Spagna del nord in camper

  • 04 – 21Agosto 2023

La Spagna del nord in camper è un viaggio che avevamo programmato per l’estate 2020 e che, a causa della pandemia Covid19, abbiamo dovuto rimandare a data da destinarsi. Quest’anno abbiamo scelto di rispolverare l’itinerario ed eccoci in viaggio verso la parte più settentrionale della penisola iberica che ci porterà lungo tutta la costa del Mar Cantabrico, dai Paesi Baschi alla Galizia, fino a Barcellona come ultima tappa.

Per raggiungere la prima tappa in Spagna attraversiamo la Francia del sud. Come sosta per spezzare il viaggio, ci fermiamo a Carcassonne (qui puoi leggere l’articolo).

Il giorno seguente raggiungiamo la nostra prima tappa in Spagna.

Pamplona

La città di Pamplona si trova nella regione della NAVARRA. Oltre ad essere la prima grande città spagnola che si incontra lungo il Cammino di Santiago di Compostela, è famosa in tutto il mondo per essere la città della corsa dei tori che si tiene durante la Festa di San Firminio (fiestas de San Fermín).

Fondata da Pompeo nel 75 a.C. come accampamento militare, la città assunse i caratteri di fortezza inespugnabile tra il XVI e il XVIII secolo. Rimase chiusa entro le sue mura fino al Novecento, sia dal punto di vista economico che culturale.

All’inizio del XX secolo, Pamplona iniziò ad espandersi con la costruzione di nuove industrie. Un notevole flusso immigratorio rese necessaria la realizzazione di nuove aree urbane. Fu così che le zone dove sorgevano le fortificazioni furono trasformate in parchi e la città si modernizzò fino ad assumere l’aspetto attuale. Dell’epoca medioevale sono rimasti i resti delle mura, la Chiesa di San Saturnino e la Chiesa di San Nicola.

Raggiungiamo l’Area camper situata in Av. de Guipuzcoa a circa 1 km dal centro di Pamplona. Siamo molto fortunati perchè si libera un posto appena arriviamo. E’ un ottimo punto sosta, pulito e ben tenuto, con stalli in piano su asfalto e delimitati, ingresso automatizzato, camper service e attacco luce. Tranquillo durante la notte. Il costo è di €10,00/24h (tariffa anno 2023) servizi compresi. Purtroppo però non sono presenti molti stalli.

Area sosta camper Pamplona
Plaza de Castillo

Ci dirigiamo a piedi verso il centro storico di Pamplona, il Casco Vejo, che si presenta vivace con i suoi alti palazzi colorati. Oltrepassiamo il Palazzo del Municipio di fronte al quale, sulla pavimentazione di ciottoli, si può notare la targa del Cammino di Santiago. Raggiungiamo la Plaza de Castillo, la piazza principale di Pamplona dove si svolgono i grandi eventi della città. Fino all’Ottocento questo era il luogo dove si teneva la corrida.

Oggi la piazza rappresenta il tipico “salotto cittadino” dove, già dal tardo pomeriggio, si riuniscono turisti e pamplonesi per fare l’aperitivo, per chiacchierare o semplicemente per godersi qualche ora di sole. Al centro della piazza invece i bambini giocano a palla o si rincorrono spensierati.

Sulla piazza si affacciano diversi palazzi, ristoranti e locali di lusso tra cui l’antico Café Iruna. Aperto dal 1888, è un locale unico per i suoi specchi dorati e per i suoi antichi lampadari.

Plaza de Castillo – Pamplona
La Cattedrale di Santa Maria Real

La Cattedrale è il principale luogo di culto di Pamplona. E’ stata realizzata tra il XIV e il XV secolo, sui resti di un antico tempio pagano, in stile prevalentemente gotico. L’interno è a tre navate con volte a crociera.

Cattedrale di Pamplona
Plaza de Toro o Arena

La Plaza de Toro è stata costruita nel 1992 e può contenere fino a quasi 20.000 spettatori. Si tratta della terza arena più grande al mondo e viene utilizzata per le corride, ma anche per concerti ed eventi culturali.

Plaza de Toro è famosa per essere il punto di arrivo de l’Encierro. E’ la corsa dei tori che si tiene dal 1591 durante la Fiesta de San Fermin, in onore del Santo patrono della Navarra. A preannunciare l’inizio dei festeggiamenti, il 6 luglio a mezzogiorno, una persona eletta precedentemente dai pamplonesi, lancia un razzo nella piazza del municipio. Dal 7 al 14 luglio alle otto di mattina, inizia l’Encierro: viene aperto il recinto a sei tori e quattro buoi che iniziano a correre per le calle del centro storico lungo un percorso di circa 800 metri. Insieme a loro corrono circa 3000 persone che, rischiando qualche frattura, se non addirittura la vita (come purtroppo è successo nel corso degli anni), entrano trionfanti nell’arena dove i tori e i buoi vengono poi rinchiusi nei recinti.

La visita a Plaza de Toro è a pagamento (€ 7,00 per gli adulti e € 4,00 per gli studenti). Il percorso di visita inizia con la proiezione di un video sull’Encierro. Prosegue poi in autonomia lungo un percorso segnalato tra le tribune e i recinti, terminando nell’arena. E’ disponibile un’audioguida anche in lingua italiana.

Trattandosi di una costruzione recente, l’arena di per sé non è nulla di speciale. E’ comunque molto interessante la visita per conoscere i dettagli di questo particolare evento famoso in tutto il mondo.

Plaza de Toro – Pamplona
Monumento a l’Encierro

Situato in Av. Roncesvalles, questo monumento è stato inaugurato per la prima volta il 6 luglio del 1994, giorno di apertura dei festeggiamenti di San Fermin. Rappresenta lo scatto fotografico di uno dei tanti momenti concitati della corsa dei tori a cui ha partecipato Rafael Huerta stesso, lo scultore dell’opera.

Monumento all’ El Encierro
Ciudadela di Pamplona

Chiamata anche la Cittadella, è una costruzione difensiva risalente al 1571 circondata da un grande parco verde. Questa fortificazione è stata voluta dal re Filippo II per proteggere il centro urbano di Pamplona dai nemici esterni. La sua struttura a forma pentagonale permetteva di avvistare l’arrivo delle truppe da ognuno dei cinque lati.

Dagli anni Settanta la Cittadella è sede di eventi e iniziative culturali. Sono presenti ancora alcune delle costruzioni belliche come la Sala delle Armi. E’ una parte di Pamplona che merita sicuramente una visita, anche solo per passeggiare nel bel parco lontano dal traffico cittadino.

Ingresso alla Ciudadela di Pamplona

Pasai Donibane

Il mattino seguente lasciamo Pamplona ed entriamo nei PAESI BASCHI raggiungendo la costa nord. Ci fermiamo a Pasai Donibane, uno dei quattro nuclei che costituiscono la cittadina di Pasaia.

Sostiamo nel parcheggio gratuito del porto, distante 10 minuti a piedi dal centro del paese. Pasai Donibane è un pittoresco villaggio di pescatori che si sviluppa sulla baia, lungo un’unica stretta strada acciottolata che termina nella piazzetta principale, la Plaza de Santiago.

Percorriamo a piedi tutto il centro storico caratterizzato dagli edifici colorati che rendono vivace e allegro questo piccolo paese ricco di suggestivi scorci. Oltrepassiamo la Chiesa di San Juan Bautista del XVII secolo e raggiungiamo la piazza dove pranziamo con un ottimo fritto di calamari (i tipici rabas).

Proseguiamo poi la passeggiata lungo l’unica strada del centro e arriviamo fino alla punta della baia dove si trovano i due fari che la delimitano.

Plaza de Santiago – Pasai Donibane

Zumaia

Proseguiamo lungo la costa verso San Sebastian dove, volutamente, decidiamo di non fermarci essendo una tra le principali tappe frequentate dal turismo di massa e di conseguenza presa d’assalto in questo periodo.

Raggiungiamo invece Zumaia, famosa non tanto per il paese, che non ha nulla di particolarmente interessante, quanto per le sue suggestive scogliere.

Sostiamo, anche per la notte, nel Parcheggio per camper gratuito che si trova nella zona industriale sulle sponde del fiume Urola a 2 chilometri di distanza dal centro della cittadina e dalle scogliere. Nelle vicinanze è presente anche un campeggio, ma da prenotare in anticipo durante l’alta stagione.

Raggiungiamo il paese in 5 minuti in bicicletta. Zumaia è un piccolo comune dei PAESI BASCHI che nel XVI secolo era costituito da un centinaio di abitazioni. Nel secolo scorso lo sviluppo dell’industria metalmeccanica e dei cantieri navali hanno portato un aumento dell’immigrazione della classe operaia da altre zone della Spagna, con un conseguente incremento della popolazione.

I flysch

Il centro storico di Zumaia effettivamente non ha nulla per cui vale la pena fermarsi. Quindi proseguiamo oltre e seguiamo le indicazioni per l’Eremo di San Telmo, una piccola chiesa del XVIII secolo. In pochi minuti raggiungiamo la scogliera da dove si apre un panorama spettacolare.

Questa scogliera, che si sviluppa per un lungo tratto della costa, è particolare per la presenza dei flysch. Sono formazioni di roccia sedimentaria composte da strati alternati di limo e arenaria che si sono costituiti a seguito dell’azione erosiva dell’acqua nel corso di oltre 50 milioni di anni. Questa zona dei flysch a Zumaia è diventata celebre per essere stata la location della serie “Game of Thrones” (Il trono di Spade).

Dopo cena ci fermiamo sulla spiaggia e attendiamo fino alle 21:45 circa per ammirare uno splendido tramonto sul mare.

Zumaia: l’eremo di Sant’Elmo
Zumaia: l’eremo di Sant’Elmo visto dal retro e i flysch
Zumaia e i flysch

San Juan de Gaztelugatxe: info per la visita

La tappa successiva doveva essere l’eremo di San Juan de Gaztelugatxe, distante circa 100 chilometri da Zumaia. Si tratta di un eremo del X secolo costruito in onore di San Giovanni Battista, inserito in un contesto paesaggistico molto suggestivo. Anche in questa location sono state girate diverse scene di “Game of Thrones”.

Con nostro rammarico scopriamo che gli ingressi sono limitati ed è necessaria la prenotazione online con largo anticipo (almeno 20 giorni prima in alta stagione) a questo sito https://www.tiketa.eus/gaztelugatxe/?lang=en . L’ingresso è comunque gratuito. Purtroppo non riusciamo a trovare nessuna disponibilità se non prima del 30 agosto e quindi ovviamente proseguiamo oltre.

Guernica

Arriviamo a Guernica, piccola cittadina dei PAESI BASCHI e parcheggiamo gratuitamente in San Pedro Auzoa 29, poco distante dal Museo della Pace.

Guernica viene ricordata per essere stata rasa al suolo a seguito di un bombardamento sui civili, il primo della storia, avvenuto il 26 aprile 1937 durante la guerra civile spagnola. Quel giorno, per tre interminabili ore, gli aerei tedeschi, che sostenevano le truppe del generale Franco contro il governo repubblicano di Spagna, hanno lanciato tonnellate di bombe sulla città causando la morte di 1.654 persone, tra cui anche anziani, donne e bambini. L’orrore e l’atrocità di questo atto sono stati immortalati nell’omonimo famoso quadro di Pablo Picasso che mostra il lato più tragico della guerra.

Proprio per essere una città che è stata ricostruita da zero, non sono molte le attrazioni visitabili a Guernica e in meno di mezza giornata si riesce tranquillamente a visitare.

Dal parcheggio raggiungiamo il Museo della Pace attraversando il bel Parque de los Pueblos de Europa, un’oasi verde con un laghetto dove rilassarsi. All’interno del parco sono presenti diverse sculture moderne realizzate da un’artista britannico e un’artista basco.

Poco prima di raggiungere il centro storico, in via Allendesalazar 11, troviamo la riproduzione del dipinto di Pablo Picasso in un grande mosaico in ceramica.

Il Museo della Pace

Arriviamo poi nella Plaza de los Fueros dove si trova il Museo della Pace, principale punto di interesse di Guernica. Si tratta di un piccolo ma interessante museo che non solo racconta la terribile storia di Guernica con testimonianze di sopravvissuti, video e foto, ma dove sono presenti anche mostre temporanee sul tema della pace. Inoltre, molto toccante, il momento in cui si entra in una sala dove si ascolta la testimonianza registrata di una sopravvissuta al bombardamento aereo (non è disponibile la versione in lingua italiana). L’ingresso al Museo è a pagamento (€ 6,00 a persona – tariffa 2023).

Guernica: Plaza de los Fueros
L’antica quercia

Un altro punto di interesse quale simbolo di Guernica, è l’antica quercia settecentesca Gernikako Arbola. Si trova all’interno di un tempietto al centro della città. Sotto di essa, ogni anno fin dal 1876, si riuniva il Consiglio degli Anziani. I membri di questo Consiglio provenivano da tutti i Paesi Baschi e garantivano in tal modo una forma di democrazia diretta. Per la popolazione basca questo albero, di cui rimane solo il tronco, ha un valore simbolico altissimo perchè rappresenta la libertà del popolo.

Oggi le riunioni non si tengono più sotto l’Albero, ma all’interno della Casa de Juntas, un edificio in stile neoclassico dove si riunisce il Parlamento. Si trova di fronte all’antica quercia ed è visitabile gratuitamente.

Antica quercia Gernikako Arbola

Bilbao

Bilbao è la più grande città dei PAESI BASCHI. Durante la guerra civile spagnola la città ha subito diversi bombardamenti che hanno portato alla resa alle forze armate del generale Franco. Con la scoperta dei giacimenti di ferro nelle miniere, Bilbao è diventata uno dei poli economici più importanti della regione diventando una città prettamente industriale. Solo negli ultimi decenni, a seguito di politiche culturali mirate e ad un processo di modernizzazione, ha saputo cambiar volto diventando una nota località turistica.

Dove sostare in camper a Bilbao

Arriviamo a Bilbao e raggiungiamo l’area camper comunale Kobetamendi situata a Monte Kobeta 31, in posizione panoramica sulla città e distante 40 minuti dal centro, raggiungibile con l’autobus che si ferma a 200 metri dall’area camper. Non riusciamo però a fermarci in quanto l’area è al completo ed era necessaria la prenotazione.

Optiamo così per il Parcheggio a pagamento custodito senza servizi (€ 30,00/24h – tariffa 2023) che si trova in pieno centro storico in Vista Alegre Kalea 1. E’ un parcheggio prevalentemente per auto ma sono presenti diversi stalli abbastanza ampi anche per camper lunghi 7 metri. Tranquillo per la notte, è molto comodo per visitare a piedi il centro di Bilbao.

Parcheggio in centro a Bilbao
Il Museo di Guggenheim

La prima attrazione che visitiamo a Bilbao è il Museo di Guggenheim. Anche se non siamo particolarmente amanti dell’arte contemporanea, ci sembrava d’obbligo visitare questo noto museo.

Il Guggenheim Museum Bilbao è stato progettato dall’architetto Frank O.Gehry e inaugurato nel 1997. La sua realizzazione ha contribuito a trasformare Bilbao da città prettamente industriale a città turistica.

La parte che abbiamo trovato più interessante del museo è l’incredibile struttura esterna, realizzata in titanio e vetro dalla forma molto particolare. Davanti all’ingresso si può ammirare la prima opera d’arte, il simpatico Puppy , un cane gigantesco ricoperto da piante e fiori. Sul retro invece altre opere attirano l’attenzione come il ragno gigante in bronzo alto 9 metri.

Museo Guggenheim – Bilbao

Siamo rimasti molto delusi invece dalla parte interna. Ad eccezione di pochissime opere che hanno attirato la nostra attenzione, la maggior parte di esse le abbiamo trovate veramente di poco interesse, ma ovviamente si tratta di gusti personali.

Il Museo è aperto tutti i giorni tranne il giovedì dalle 10 e l’ingresso è a pagamento. I biglietti si possono acquistare direttamente alle biglietterie del museo oppure on line nel sito ufficiale.

Il ragno gigante – Museo Guggenheim
Il Ponte di Calatrava (Zubizuri)

Lasciandoci alle spalle il Museo di Guggenheim e proseguendo verso il centro storico, arriviamo al ZubiZuri (che significa ponte bianco), chiamato anche Ponte di Calatrava. Inaugurato nel 1997, questo ponte pedonale a forma di arco sorretto da tiranti, è stato progettato dall’architetto valenciano Santiago Calatrava. Come tutte le strutture da lui realizzate, è di colore bianco e costituisce una delle principali attrazioni di Bilbao. La piattaforma pedonale originaria del ponte, era in cristallo. Dopo diversi incidenti causati dalla sua scivolosità, è stata ricoperta con una pedana che la rende più sicura.

Ponte di Calatrava – Bilbao
Il Casco Viejo (centro storico)

Arriviamo nel Casco Viejo, il cuore di Bilbao che si sviluppa all’interno delle Siete Calles, le sette strade principali da cui si diramano vicoli e stradine laterali. Il centro storico a noi è piaciuto molto per la sua vivacità, per i suoi colori e per l’allegria che trasmettono i diversi artisti di strada che animano le piazze.

Raggiungiamo Plaza Nueva che si presenta di forma squadrata circondata dai portici, tipica delle città spagnole. Questa è considerata la piazza principale di Bilbao, il luogo ideale dove fare l’aperitivo con un bicchiere di sangria assaporando i loro deliziosi pinxtos. Essendo quasi ora di cena, ne approfittiamo per assaggiarne di diversi tipi e possiamo confermare che sono veramente squisiti!

Plaza Nueva – Bilbao
Pinxtos

Santillana del Mar

Il giorno seguente entriamo nella regione della CANTABRIA e facciamo tappa a Santillana del Mar, un piccolo paese che conta circa 5.000 abitanti. Non aspettatevi però di vedere il mare, il nome trae in inganno: Santillana infatti si trova nell’entroterra.

E’ un gioiello medioevale famoso per la sua bellissima Collegiata e per le vicine grotte rupestri di Altamira. Queste ultime non le abbiamo volutamente visitare in quanto, per motivi di conservazione, il sito originale è accessibile tramite prenotazione anticipata e sono ammesse solo 260 persone all’anno. La grotta che si visita normalmente, chiamata Neocueva, ne è una fedele replica e si trova nel Museo di Altamira situato vicino a quello originale.

La presenze delle grotte rupestri in questa zona, testimoniano la presenza dei primi insediamenti già nel periodo del Paleolitico. I primi popoli ad abitare queste terre furono gli iberici che si fusero con i Celti nel VIII secolo a.C.

Sostiamo nel parcheggio a pagamento, misto auto, situato in Calle Jesus Otero a due passi dal centro storico. La tariffa giornaliera non frazionabile per il camper è di € 10,00 (tariffa 2023).

Santillana del Mar

Passeggiamo lungo la via principale del paese, su cui si affacciano edifici antichi e palazzi in stile medioevale. Santillana è un paesino prettamente turistico con negozi di souvenir, negozi che vendono prodotti di artigianato locale e osterie dove gustare le loro prelibatezze come le alici del mar cantabrico (ottime) o dove bere il rinomato sidro (che a noi personalmente non è piaciuto per niente).

La Collegiata di Santa Juliana

In fondo alla via si erge la maestosa Collegiata di Santa Juliana, attorno alla quale si sviluppò il paese di Santillana. La Collegiata risale al XII secolo ed è stato costruito sopra i resti di un antico eremo. E’ considerato il monumento romanico più importante della Cantabria tanto che nel 1889 fu dichiarato monumento nazionale spagnolo. Santillana deve il suo nome proprio a Sant Iuliana (Santa Giuliana), la giovane martire uccisa durante le persecuzioni nel periodo di Diocleziano in Asia Minore. Le sue spoglie furono portate in Spagna da monaci pellegrini e riposte nell’eremo che sorgeva al posto della Collegiata. Si rimane affascinati dalla facciata esterna, decorata con diverse sculture, così come dal chiostro romanico con i capitelli scolpiti, dalla fonte battesimale e dalla pala d’altare.

La Collegiata è aperta tutti i giorni dalle 10:00 alle 13:30 e dalle 16:00 alle 19:15 nel periodo estivo. L’ingresso è a pagamento ma si tratta di una cifra irrisoria (€ 3,00/persona e gratuito per i minori di 12 anni).

Collegiata di Santa Juliana
Chiostro della Collegiata di Santa Juliana

San Vicente de la Barquera

Nel pomeriggio ci spostiamo sul mare a San Vicente de la Barquera, una delle cittadine più pittoresche della costa cantabrica che si affaccia sul mare e che ha come sfondo le cime dei Picos de Europa. In realtà ci siamo fermati in questa zona per caso, guardando su Park4night dove fosse possibile fermarsi con il camper in prossimità di una spiaggia. In zona è presente un campeggio ma ovviamente è al completo… ormai abbiamo intuito che sarà così un po’ ovunque.

Raggiungiamo quindi il Parking Los llaos, distante qualche centinaio di metri da Playa de Méron. Si tratta di un’intera collina adibita a parcheggio per camper e il costo è di € 10,00/notte. Sono presenti anche i servizi di carico e scarico, wc e alcune docce a pagamento (€ 1,00/6minuti). Ma attenzione: è solo un parcheggio e, anche se quasi tutti i camperisti aprono il tendalino ed espongono tavoli e sedie, ciò non è ammesso. Leggendo diverse recensioni su park4night, infatti, è stato segnalato che al mattino presto la “guardia civile” controlla e multa tutti coloro che campeggiano.

“Parking Los llaos” a San Vicente de la Barquera

Trascorriamo la giornata in relax nell’ampia spiaggia libera Playa de Méron e, con nostra grande sorpresa, l’acqua del mare non è così fredda come ci aspettavamo. Così riusciamo anche a fare il bagno divertendoci fra le onde. Non abbiamo avuto modo di visitare il centro di San Vicente de la Barquera perchè era abbastanza distante dal nostro parcheggio, ma se vi capita ve lo consiglio per le sue mura medioevali merlate e il Castello del re risalente al XIII secolo.

Playa de Méron

I Picos de Europa

Il giorno seguente ci addentriamo nel Parco Nazionale dei Picos de Europa, nota catena montuosa spagnola che si sviluppa tra le comunità autonome delle Asturie, della Cantabria e del Castiglia e León. Raggiungiamo Fuente Dé che, oltre ad essere il principale punto di partenza per le escursioni a piedi, è la località dove si trova il teleférico (la funivia) che porta in cima alle vette a oltre 1800 metri di altitudine.

Quando arriviamo, la situazione è abbastanza caotica. C’è solo una grande parcheggio dove non è consentito l’ingresso ai camper che sono così costretti a parcheggiare lungo la strada in forte pendenza. L’unico campeggio presente, oltre ad essere al completo, non è adatto ai grandi mezzi ma solo a tende o a van. Riusciamo a parcheggiare in uno degli ultimi stalli presenti lungo la strada e pensiamo di sostare solo per qualche ora, giusto il tempo di salire in quota con la funivia.

Dopo mezz’ora di fila in biglietteria, ci viene comunicato che i primi posti disponibili per salire con la funivia sono dopo 6 ore, alle 18:00 di sera. Così, considerato anche il caldo che inizia a farsi sentire, decidiamo di andar via e raggiungere la tappa successiva.

Fuente Dé – Parco Nazionale Picos de Europa

Covadonga

Arriviamo a Covadonga e sostiamo nel Parcheggio P3 Los Lagos, poco prima del paese. In alternativa, poco più avanti, è presente l’altro parcheggio P4. Entrambi sono a pagamento (€ 2,00/24h) e senza servizi. Si possono raggiungere la Santa Grotta e il Monastero con una camminata di 30 minuti nel sentiero segnalato oppure con l’autobus a pagamento (€ 9,00/persona) che porta anche ai laghi di Covadonga.

Covadonga significa “grotta della Madonna” ed è un piccolo paese delle ASTURIE, situata nel Parco Nazionale dei Picos de Europa. Nel 722 è stato il teatro della battaglia fra Cristiani e Mori (musulmani) che vide la prima vittoria dei Cristiani, con a capo il re Pelagio. Questa data segnò l’inizio della Reconquista spagnola da parte dei Cristiani dopo che i musulmani avevano conquistato gran parte del territorio spagnolo.

Santa Grotta di Covadonga

Anche se siamo in una zona montana, ci troviamo a meno di 300 metri di altitudine e il caldo, unito all’elevata umidità, non ci rende molto piacevole la passeggiata fino alla Santa Grotta di Covadonga, il piccolo santuario cattolico costruito all’interno di una grotta.

La leggenda narra che, durante la battaglia della Reconquista, Pelagio, il re delle Asturie, si era addentrato nei boschi di Covadonga per sconfiggere i nemici. Inseguendo un soldato arabo, si ritrovò nella grotta abitata da un eremita che lo pregò di non uccidere il soldato in onore della Vergine venerata in quella stessa grotta. Si attribuì così la vittoria dei Cristiani che ne seguì, alla Vergine Maria.

Santa grotta di Covadonga

La grotta divenne presto meta di pellegrinaggio e si edificò al suo interno una piccola chiesa. Verso la fine del 1700 un terribile incendio la distrusse e venne ricostruita solo nel 1874. Ancora oggi è meta di pellegrinaggio e viene celebrata la Santa Messa a cui abbiamo avuto modo di partecipare per qualche minuto alternandoci ai numerosi turisti presenti.

Poco distante dalla Grotta si trova la moderna Basilica de Santa Maria la Real de Covadonga, costruita nel corso del XX secolo seguendo lo stile neoromanico. Nella piazza di fronte ad essa si innalza la statua di re Pelagio.

Basilica de Santa Maria la Real de Covadonga

Cudillero

In serata arriviamo in uno dei paesini che più ho apprezzato in questo viaggio: Cudillero. Fortunatamente riusciamo a trovare un posto nell’unico parcheggio al porto dove è possibile sostare con il camper. Gratuito e senza servizi, tranquillo di notte e vicino al centro del paese raggiungibile in 5 minuti a piedi.

Cudillero ci ha colpito per il contesto paesaggistico in cui si trova, molto simile ad un tipico villaggio di pescatori della Norvegia che tanto abbiamo amato.

Porto di Cudillero

Cudillero è da sempre stato un paese legato alla vita del mare e oggi presenta due porti: il Porto Nuovo, dove si trovano le imbarcazioni da pesca e il Porto Vecchio che è diventata la zona turistica di passeggio. Il centro storico, caratterizzato da edifici colorati, si raccoglie attorno alla piccola baia con ristoranti, negozi di souvenir e gelaterie. La Plaza de la Marina è la piazza principale e il luogo più vivace del paese. Su una scogliera alta 75 metri si trova il faro, ancora funzinante, inaugurato nel 1858 e ristrutturato più volte nel corso degli anni.

Cudillero
Cudillero

Praia das Catedrais

Il giorno seguente entriamo in GALIZIA e ci fermiamo a Ribadeo, località famosa per la vicina spiaggia Praia das Catedrais o Playa de Las Catedrales (spiaggia delle cattedrali).

Questa spiaggia è dichiarata Monumento Naturale e deve il suo nome alle particolari formazioni rocciose che creano archi naturali che ricordano molto quelli delle cattedrali gotiche. Si tratta di un luogo veramente unico e spettacolare da dove non vorresti mai andartene.

E’ necessario prestare attenzione e monitorare le maree accedendo negli orari più opportuni, quando si può tranquillamente passeggiare sulla spiaggia, sotto gli archi e dentro le grotte. L’ingresso alla Praia das Catedrais è gratuito ma, da luglio a settembre e nel periodo pasquale, l’accesso è consentito solo prenotando anticipatamente on line nel sito ufficiale. Nel mese di agosto è bene prenotare con largo anticipo, anche di due settimane.

Arriviamo a Ribadeo il giorno prima della visita prenotata. I diversi campeggi della zona sono tutti al completo ma, in uno di essi, riusciamo almeno ad utilizzare i servizi di carico e scarico (a € 5,00) in modo da poter sostare autonomamente per un paio di giorni in uno dei tanti parcheggi gratuiti presenti lungo la costa.

Trascorriamo la giornata in spiaggia, rilassandoci e giocando con le onde che in questa parte della costa sono ancora più alte. Lungo la passarella di legno che sovrasta la scogliera, vediamo Praia das Catedrais dall’alto e già il panorama ci sembra stupendo. La mattima seguente, quando entriamo nella spiaggia, rimaniamo a bocca aperta da ciò che la natura riesce a creare. Fra tutte le scogliere che abbiamo visto, compreso Etretat in Normandia, questa è in assoluto quella che ci ha colpito di più.

Praia das Catedrais

La Coruna

Proseguendo lungo la meravigliosa costa della Galizia, arriviamo a La Coruna, importante città portuale della regione. Sostiamo nell’Area camper situata in Estrada Os Fortes 4B, gratuita con carico e scarico. Si trova abbastanza distante dal centro storico e dagli altri punti di interesse, decidiamo quindi di muoverci in bici.

Il Paseo Maritimo

Seguiamo il bellissimo percorso panoramico denominato Paseo Maritimo che percorre tutto il lungomare della città, lungo diversi chilometri, utilizzando le piste ciclabili. Arriviamo al porto dove attraccano le navi da crociera e dove si trova La Marina, uno dei simboli di La Coruna, con i suoi alti edifici dalle grandi vetrate bianche che si affacciano sulla spiaggia cittadina.

Spiaggia della Marina di La Coruna
Veduta di La Coruna al termine del Paseo Maritimo
La Torre di Hercules

Proseguiamo il nostro tour in bici lungo tutta la baia fino ad arrivare alla Torre di Hercules, l’unico faro romano ancora in funzione che nel 2009 è stato dichiarato Patrimonio Unesco dell’Umanità. Alto ben 55 metri, si può raggiungere la sommità, dove si trova una terrazza panoramica, salendo i 234 gradini.

Le origini della torre risalgono al I secolo d.C., all’epoca dell’imperatore romano Traiano. In quel periodo la zona di La Coruna costituiva un’importante rotta marittima tra il Mediterraneo e le coste atlantiche. I Romani crearono così un importante porto, il Brigantium e fecero costruire il faro (oggi chiamato Torre di Ercole) per essere d’aiuto alle navi commerciali e militari che navigavano verso il porto.

Con la fine dell’Impero Romano e le successive invasioni barbariche, la Torre perse la funzione di faro ed entrò in uno stato di progressivo degrado. Durante il Medioevo venne utilizzata come fortezza e come punto di avvistamento di possibili attacchi dal mare e solo dal XVII secolo recuperò nuovamente la funzione di faro. Verso la fine del Settecento importanti lavori di restauro le attribuirono l’aspetto attuale.

Attorno alla Torre si sono alternati diversi miti tra cui quello più popolare di Hercules, l’eroe greco che possedeva una forza fuori dall’ordinario. Secondo questa leggenda, Ercole voleva liberare i territori spagnoli dal gigante Gerione. Dopo un lungo scontro che durò per tre giorni, Ercole lo sconfisse e lo decapitò sotterrando la testa in un punto vicino al mare dove avrebbe costruito una torre per commemorarne l’evento.

Di fronte alla Torre si può ammirare un’enorme mosaico rappresentante la rosa dei venti.

Torre di Ercole
La Rosa dei venti
Il Castillo de San Anton

Raggiungiamo il Castillo de San Anton, la fortezza costruita nel XVI secolo a difesa della città da parte delle armate inglesi. Divenuto in seguito una prigione per delinquenti comuni e prigionieri politici fino al 1960, oggi è sede del Museo Archeologico e storico di La Coruna e ospita un’antica cisterna romana. E’ visitabile tutti i giorni escluso il lunedì dalle 10:00 alle 19:30 nei mesi invernali e fino alle 21:00 nei mesi di luglio e agosto. L’ingresso è a pagamento dietro un piccolo contributo.

La Ciudad Vieja

L’ultima tappa del nostro giro è la Ciudad Vieja, il centro storico. Lasciamo le bici nel piccolo porto turistico e ci incamminiamo a piedi verso Plaza Maria Pita, il cuore della città.

Si tratta di una classica piazza porticata su cui si affacciano il Municipio ed eleganti edifici. Il suo nome si deve all’eroina galiziana Maria Pita, colei che ha incoraggiato le truppe spagnole durante l’invasione inglese nel 1589.

Sotto i portici sono presenti diversi bar e ristorantini dove assaggiare i loro piatti tra cui, assolutamente da non perdere, il polpo alla brace.

Plaza Maria Pita – A Coruna

Costa da Morte

Lasciamo La Coruna e iniziamo il nostro percorso nella Costa da Morte, un lungo tratto della costa galiziana chiamato così perchè considerato, fin dall’antichità, la fine del mondo, il luogo oltre il quale si aprivano le porte dell’Aldilà. Si tratta anche di una delle zone più ricche d’Europa per quanto riguarda la presenza di megaliti. Si possono visitare a tal proposito il dolmen di Dombate o al castro di Borneiro.

La Costa da Morte è caratterizzato da spiagge deserte, ampie insenature e scogliere su cui si infrangono le onde impetuose dell’oceano Atlantico. Nel corso dei secoli in questa zona si sono verificati molti naufragi, proprio a causa delle violente tempeste e dei temporali che si abbattono sulla costa soprattutto durante i mesi invernali. La vita economica si basa principalmente sulla pesca e sulla raccolta dei frutti di mare.

Faro Roncudo

La prima nostra tappa della Costa da Morte è Faro Roncudo. In realtà il faro stesso non è niente di particolare, ma il contesto paesaggistico in cui si trova è veramente incredibile. Ci fermiamo solo per pochi minuti, giusto il tempo di ammirare il panorama e scattare qualche foto.

Faro Roncudo
Faro Roncudo
Finisterre e Faro Cabo Fisterra

Raggiungiamo poi un altro punto assolutamente da non perdere della Costa da Morte, Cabo Fisterra o Finisterre (“fine della terra”) dove anche qui il paesaggio è veramente spettacolare. La strada è tranquillamente percorribile in camper anche se, in alta stagione, il parcheggio nei pressi del faro si riempie molto velocemente e può essere un po’ difficoltoso fare manovra. Consiglio quindi di arrivare nelle prime ore del mattino oppure in serata quando, al calar del sole, si può attendere il tramonto sull’oceano e trascorrere una notte immersi nel silenzio con solo lo sciabordio delle onde.

Cabo Fisterra rappresenta l’arrivo del Cammino di Santiago di Compostela ed è considerato, erroneamente, il punto più occidentale della Spagna. Nelle vicinanze del faro sono presenti il cippo del chilometro zero del Cammino e una croce dove i pellegrini usano lasciare una pietra come ricordo del passaggio. Il faro è stato costruito nel 1853 ed è costituito da una torre ottagonale.

Parcheggi a Cabo Fisterra
Cabo Fisterra

Nel pomeriggio ci spostiamo a Praia de Larino e sostiamo nel parcheggio gratuito su erba di fronte alla spiaggia. Riusciamo a fare il bagno, nonostante in questa zona della costa l’acqua sia alquanto freddina e la sera, dopo cena, torniamo in spiaggia per ammirare uno splendido tramonto sull’oceano.

Il tramonto a Praia de Larino

Santiago de Compostela

Il giorno seguente lasciamo la Costa da Morte e arriviamo a Santiago de Compostela, il capoluogo della GALIZIA che nel 2000 è stata eletta capitale europea della cultura.

Sostiamo nella grande area camper a pagamento (custodita, con carico e scarico) sito in Rua Manuel Maria e raggiungiamo il centro in bici. Santiago ci ha molto colpito: oltre alla meravigliosa Cattedrale, i vicoli e le strade del centro sono ricchi di palazzi storici e le piazze sono molto eleganti.

La notorietà di questa cittadina si deve al famoso e omonimo cammino che conduce qui migliaia di pellegrini l’anno. Secondo la tradizione cristiana, infatti, le spoglie dell’Apostolo Giacomo il Maggiore sono conservate nella Cattedrale di Santiago, costruita a tale scopo.

Quando nel IX secolo venne identificato una piccola costruzione pagana come la tomba dell’Apostolo, il re vi fece erigere un tempio attorno che divenne meta dei primi pellegrinaggi. In seguito all’aumento di essi, si iniziò la costruzione della Cattedrale romanica con pianta a croce latina e a tre navate. Dichiarata monumento storico nel 1986, l’interno lascia senza parole, soprattutto il sontuoso altare maggiore in stile barocco, sotto al quale si trova la cripta contenente le reliquie di San Giacomo.

Cattedrale di Santiago de Compostela
Altare maggiore – Cattedrale di Santiago

Dopo aver visitato la Cattedrale e pranzato in un ristorantino con una paella che sinceramente è un insulto chiamarla così, passeggiamo nel parco della città che si trova subito fuori dal reticolato di vicoli del centro storico, il Parco Alameda, disegnato seguendo lo stile dei giardini romantici.

In serata ci spostiamo a Guntin, un piccolo paese a un’ora di distanza e trascorriamo una notte tranquilla nell’Area camper sita in Lugar Guntin 37. E’ un ottimo punto sosta gratuito che dispone di 4 stalli, carico, scarico, attacco luce e tavoli da pic-nic.

Las Medulas

La tappa del giorno seguente si trova nella regione LEON nei pressi della città di Ponferrada. Las Medulas rientra nei Patrimoni dell’Umanità dell’ UNESCO per essere stata la più importante miniera d’oro dell’impero romano per oltre due secoli.

Parcheggiamo in Route Carrucedo di Las Medulas nell’apposito parcheggio gratuito per auto e camper. Si trova a 700 metri dal centro del villaggio da dove partono i vari percorsi per raggiungere il sito delle miniere. E’ in pieno sole e le temperature in questa zona durante il mese di agosto sono abbastanza elevate. Per visitare le miniere è consigliabile indossare abbigliamento comodo, scarponcini da trekking o comunque simili e portarsi dell’acqua.

L’estrazione dell’oro avveniva perforando la montagna e introducendo all’interno di essa una grossa quantità di acqua che, facendola franare, permetteva la raccolta del prezioso minerale. I canali in cui scorreva l’acqua sono ancora oggi visibili e hanno modellato la montagna creando particolari scenari.

Raggiungiamo il piccolo villaggio costituito da abitazioni, ristoranti e negozietti di souvenir dove è possibile acquistare anche alcuni dei loro prodotti tipici come il miele, i biscotti di castagne, i liquori e la crema di castagne. Nel paese è inoltre presente un Infopoint dove reperire le informazioni sui diversi percorsi possibili.

Noi scegliamo quello più breve, un percorso ad anello di 5/7 chilometri tra i castagneti che ci conduce sotto le montagne d’argilla rossa fino alla Cuevona, la grotta più grande.

Poco distante da Las Medulas, raggiungibile tranquillamente anche in camper, si trova il Lago di Curacedo le cui acque sono balneabili e dove è presente un chiosco/bar.

Las Medulas
Las Medulas – La Cuevona

Il Castello dei Templari di Ponferrada

A Ponferrada ci siamo fermati solo per visitare il Castello dei Templari e sinceramente è una tappa che si può tranquillamente saltare. Eretto nel XII secolo fu una delle prime fortezze dei cavalieri Templari in Spagna. Fu costruito sopra una collina lungo il Cammino di Santiago con lo scopo di proteggere i pellegrini che si dirigevano verso la famosa cittadina.

Il Castello rimase intatto fino ai primi anni dell’Ottocento quando le truppe di Napoleone occuparono Ponferrada e del castello rimase solo la cinta muraria. Gli abitanti iniziarono ad utlizzare le pietre del castello per costruire il mercato pubblico e delle stalle, chiamate “scuderie” ancora oggi esistenti. Nei decenni successivi addirittura si ricavò al suo interno un campo da calcio, demolendo le poche pareti rimaste. Solo a metà del Novecento iniziarono i lavori di recupero e restauro che lo portarono alle sembianze attuali.

Il Castello è aperto tutti i giorni escluso il lunedì dalle 10:00 alle 14:00 e dalle 16:00 alle 18:00. L’ingresso è a pagamento ma il mercoledì è gratuito.

Con il camper è possibile sostare nell’ampia area camper gratuita situata in Calle Obispo Camilo Lorenzo, dotata di camper service e distante 5 minuti a piedi dal castello.

Castello dei Templari di Ponferrada

Astorga

Ci spostiamo in serata ad Astorga dove sostiamo nell’Area camper gratuita sita in Carretera Sanabria 114. Sono presenti anche i servizi di carico e scarico ed è distante una ventina di minuti a piedi dal centro storico. Astorga è il capoluogo della regione LEON e il suo centro storico merita una visita per i due grandi capolavori che lo contraddistinguono.

Il Palazzo Episcopale, dall’aspetto fiabesco, è stato progettato dall’artista moderno Antonio Gaudì ed è in stile neogotico. Iniziato nel 1889 e temrinato nel 1913, ha una pianta a croce greca ed è caratterizzato dalla presenza di torri cilindriche agli angoli della struttura. Oggi ospita il Museo dei Cammini, dedicato al Cammino di Santiago, dove si possono ammirare opere d’arte sacra dedicate al pellegrinaggio.

Palazzo Episcopale di Astorga

L’altra meraviglia di Astorga è la Cattedrale, risalente al 1471 e costruita sopra una chiesa romanica. E’ in stile gotico anche se nel corso degli anni ha subìto importanti modifiche con la mescolanza di diversi stili come neoclassico, barocco e rinascimentale. L’interno è a tre navate e la pala dell’altare principale è un vero capolavoro del Rinascimento spagnolo. Ammirata alla luce del tramonto è molto suggestiva.

Cattedrale di Astorga

Le grotte di Arguedas

Il giorno seguente raggiungiamo un sito molto particolare situato in zona desertica della Spagna del nord. Arriviamo ad Arguedas verso metà pomeriggio con una temperatura che si aggira attorno ai 43°C. Sostiamo nel parcheggio camper gratuito che si trova proprio sotto alle Grotte di Arguedas. La nostra visita al sito (ingresso libero in autonomia) cerca di essere il più veloce possibile, fortunatamente all’interno delle grotte è più fresco e quindi possiamo soffermarci qualche minuto in più.

Le Grotte di Arguedas sono antiche dimore ricavate all’interno della montagna risalenti all’Ottocento, quando gli abitanti del posto non potevano permettersi di acquistare una vera casa. Furono abitate fino agli anni Cinquanta, poi vennero abbandonate e si iniziò la costruzione di vere case. Nel 1940 si contavano ancora 52 grotte abitate.

Nei pressi di Arguedas, si trova il Centro Informazioni Bardenas dove trovare tutte le informazioni per visitare le Bardenas Reales della Navarra, il secondo deserto europeo dopo quello di Tabernas, in Andalusia. Anche questa era una tappa prevista nel nostro viaggio, ma purtroppo decidiamo di saltarla per le temperature che sono veramente alte.

Le grotte di Arguedas

Toccata e fuga a Barcellona

Ci rimettiamo in viaggio e raggiungiamo Barcellona, dove sostiamo nel Camping Masnou in Carrer Camil Fabra. E’ un campeggio basilare ma comunque dotato di tutti i servizi ed è comodo per raggiungere il centro di Barcellona. Si trova, infatti, a 10 minuti a piedi dalla stazione del treno che in meno di mezz’ora porta in centro. I prezzi sono abbastanza contenuti considerando che ci troviamo in una grande città.

Speravamo di sfuggire al grande caldo ma in realtà, anche se ci sono solo 30°C, l’umidità è talmente elevata che la temperatura percepita è di almeno dieci gradi in più. Optiamo così per visitare il centro di Barcellona nel tardo pomeriggio quando dovrebbe rinfrescarsi un pochino (in realtà non molto).

La Sagrada Familia

La nostra è più che altro una passeggiata tra le vie di Barcellona, cercando di arrivare nei punti di interesse principali. Arriviamo alla spettacolare Sagrada Familia, l’attrazione più visitata di tutta la Spagna. La sua costruzione iniziò nel 1882 quando venne posata la prima pietra seguendo il complesso progetto di Antonio Gaudì che prevedeva una basilica a 5 navate con transetto, 3 facciate e 18 torri.

Gaudì dedicò gli ultimi 15 anni della sua vita a questo progetto che ancora oggi non è terminato. Si prevede la fine dei lavori attorno al 2026, dopo 144 anni dall’inizio e dopo 100 anni dalla morte di Gaudì ma, a causa delle interruzioni avvenute a seguito del Covid19, potrebbe slittare di un paio di anni. La Chiesa è stata consacrata da Papa Benedetto XVI nel 2010, ancora prima di essere conclusa.

Purtroppo non riusciamo a visitarla all’interno. I primi accessi disponibili sono dopo due giorni e noi saremo già altrove. L’ingresso è a pagamento e per visitarla è necessario prenotare on line al sito ufficiale. Consiglio di effettuare la prenotazione con anticipo soprattutto in alta stagione.

Sagrada Familia fronte
Sagrada Familia retro
Le opere di Gaudì

L’impronta di Gaudì è presente a Barcellona in ben sette opere. Oltre alla già citata Sagrada Familia, tra le più importanti sicuramente c’è Casa Batllo, dichiarata Patrimonio UNESCO nel 2005. Deve il suo nome al proprietario Josep Batllo che incaricò Gaudì di procedere alla demolizione del vecchio edificio e alla progettazione di quello nuovo. Ma l’architetto spagnolo non lo fece demolire e modificò completamente la facciata, ridistribuì i muri divisori interni e ampliò il cortile, rendendola una vera e propria opera d’arte. Casa Batlló venne ceduta dalla famiglia Batlló e dagli anni ’90 è di proprietà della famiglia Bernat che nel 1995 l’ha aperta al pubblico. E’ aperta tutti i giorni dalle 9 alle 20 e l’ingresso è a pagamento.

Casa Batllo

Casa Milà o La Pedrera fu costruita tra il 1906 e il 1913 sempre seguendo il progetto del prestigioso Gaudì. Si tratta di una casa padronale voluta da Pere Milà, un ricco uomo d’affari, marito di una borghese anch’essa di alto rango sociale. Lo scopo dei coniugi era quello di sfoggiare la loro situazione economica e sociale così privilegiata, attraverso un palazzo elegante e lussuoso. Casa Milà è aperta tutti i giorni dalle 9 alle 20 e l’ingresso è a pagamento.

Casa Milà

Un’altra opera d’arte di Gaudì che dicono di non perdere assolutamente (noi purtroppo l’abbiamo saltata), è Parc Guell. Si tratta di un parco pubblico di oltre 15 ettari con giardini e strutture architettoniche molto particolari che trasportano il visitatore nel mondo delle favole. Il parco è aperto tutti i giorni e l’ingresso è a pagamento.

La Rambla

E non possiamo arrivare alla famosa Rambla, il viale principale di Barcellona con negozi, ristoranti e bar. E’ lungo 2 chilometri e collega Plaça de Catalunya al porto antico. Lungo la Rambla si trova il vicolo che porta al quartiere gotico, Barrio Gotico, la parte più medioevale e antica di Barcellona. Come in tutte le grandi città, questa zona è la più frequentata dai borseggiatori, è necessario quindi prestare attenzione.

La Rambla
La Cattedrale di Barcellona

Ultima tappa della nostra passeggiata è la Cattedrale che, illuminata dal sole al tramonto, è incredibilmente romantica. Si trova nel quartiere gotico e fu costruita tra il XIII e il XV secolo sui resti di precedenti chiese. La facciata presenta al centro il portale principale, fiancheggiato da due torri. Purtroppo non abbiamo avuto di visitarla internamente perchè era già chiusa.

Cattedrale

Avremmo voluto rimanere qualche giorno in più in questa città dove i punti di interesse da visitare sono molteplici, ma questo caldo insopportabile non ce lo permette proprio. Così il mattino seguente ripartiamo da Barcellona, dove torneremo sicuramente per visitarla come merita. Scegliamo di rientrare direttamente in Italia senza fare una tappa di sosta in Francia, dal momento che, ovunque, le temperature non sono inferiori ai 40°C.

Conclusioni del nostro viaggio

Si conclude così il nostro viaggio nel nord della Spagna di 18 giorni. Tante sono le cose da dire su questo viaggio. Abbiamo visto posti meravigliosi che hanno superato le nostre aspettative come i flysch di Zumaia, Praia das Catedrais e la Costa da Morte. Altri invece sono stati un po’ una delusione come Bilbao, La Coruna e i Picos de Europa (nulla da mettere con le nostre meravigliose Dolomiti).

In generale ci aspettavamo la costa nord più arida e rocciosa, invece è molto verde e boscosa. Siamo rimasti un po’ delusi dai paesini che non hanno nulla di caratteristico e particolare, se non Cudillero e Santillana del Mar. Per quanto riguarda i costi, dalla benzina agli alimenti e ai ristoranti, più o meno sono allineati con quelli dell’Italia.

Nel mese di agosto è impossibile trovare posto nei campeggi senza aver prenotato precedentemente. Le aree camper che abbiamo trovato spesso erano gratuite o comunque con prezzi molto contenuti, ma non sempre disponevano di tutti i servizi. I parcheggi liberi invece nei pressi delle spiagge sono ben tollerati e tranquilli anche di notte.

Tra tutti i nostri viaggi in nord Europa, questo non lo metterei tra i più entusiasmanti ma è un viaggio che siamo contenti di aver fatto. Sicuramente però agosto non è il mese ideale, sia per il notevole afflusso di turisti che per le temperature elevate nell’entroterra.

I NUMERI DEL NOSTRO VIAGGIO

  • 18 giorni e 17 notti
  • 4.992 km
  • 680 litri di diesel
  • 1 notte in campeggio, 3 notti in area camper, 13 notti in parcheggi gratuiti

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ELENCO AREE CAMPER SPAGNA DEL NORD CON RECENSIONI

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Spagna del nord in camper
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Spagna del nord in camper
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Itinerario in camper verso la parte più settentrionale della Spagna lungo tutta la costa del Mar Cantabrico, dai Paesi Baschi alla Galizia e fino alla Navarra, tra villaggi di pescatori, città, borghi e paesaggi mozzafiato.
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Mi chiamo Monica e amo viaggiare in camper con la mia famiglia. Mi piace scrivere e condividere le mie esperienze di viaggio con altri camperisti e non. Così ho creato il Blog "Pronticampervia", dove sono raccolti tutti i nostri viaggi in Italia e in Europa con itinerari, consigli, curiosità ed elenco aree camper in cui siamo stati. Buona lettura! 😊🚌💚
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2 commenti su “Spagna del nord in camper

  1. Una “ragioniera” con evidenti vocazioni “letterarie”, (il suo insegnate di lettere sarebbe orgoglioso del proprio lavoro): dettagliate narrazioni, documentate … racconto coinvolgente, utile per camperisti che volessero fare lo stesso percorso ma anche per turisti di altro genere, compreso quelli immaginari!

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