolo sferico di Foucalut che fu appeso dallo stesso nel 1851 per dimostrare l’esistenza della rotazione terrestre. La visita è a pagamento tutti i giorni dalle 10 alle 18.
Il Pantheon di Parigi
Il Pantheon di Parigi
Il quartiere Saint-Germain

Ci spostiamo a piedi nel vicino quartiere di Saint-Germain dove si trovano boutique, locali jazz, librerie, bistrot e l’omonima abbazia medievale che è la chiesa più antica di Parigi. Ma qui si trova anche il famoso Musée d’Orsay, per gli appassionati dell’impressionismo, situato di fronte al Museo del Louvre e i famosi Cimiteri di Pére-Lachaise. Purtroppo, per mancanza di tempo, non siamo riusciti a visitare molte attrazioni e ci siamo soffermati solo presso:

  • la Chiesa St. Sulpice, ha una struttura grandiosa. La sua costruzione è avvenuta in 135 anni, questo il motivo per cui le due torri sono diverse. La prima pietra fu posta nel 1646 ma vent’anni dopo i lavori si fermarono per mancanza di fondi e ripresero solo nel 1700 fino al completamento della torre nord nel 1778. L’ingresso è libero.
Esterno Chiesa di St. Sulpice
Esterno Chiesa di St. Sulpice
  • Il Palais du Luxembourg, questo palazzo in stile barocco e i suoi meravigliosi giardini, furono creati all’inizio del XVII secolo per volere di Maria de’ Medici, dopo che il marito, Enrico IV fu assassinato. Sentendo la mancanza di Palazzo Pitti, la sua dimora d’infanzia di Firenze, commissionò la costruzione di un palazzo in stile italiano sulla proprietà che aveva acquistato dal Duca di Lussermburgo (di qui il nome del Palazzo). I giardini sono coltivati con diverse specie di fiori che si alternano nel corso delle stagioni creando magnifiche tavolozze di colore. Essendo attualmente sede del Senato, il palazzo non è visionabile al suo interno ma i giardini sono accessibili gratuitamente, mentre il Museo del Lussemburgo a pagamento.
Palais du Luxembourg
Palais du Luxembourg
Palais du Luxembourg
Palais du Luxembourg
Tour Eiffel 

Dopo una bella passeggiata nei giardini del Palais du Luxemburg, prendiamo la metro e raggiungiamo la Tour Eiffel dove abbiamo prenotato l’ascensore per le 14:30. Appena usciti dalla metro, ce la troviamo davanti e rimaniamo un po’ delusi: come siamo rimasti esterefatti dalle dimensioni enormi dell’Arco di Trionfo, così rimaniamo stupiti da quelle ridotte della torre.

Quando venti giorni fa abbiamo prenotato sul sito, erano terminati i posti per raggiungere la vetta e così abbiamo pensato che ci saremmo accontentati del secondo piano. Oggi la giornata è abbastanza ventosa e quando raggiungiamo la torre e ci mettiamo in fila per accedere all’ascensore, leggiamo che la vetta è chiusa causa forte vento. Almeno ci siamo rispiarmati dei soldi che non ci avrebbero rimborsato!

Tour Eiffel
Tour Eiffel

Con i suoi 320 metri di altezza, la Tour Eiffel si trova nel Parc du Champ de Mars . In origine era il campo da parata per la Scuola Militare dove, nel 1784, vi trascorse un anno anche Napoleone Bonaparte. Fu poi trasformato in un ippodromo per le corse dei cavalli e rimase tale fino al 1855.

Nel 1887 Gustave Eiffel progettò la Torre Eiffel come simbolo per l’Esposizione Universale del 1889 che avrebbe celebrato i cento anni della Rivoluzione Francese. Le 15.000 parti in metallo erano prefabbricate e numerate per facilitare l’assemblaggio. Furono impiegati 2,5 milioni di chiodi e vi lavorarono 300 operai sette giorni alla settimana per 26 mesi consecutivi. La Torre fu terminata una settimana prima dell’Esposizione ed era la struttura più grande e innovativa del suo tempo.

Tour Eiffel
Tour Eiffel

Ampiamente criticata come “una disgustosa colonna di bulloni e lastre in metallo”, doveva essere demolita dopo 20 anni dall’Esposizione, ma la struttura si salvò grazie alle trasmissioni via radio. La sua altezza, infatti, la rendeva una postazione ideale per collocare un’antenna.

La Torre è costituita da tre livelli. Al primo si trovano diverse attrazioni come proiezioni di film, mostre culturali e il famoso ristorante “58 Tour Eiffel”. Il pavimento è in vetro e offre una vista di ciò che accade nella zona sottostante. Il secondo livello, che consiglio di raggiungere in ascensore, offre un panorama spettacolare di Parigi, soprattutto se la giornata è soleggiata. Inoltre sono presenti diversi negozi di souvenir e un altro ristorante. Il terzo livello, la cosidetta cima, è raggiungibile solo in ascensore e solo se le condizioni meteo lo permettono.

Dopo quasi un’oretta di attesa, finalmente raggiungiamo il secondo livello e siamo fortunatissimi! Per tutto il tempo che rimaniamo sulla Torre, il sole esce dalle nuvole e ci regala un panorama mozzafiato. Veramente bellissimo.

L’ingresso è a pagamento con prenotazione anticipata.

Panorama Parigi dal secondo piano della Tour Eiffel
Panorama Parigi dal secondo piano della Tour Eiffel
I giardini del Trocadero
I giardini del Trocadero
Les Invalides

Ultima tappa per oggi, un passaggio veloce a Les Invalides, riconoscibile per la cupola dorata che domina tutta la zona circostante e ben visibile anche dalla Torre Eiffel. Proprio in questa cupola, divenuta mauseolo imperiale nel 1840, sono custodite le ceneri di Napoleone Bonaparte.

Nel 1670 Luigi XIV commissionò la costruzione di un ospizio militare per i soldati poveri e invalidi. Anche altri sovrani iniziarono a progettare i loro ospedali militari seguendo questo modello.

Les Invalides comprende diversi musei, tra cui il Musée de l’Armée, uno dei musei militari più completi al mondo visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 18, a pagamento.

Les Invalides
Les Invalides

Terzo giorno: Montmartre e il Louvre

Pronti per trascorrere l’ultimo giorno a Parigi, ecco le nostre tappe:

Sacré-Coeur, Place du Tertre, Moulin Rouge

Con la metro arriviamo in uno dei più caratteristici e affascinanti quartieri di Parigi: Montmartre. Situato sulla Butte (collina), sembra un piccolo borgo francese, con le romantiche stradine dove si affacciano i negozi di souvenir e le deliziose casette.

Alla fine dell’Ottocento era considerato un quartiere depravato, data la numerosa presenza di cabaret, bordelli e locali sotterranei. Attraeva soprattutto artisti, scrittori e pittori che venivano qui per il suo fascino, le sue luci e gli affitti più bassi rispetto al centro. Oggi Montmartre è un mix di romanticismo, poesa, arte e commercio.

Salita verso la Basilica del Sacro Cuore

In cima alla collina si erge la bianca Basilica del Sacro Cuore. Il colore delle pareti è dovuto al travertino, proveniente dalle regioni della Senna, che si ricopre di limo quando piove e rimane bianco nonostante l’inquinamento cittadino.

L’inizio della costruzione avvenne nel 1876 a seguito di un voto fatto dai cattolici francesi che promisero di erigere una basilica dedicata al Sacro Cuore di Gesù dopo la sconfitta della guerra franco-prussiana. Per realizzarla dovettero utilizzare una tecnica molto complessa per rendere il terreno stabile: furono scavati quasi cento pozzi profondi 45 metri e riempiti in muratura, collegati poi da archi sotterranei.

Internamente non ci ha particolarmente entusiasmato rispetto alle altre basiliche che abbiamo visto ieri, se non la cupola affrescata. L’ingresso è libero.

Basilica del Sacro Cuore
Basilica del Sacro Cuore
Interno della Basilica del Sacro Cuore
Interno della Basilica del Sacro Cuore

A fianco della Basilica del Sacro Cuore si trova St. Pierre de Montmartre che è poco conosciuta, ma in realtà è una delle più antiche chiese di Parigi. Risalente al 1134, ha un aspetto medioevale, tranne la facciata settecentesca che è barocca, gli interni sono invece in stile gotico. I residenti di Montmartre continuarono a recarsi qui per pregare, ignorando il Sacro cuore per molti anni. L’ ingresso è libero.

Pochi passi e si arriva a Place du Tertre, la cosidetta “piazza degli artisti” perchè animata da pittori, fumettisti e in particolare ritrattisti. Sulla piccola ma pittoresca piazzetta si affacciano diversi negozi di souvenir, ristoranti e café tra cui anche la famosa e antica caffetteria del 1793, “À la Mère Catherine”. Secondo una leggenda metropolitana, proprio qui nacque la parola “bistrot” quando, nel 1814, alcuni soldati russi che soggiornavano a Parigi, si fermarono in questo locale e, dopo aver ordinato da bere, gridavano in continuazione “bystro!”, cioè, “presto!”.

Place du Tertre
Place du Tertre

Poco distante dalla Place du Tertre, si trovano i vigneti di Montmartre. La Butte, infatti, un tempo era coperta di vigneti ma, intorno agli anni Venti, l’uva non veniva più vendemmiata e così l’area divenne destinata allo sviluppo edilizio. Un gruppo di amici, però, volle salvare un piccolo lotto di fronte al Lapin Agile. Oggi questi vigneti producono circa 284 litri di vino all’anno che vengono venduti all’asta e il ricavato donato in beneficienza.

Ultima tappa per noi a Montmartre, è il famoso Moulin Rouge che raggiungiamo dopo una camminata di 10 minuti. Negli anni Sessanta si diffusero i caffè teatro che univano la commedia alla satira e vi nacquero talenti come Gérard Depardieu. Nel 1893 durante una gara tra le modelle di artisti organizzato dagli studenti della Scuola delle Belle Arti, una di queste saltò su un tavolo e si tolse i vestiti. Venne portato il caso in tribunale e la modella fu arrestata, scatenando le proteste degli studenti che reclamavano il diritto al nudo artistico. Ovviamente ne scaturì una gran pubblicità che portò una serie di spettacoli osé anche negli altri cabaret. Nacque e si diffuse, così, lo spogliarello.

Moulin Rouge
Moulin Rouge
Il Museo del Louvre

Lasciamo Montmartre e con la metro arriviamo al Museo del Louvre, dove abbiamo la visita prenotata per le 13:30. Pochissima fila ed entriamo quasi subito in questo immenso complesso.

Il Louvre sorse nel 1190 per volere di Filippo Augusto che volle costruire una fortezza per proteggere Parigi dagli invasori stranieri. Nel XIV secolo fu trasformata in residenza reale e rimase tale per quasi 600 anni. Ogni sovrano che vi ha risieduto, ha modificato e ampliato il palazzo con conseguente estensione dei giardini e delle strade. Nel 1600 circa l’impertore aprì il palazzo agli artisti offrendo loro uno studio, un’abitazione e un riconoscimento ufficiale. Quando nel 1682, Luigi XIV trasferì la sua corte a Versailles, il Louvre era così invaso da scultori, pittori e architetti che lasciarono il palazzo in uno stato pietoso.

Nel 1791 l’Assemblea nazionale costituente decretò che il Louvre sarebbe stata la residenza del re e avrebbe ospitato un’esposizione di scienze e arti a scopo educativo. Il 10 agosto 1793, in occasione di un festival per la celebrazione del primo anniversario della repubblica, fu inaugurato il Museo che segnò una svolta nella storia del Louvre.

Piramide di Pei Museo Louvre
Piramide di Pei

All’ingresso si trova la famosa piramide di vetro di Pei del 1989. L’intera area sotterranea è occupata da negozi e parcheggi. Il piano terra e parte del primo piano ospitano le collezioni dell’antichità (dipartimento egizio, greco, etrusco, romano e orientale), mentre al secondo piano si trovano i dipinti.

Ovviamente visitiamo solo le parti di nostro interesse, è talmente grande che ci vorrebbe un’intera giornata! Anche se siamo molto stanchi, è emozionante, soprattutto per le ragazze, soffermarsi a fotografare le opere d’arte studiate sui libri di scuola.

La Gioconda Museo Louvre
La Gioconda Museo Louvre

Usciamo dal lato dei Jardin des Tuileries che attraversiamo con una lunga passeggiata fino a Place de Concorde, la piazza che si affaccia sugli Champs-Elysées con l’Arco di Trionfo sullo sfondo. Questa piazza fu realizzata nel 1757 per ospitare la statua equestre di Luigi XV che fu poi smantellata durante la Rivoluzione Francese. Negli anni del Terrore, circa 1200 persone furono ghigliottinate in questa piazza, tra cui Luigi XVI, Robespierre e Maria Antonietta.

Siamo stanchissimi e, anche se volevamo aspettare sera per vedere la Tour Eiffel illuminata e scattare qualche foto, non riusciamo proprio più a camminare. Così attendiamo la nostra navetta e arriviamo finalmente al campeggio da dove, riusciamo comunque a scorgere in lontananza la torre illuminata.

Termina così la nostra permanenza a Parigi, una città che sicuramente merita per il suo enorme patrimonio storico-culturale ma che andrebbe vissuta in più giorni. Infatti non siamo riusciti a visitare il Museo di Cluny, dove al suo interno sono presenti le antichissime terme romane del III secolo, i famosi cimiteri parigini, Place du Chatelet, la Bastiglia, il Museo d’Orsay e il Museo di Picasso, il quartiere ebraico, Galleria la Fayette e tanto altro.

Personalmente però Parigi ha un po’ deluso le nostre aspettative. Molti la definiscono la città del romanticismo e sostengono che, durante il periodo natalizio, si respiri un’atmosfera fiabesca. Noi, sinceramente, tutto questo non l’abbiamo percepito anzi, ci è parsa molto caotica e meno accogliente di quello che ci aspettavamo (soprattutto i parigini). Diciamo che rispetto ad altre capitali che abbiamo vissuto nel periodo natalizio, Parigi è quella che ci ha emozionato meno. Ovviamente sono pareri soggettivi e personali.


Disneyland in camper

Ci svegliamo prestissimo e lasciamo il “Camping de Paris” alle 7:15 in modo da evitare il traffico attorno a Parigi e riuscire ad essere a Disneyland all’apertura dei cancelli.

Arriviamo in perfetto orario e parcheggiamo nella spaziosissima area riservata ai camper. Si paga € 45,00 direttamente al casello di ingresso di Disneyland e si può sostare fino alle 10 del giorno successivo. Non è possibile pagare anticipatamente per più giorni ma è necessario uscire e rientrare pagando la nuova giornata. L’area non è provvista di nessun servizio ma è solo un parcheggio.

Parcheggio riservato ai camper Disneyland
Parcheggio riservato ai camper Disneyland
Ingresso di Disneyland
Ingresso di Disneyland

Noi abbiamo prenotato in anticipo, on-line, sia il parco Disneyland che il Walt Disney Studios. Il Parco è suddiviso in diverse zone: Fantasyland per i più piccoli, Discoveryland, Frontierland e Adventureland per i più grandi. Al di fuori c’è Disney Village, un complesso che comprende ristoranti, bar e negozi.

L’attrazione più bella è sicuramente il Castello delle Principesse, nel cuore di Fantasyland. In questo periodo di feste, lo spettacolo finale delle 22 lo vede protagonista, tra mille luci, musiche e fuochi artificiali. Un’altra attrazione molto attesa durante la giornata, è la famosa parata di Topolino e dei personaggi Disney che si tiene alle 14:30 e alle 17:30.

Parata di Disneyland
Parata di Disneyland

Durante la giornata si potrebbe uscire e rientrare dal Parco, ma decidiamo di non tornare al camper per riposare perchè, essendo distante un paio di chilometri dall’ingresso, sappiamo che poi non avremmo più voglia di tornare. Così rimaniamo direttamente fino alla chiusura, attendendo con trepidazione lo spettacolo finale delle 22 che assolutamente è da non perdere!

Ecco il video che riassume il nostro viaggio fin qui. Piccolo spoiler: contiene la parte finale dello spettacolo luminoso di Disneyland…guardatelo fino alle fine!

Distrutti ma emozionati, torniamo al camper dove finalmente possiamo farci una bella e lunga dormita. Domani sarà l’ultimo giorno dell’anno e tranquillamente saremo sulla via di ritorno cercando un bel paesino dove trascorrere Capodanno (in camper).


Beaune e Bourg-en-Bresse

Ci svegliamo con molta calma e partiamo alle 10 da Disneyland. Arriviamo a Beaune nel tardo pomeriggio e sostiamo nell’Area camper a Rue du Faubourg Saint-Jacques, comodissima per raggiungere a piedi il centro storico.

Area camper Beaune  - Rue du Faubourg Saint-Jacques
Area camper Beaune – Rue du Faubourg Saint-Jacques

Questa cittadina è rinomata per i pregiati vini della Borgogna e per alcuni edifici storici come la torre dell’orologio e la basilica. Purtroppo quando arriviamo la fitta nebbia che invade il paese, fa apparire tutto molto tetro e triste. Facciamo una passeggiata prima di cena in centro, dove molti locali sono aperti e gremiti di gente per l’aperitivo di capodanno.

Ci imbattiamo nell’imponente Basilica Notre Dame, una Chiesa romanica del XIII secolo costruita per volere dei Duchi di Borgogna che la vollero dedicare alla Vergine. E’ ispirata al modello cluniacense ed ha subito diveri restauri durante i secoli che le hanno dato l’aspetto gotico rinascimentale odierno.

Basilica Notre Dame di Beaune
Basilica Notre Dame di Beaune

Un edificio storico medioevale da non perdere è l’Hotel-Dieu. Costruito nel XV secolo su richiesta del duca di Borgogna per aiutare i pazienti più poveri e bisognosi, è diventato un museo di storia e medicina. E’ riconoscibile dai suoi famosi tetti di tegole verniciate e il suo magnifico cortile circondato da un portico con colonne che sostengono la galleria del primo piano. Passeggiando lungo le vie del centro storico si possono ammirare diversi palazzi rinascimentali e graziose case a graticcio.

Tra le vie del centro storico di Beaune
Tra le vie del centro storico di Beaune

Qui, come in quasi tutte le località della Francia (escluso Parigi), non si è soliti festeggiare l’ultimo giorno dell’anno con feste in piazza e fuochi artificiali. Alcuni ristoranti sono aperti con il menù fisso (a prezzi decisamente alti), altri sono addirittura chiusi. Noi siamo ben attrezzati per festeggiare Capodanno in camper: antipastini misti con salmone, gamberetti e varie salse francesi, fonduta francese già pronta, lenticchie surgelate preparate a casa prima di partire, cotechino di Modena che cucino al momento, tronchetto dolce acquistato al supermercato, spumante e panettone. Tra cucinare, mangiare e giocare, arriviamo alla mezzanotte per brindare al nuovo anno augurandoci che sia pieno di viaggi!

Il primo giorno dell’anno lo trascorriamo viaggiando, con pochissimo traffico, puntando verso casa. Prima però ci fermiamo in un altro borgo medioevale francese, Bourg-en-Bresse dove, essendo un giorno festivo, non riusciamo a visitare nulla se non esternamente.

Assolutamente da non perdere è il Monastero di Brou, situato un po’ fuori dal centro storico con un comodo parcheggio per i camper. Si tratta di un capolavoro gotico voluto da Margherita d’Austria, agli inizi del XVI secolo, per omaggiare il marito defunto.

Nel centro storico si possono ammirare alcune tipiche case a graticcio e si può fare una passeggiata tra i graziosi negozietti, anche se oggi ovviamente sono chiusi. Molto bella anche la Chiesa di Notre-Dame, indiscutibilmente gotica, che si erge sulla città con la sua alta sagoma bianca ed è famosa per il culto della Madonna Nera, patrona della città.

Lasciamo anche questo borgo e rientriamo in Italia, passando nuovamente dal traforo del Frejus, dopo una settimana non proprio rilassante ma comunque entusiasmante e piena di tante belle cose.


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Mi chiamo Monica e amo viaggiare in camper con la mia famiglia. Mi piace scrivere e condividere le mie esperienze di viaggio con altri camperisti e non. Così ho creato il Blog "Pronticampervia", dove sono raccolti tutti i nostri viaggi in Italia e in Europa con itinerari, consigli, curiosità ed elenco aree camper in cui siamo stati. Buona lettura! 😊🚌💚
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