Lame Rosse di Fiastra, Viterbo e Val d’Orcia

  • 07 – 11 Aprile 2023

Quest’anno, per il week-end pasquale, abbiamo scelto il centro Italia e in particolare un ricco itinerario che ci ha portato nelle Marche, in Umbria, nel Lazio e infine in Toscana. Abbiamo scoperto luoghi suggestivi come le Lame Rosse di Fiastra, città medioevali come Viterbo e Radicofani e siamo tornati nella splendida Val d’Orcia.

Il Lago di Fiastra

La prima tappa del nostro itinerario è nelle Marche, in provincia di Macerata e più precisamente al Lago di Fiastra. Si tratta di un lago artificiale realizzato negli anni Quaranta con lo scopo di fornire energia elettrica alla Valle del Fiastrone. Ci troviamo all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.

Con una superficie di 2 chilometri quadrati e una diga alta 85 metri, si tratta del bacino idroelettrico più grande della regione. Le sue acque sono balneabili e, nel periodo estivo, il lago è molto affollato.

Le Lame Rosse di Fiastra

Arriviamo verso ora di pranzo e sostiamo in uno spiazzo lungo la strada nei pressi della diga. Eventualmente è presente anche il Parcheggio Lungolago in Via Colpodalla (gratuito) distante una ventina di minuti a piedi dall’attacco del sentiero per le Lame Rosse. Il Parcheggio Diga, invece, è vietato ai camper. In alternativa, si può sostare nell’area camper di San Lorenzo al Lago, ma è piuttosto lontana.

Pranziamo e ci incamminiamo verso le Lame Rosse. Il percorso totale è lungo 7 chilometri con un dislivello di 200 metri ed è una passeggiata adatta a tutti, anche ai bambini. E’ fortemente consigliato però un abbigliamento comodo con scarponcini da trekking, in quanto l’ultimo tratto è costituito da un ghiaione. Durante tutto il tragitto non sono presenti sorgenti d’acqua, è bene quindi portare con sè qualche bottiglia.

L’itinerario parte proprio dalla diga, percorribile solo a piedi, da dove si può ammirare il lago in tutta la sua lunghezza. Si oltrepassa una piccola galleria e inizia il sentiero sterrato alternato da tratti in salita e in discesa. Si entra poi in una bellissima lecceta che consente di camminare sempre all’ombra. L’ultimo tratto è un po’ più impegnativo essendo un ripido ghiaione al sole.

Lame Rosse di Fiastra

Ed ecco le suggestive Lame Rosse che svettano verso l’alto e cambiano completamente il paesaggio circostante catapultandoti in uno scenario da canyon. Si tratta di pinnacoli e torri rocciose costituite da ghiaia, argilla e limi che si sono formati grazie all’erosione degli agenti atmosferici.

Sinceramente pensavo che tutta l’area delle Lame Rosse fosse più vasta, che vi fosse la possibilità di addentrarsi tra i canyon e percorrere in mezzo ad essi una parte del percorso. In realtà non è così, ma comunque è una tappa che merita, anche per la passeggiata che conduce fino al sito.

Lame Rosse di Fiastra
Lame Rosse di Fiastra
Lame Rosse di Fiastra
Lame Rosse di Fiastra

Rasiglia: il Borgo sull’acqua

Lasciamo le Marche e proseguiamo il nostro itinerario entrando in Umbria per visitare un particolare borgo sull’acqua del comune di Foligno: Rasiglia.

Ancor prima del paese, le macchine sono già parcheggiate lungo la strada. Questo ci fa capire che il borgo rientra tra le mete del turismo di massa. Sicuramente è una meta da prediligere nei periodi non festivi.

Riusciamo comunque a fermarci nel piccolo Parcheggio sulla strada, subito dopo il paese.

Rasiglia: la “Peschiera”

Rasiglia è un borgo medioevale, fondato nel 1200 circa, la cui caratteristica è quella di essere attraversato da limpidissimi corsi d’acqua. La sorgente che percorre Rasiglia è quella di Capovena che si riversa poi nel fiume Menotre. I ruscelli, durante il loro percorso all’interno del paese, formano diverse cascatelle e terminano nella grande “Peschiera” che si trova nel centro dell’abitato.

Durante il XIV secolo, la famiglia dei Trinci fece costruire, in cima al colle, la Rocca di Rasiglia con lo scopo di controllare la Valle del Menotre. Oggi, purtroppo, di questa rocca rimangono solo una parte delle mura di cinta e un rudere di una torre.

Nel Seicento e fino al Novecento, Rasiglia si affermò per le sue attività artigianali che si svilupparono grazie all’attività di mulini e lanifici che sfruttavano l’energia derivante dalle sue acque. Ancora oggi, passeggiando tra i vicoli del paese, si possono ammirare all’interno di piccoli negozietti di artigianato locale, i mulini o le grandi macine che, insieme al vecchio lavatoio e agli antichi telai, rendono Rasiglia un vero museo a cielo aperto.

Rasiglia
Rasiglia
Il declino e la rinascita di Rasiglia

Verso la metà del Novecento iniziò il declino di Rasiglia con lo spostamento delle attività economiche verso la vicina Foligno e il conseguente spopolamento. Il colpo di grazie si ebbe con il terremoto del 1997 che distrusse parte dell’abitato. Gli abitanti si trasferirono prima in container e poi in prefabbricati dislocati fuori dal borgo. Il paese ha rischiato di diventare così un borgo fantasma, ma la determinazione e la forza di volontà degli abitanti ne ha reso possibile un forte rilancio turistico e oggi è una destinazione molto gettonata.

Personalmente, come spesso accade per le mete così tanto pubblicizzate dal turismo di massa, siamo rimasti un pochino delusi da questo borgo dove è molto piacevole passeggiare con il costante suono dello scorrere dell’acqua, ma che della parte medioevale più antica rimane non molto.

Ad ogni modo la consigliamo sicuramente come tappa per chi si trova in questa parte dell’Umbria e vuole trascorrere qualche ora nella “Venezia dell’Umbria” come qualcuno la definisce.

Rasiglia: l'antico lavatoio
Rasiglia: l’antico lavatoio

Viterbo: nel cuore della Tuscia

Il giorno successivo entriamo in Lazio e ci fermiamo a Viterbo nell’ampio Parcheggio a pagamento in Strada Freddano, di fronte alla Porta di Valle, da cui si accede al centro storico di Viterbo. In alternativa, poco distante si può sostare nel Parcheggio gratuito di Via Faul.

Viterbo è una delle città principali della Tuscia della zona dell’alto Lazio. Nei secoli passati è stata abitata dai Tusci (ovvero gli Etruschi) ed era chiamata anche Etruria.

Parcheggio Strada Freddano – Viterbo

Diversi sono i borghi medioevali della Tuscia che meritano una visita. Alcuni di questi, tra cui Civita di Bagnoregio, Vitorchiano, Caprarola, Montefiascone e Bolsena, sono state mete dei nostri viaggi negli ultimi anni. Qui sul Blog trovi gli articoli dettagliati su ognuno di essi.

Cosa vedere a Viterbo

Viterbo, cinta da mura risalenti al XII secolo d.C., è da sempre conosciuta come “la Città dei Papi” per il ruolo che ricopriva nel Medioevo come Capitale della Cristianità.

Nel 1164 divenne la residenza fissa dell’anti-papa Pasquale III che guidò l’esercito di Viterbo contro il Papato di Roma. A causa delle continue lotte tra Chiesa e Impero, agli inizi del 1200 venne scomunicata in quanto dimora di Papi considerati eretici. In seguito la Roma del Papato riuscì a sconfiggere la Viterbo degli anti-papa.

La città fu poi governata per un lungo periodo da importanti famiglie della zona, finchè i Papi Alessandro IV e Urbano IV la scelsero come residenza fissa. Da quel momento a Viterbo vennero eletti diversi Papi e rimase sotto la protezione del Papato fino al Regno d’Italia che ne segnò il distacco definitivo.

Palazzo dei Papi

Situato in Piazza San Lorenzo, è il vero simbolo della città. Il Palazzo dei Papi è stato costruito intorno al 1260 come ampliamento della preesistente Curia Vescovile, quando Papa Alessandro IV, a causa delle ostilità con il popolo e i nobili romani, trasferì la sede pontificia qui a Viterbo. Lo scopo dell’edificio era quello di offrire ai pontefici, ospiti della città, una sicura dimora.

Il Palazzo si presenta con una struttura massiccia a strapiombo sulla Valle di Faul. Il portone d’ingresso è preceduto da una maestosa scalinata che sale dalla Piazza e di fianco alla quale si trova la parte più caratteristica del Palazzo: la “Loggia delle Benedizioni” o “Loggia dei Papi” eretta nel 1267 durante il pontificato di Clemente IV. La loggia si affaccia sulla piazza ed è formata in un solo lato da sette eleganti archi a tutto sesto sorretti da piccole colonne. Al centro di essa si trova una fontana. Questo spazio veniva anche utilizzato dal Papa per benedire la folla.

Dalla loggia si accede al Salone del Conclave che, in seguito alla morte di Clemente IV, ospitò il primo e più lungo conclave della storia, durato ben 33 mesi, al termine del quale venne eletto papa Gregorio X.

L’ingresso è a pagamento. Il biglietto comprende anche l’ingresso alla Sagrestia della Cattedrale e all’adiacente Museo Colle del Duomo, con audioguida. Personalmente siamo rimasti abbastanza delusi da questa visita, a parte la Loggia delle Benedizioni, non c’è praticamente nulla da vedere se non la zona adibita a Museo (che non ci ha particolarmente colpito).

Cattedrale di San Lorenzo

La Cattedrale di San Lorenzo, o Duomo, rappresenta il principale luogo di culto di Viterbo e si trova nell’omonima Piazza di fianco al Palazzo dei Papi.

Eretta nel XII secolo sulle rovine di un antico tempio dedicato a Ercole, la sua struttura è romanica mentre la facciata, rimaneggiata nel XVI secolo, è rinascimentale. La Cattedrale ha assunto un ruolo molto importante verso la metà del 1200 con la costruzione del Palazzo del Papi.

L’interno, a tre navate,è abbastanza spoglio e con pochi affreschi ma personalmente mi ha molto affascinato nella sua semplicità. Molto particolare invece è la rara e preziosa Sagrestia del Duomo (ingresso a pagamento) con arredi originali di fine Settecento in legno di noce.

Cattedrale di San Lorenzo – Viterbo
Quartiere di San Pellegrino

Il cuore di Viterbo è senz’altro il Quartiere di San Pellegrino, uno dei quartieri medioevali più grandi di tutta Europa. Il quartiere, risalente al 1200, comprende edifici, torri e vicoli. Il suo centro è Piazza San Pellegrino su cui si affacciano l’omonima Chiesa risalente al 1045, il Palazzo degli Alessandri del XIII secolo con funzione aristocratica e, sul retro, la Torre Scacciaricci.

Piazza del Gesù

Un’altra piazza che abbiamo molto apprezzato è Piazza del Gesù. Gli elementi dominanti di questa piazza sono la Chiesa del Gesù dell’XI secolo e l’antica fontana in peperino del 1450 che si trova al centro di essa.

Piazza del Gesù – Viterbo
Viterbo sotterranea

Sotto al centro storico della città, esiste anche una Viterbo sotterranea che si sviluppa su due livelli con una fitta rete di gallerie scavate nel tufo. I primi tunnel risalgono al periodo degli Etruschi e pare che la loro funzione fosse quella di raccogliere e canalizzare l’acqua piovana attraverso una rete di cunicoli. Durante il periodo medioevale i tunnel diventarono delle vere e proprio gallerie con passaggi segreti che univano i punti strategici della città, estendendosi fin oltre le mura di cinta e offrendo così una via di fuga in caso di pericolo. L’utilizzo più recente ricorre durante la seconda guerra mondiale quando furono usati dalla popolazione come rifugio dai bombardamenti.

Dintorni di Viterbo

Un luogo imperdibile nei pressi di Viterbo, adatto soprattutto ai bamini, è il Parco dei Mostri di Bomarzo realizzato nel 1500 dalla famiglia Orsini, signoria di Bomarzo. In questo fantasioso parco, si possono ammirare figure enormi realizzate dai blocci di peperino. L’ingresso è a pagamento.

Un’altra meta molto conosciuta e apprezzata che si trova subito fuori dal centro di Viterbo, sono le acque termali. Sono presenti sia terme a pagamento, come le Terme dei Papi, che sorgenti di acqua sulfurea libere e gratuite, come Piscine Carletti e il Bullicame. Qui tra l’altro è presente una ampio parcheggio dove poter sostare anche con il camper. Le terme libere sono vasche all’aperto dove l’acqua sgorga ad una temperatura di circa 55-60°C.

Radicofani e la sua Rocca

Radicofani e la sua fortezza

Dopo una giornata trascorsa a Viterbo, lasciamo laTuscia e raggiungiamo la Toscana, entrando nella bellissima Val d’Orcia dai paesaggi inconfondibili.

Arriviamo a Radicofani, in provincia di Siena, verso sera e parcheggiamo nella piccola Area camper comunale in Via A. de Gaspari: gratuita, con 5 stalli su asfalto e dotata di camper service.

Area camper comunale Radicofani

Poco prima del tramonto ci incamminiamo verso il centro storico del borgo che raggiungiamo in meno di 10 minuti.

Radicofani è un piccolo borgo-strada sorto sulle fondamenta di un villaggio etrusco-romano. E’ caratterizzato da vicoli e case in pietra e si riesce a visitare con una piacevole passeggiata di un’oretta.

La sua Rocca millenaria, che incombe dall’alto sul paese, è visibile da decine di chilometri di distanza. Si trova infatti sulla cima di una rupe di quasi 900 metri di altitudine. In passato ha controllato per secoli il confine tra il Gran Ducato di Toscana e lo Stato Pontificio. La Rocca oggi ospita il Museo del Cassero, dove sono raccolti diversi reperti archeologici dall’Età etrusca fino al Cinquecento. Dalla sommità della Torre si può ammirare un panorama a 360 gradi su tutta la Val d’Orcia.

Nelle vie del borgo, merita una sosta la Chiesa di San Pietro risalente al X-XI secolo in stile romanico-gotico. Di fianco alla Chiesa, in Piazza Sant’Agata, ci sono i giardini panoramici da cui si può osservare il panorama sul Monte Amiata e sulla Val d’Orcia.
All’interno di questi giardini si trova la statua di Ghino di Tacco, un brigante- gentiluomo protagonista della storia leggendaria di Radicofani.

Questo piccolo e intimo borgo a noi è piaciuto molto, soprattutto per la sensazione di pace e tranquillità che ci ha trasmesso.

Sull sfondo: fortezza di Radicofani

I paesaggi della Val d’Orcia

Dopo una tranquilla notte immersa nel silenzio, al mattino ripartiamo proseguendo alla scoperta dei meravigliosi paesaggi che la Val d’Orcia regala.

La Val d’Orcia comprende i territori che si estendono da Siena a Grosseto. Anche lo scorso anno abbiamo scelto questa parte della Toscana per il nostro lungo week-end pasquale. Ecco l’articolo dove potete trovare altri punti di interesse di questa splendida valle.

Percorriamo la strada verso Siena che passa da San Quirico d’Orcia e Bagno Vignoni dove le colline sinuose, i tipici casolari toscani e i verdi cipressi ne sono protagonisti. Questa è una tra le più affascinanti zone della Toscana caratterizzata da paesaggi di una bellezza tale da essere immortalati da numerosissimi appassionati di fotografia e fotografi professionisti in qualsiasi periodo dell’anno.

Anche noi non abbiamo potuto non fermarci per scattare qualche foto e fare qualche ripresa con il drone.

Toscana: Viale dei cipressi
Toscana: Viale dei cipressi
Toscana: Viale dei cipressi

Monteriggioni

Arriviamo nel tardo pomeriggio a Monteriggioni, una delle nostre mete d’obbligo quando ci troviamo in zona. E’ il giorno di Pasqua e, com’era prevedibile, le aree camper e i parcheggi sono al completo. Fortunatamente riusciamo a trovare un posto nel parcheggio gratuito antistante l’Area Camper “La Posta”. Trascorriamo la serata nel borgo che, con la luce del crepuscolo ha ancora più fascino, cenando in una delle trattorie del borgo. Ecco di seguito l’articolo dettagliato su questo straordinario borgo medioevale.

Questo invece è il video che abbiamo realizzato su alcuni dei luoghi visitati in questo bellissimo week-end.

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Lame Rosse di Fiastra, Viterbo e Val d'Orcia
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Il nostro lungo week-end pasquale in centro Italia tra Marche, Umbria, Lazio e Toscana alla scoperta di luoghi suggestivi come le Lame Rosse di Fiastra, città e borghi medioevali come Viterbo, Rasiglia e Radicofani e borghi fortificati come Monteriggioni, il tutto incorniciato dalla splendida Val d'Orcia.
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Mi chiamo Monica e amo viaggiare in camper con la mia famiglia. Mi piace scrivere e condividere le mie esperienze di viaggio con altri camperisti e non. Così ho creato il Blog "Pronticampervia", dove sono raccolti tutti i nostri viaggi in Italia e in Europa con itinerari, consigli, curiosità ed elenco aree camper in cui siamo stati. Buona lettura! 😊🚌💚
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